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Velina
Giusto una velina di servizio:
il DA del G#5 (raputt) ha consegnato le definitive dei personaggi del racconto e inviato la prima scheda locazione da compilare.
il DA del G#4 (sarmigezetusa) sta componendo le definitive per le Situazioni 13-15 e invierà a brevissimo le S16-18 da compilare.
il DA del G#3 (ciumeo) ha consegnato la S3 definitiva, il gruppo ha avuto un innesto (sesta) e si avvia alla conclusione del racconto col lavoro su S4 e S5.
i DA del G#1 (V&G) hanno consegnato la Scheda Ambientazione definitiva relativa alle opere d'arte attorno a cui ruota il romanzo, e stanno lavorando alla nuova versione del soggetto che verrà consegnata in settimana.
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Analisi del testo con le statistiche di accesso
Questa è la lista di parole e frasi di ricerca attraverso le quali gli utenti hanno trovato (tutti attraverso google) il racconto Il Principe:
- ospedale psichiatrico padova
- brusegana etilica
- cassiere esselunga nude
- cinquantenne porche
- distributori pannocchie precotte
- ferri corti all'esselunga
- in cucina è la sua morte significa che quel cibo insieme all'altro stanno bene o no
- lei dice invitami che vuol dire
- negozi alimentari brusegana
- quali sono le donne piu porche del mondo?
- trucchi pasword famiglia tamagotchi
Il campione è ristretto, ma identifica con una buona precisione sia l'atmosfera del racconto, sia - e questo è ancora più interessante - uno spaccato del bagaglio culturale dei sui possibili lettori (limitatamente, certo, a ciò che questi lettori si prendono la briga di cercare su google).
Potremmo interpretare questo curioso fenomeno come un effetto collaterale della sempre più raffinata integrazione tra intelligenza artificiale (gli algoritmi di ricerca) e intelligenza collettiva (gli utenti)?
Lezioni viareggine - III
Lezioni viareggine #3: ontologia degli opposti
Nota: nessun membro della SIC è al momento a Viareggio (LU), ma dal momento che domani sarò a Lucca per seguire una conferenza stampa, mi pare l'occasione giusta per riprendere in mano e concludere la serie di post cominciata in agosto.
a) Conoscenti e sconosciuti
Nel corso della tavola rotonda al Festival della Creatività, l’attenzione si era a un certo punto spostata sulla figura del Direttore Artistico.
“Ho ancora qualche dubbio,” aveva azzardato uno degli ospiti, “su questa storia della divisione dei ruoli e della direzione dei lavori.”
Per rispondere, mi era venuto naturale prenderla larga:
“Bisogna considerare, nel momento in cui si coordina un gruppo di sconosciuti…”
“Come sarebbe a dire, un gruppo di sconosciuti?”
Stupore in sala. Quello che per noi era ovvio – il fatto che i Gruppi Scrittura SIC sono composti da persone che non si conoscono tra loro – risultò sbalorditivo tanto per gli ospiti quanto per il pubblico.
In effetti, a pensarci bene, in tutti i casi (riusciti) di scrittura collettiva che ci hanno preceduto, gli autori dell’opera si conoscevano tra loro, si erano incontrati varie volte per definire i contenuti dell’opera, o almeno si erano incontrati al momento di scrivere. Nel nostro caso avevamo per lo più gruppi scrittura composti da persone sconosciute tra loro (e non di rado a noi), che avevano sempre lavorato a distanza.
In realtà, la SIC non è un metodo di scrittura collettiva per sconosciuti: funziona infatti perfettamente anche con un gruppo di persone che si conoscono. Quando, nel dicembre 2006, tracciammo le prime linee metodologiche della SIC, non ci ponemmo neanche il problema in quanto l’universalità del metodo (ovvero: che fosse utilizzabile da chiunque) era uno dei punti fermi che ci eravamo dati. Il primo Gruppo Scrittura, che con la stesura de “Il Principe” permise la messa a punto finale della SIC, era composto da persone a noi note ma che non si conoscevano tra loro, e mai questo fatto diede alcun problema in corso d’opera.
Il punto è semplicemente che, per la struttura stessa del metodo, i legami intercorrenti tra i membri di un Gruppo Scrittura non sono rilevanti per il risultato finale. E’ il Direttore Artistico che si fa carico di tutto quel lavoro di mediazione necessario normalmente per scrivere qualcosa in gruppo, mentre ogni consegna delle Schede Definitive sopperisce ad incontri e dibattiti: quando lo scrittore legge la nuova definitiva risintonizza il proprio lavoro sulla direzione collettiva, senza bisogno di sapere chi ha scritto cosa.
b) Scrittori e non scrittori
Nelle mail che arrivano in redazione, una delle domande più frequenti è se sia necessario o meno “essere scrittori professionisti” per partecipare a un Gruppo Scrittura SIC. La risposta è ovviamente no (così come non è necessario “essere scrittori professionisti” per scrivere un racconto), ma vale la pena spendere qualche parola in merito.
1) SIC - Scrittura Industriale Collettiva è innanzitutto un metodo. Chiunque può adottarlo, a patto di indicare che si tratta del metodo SIC e di non fare un utilizzo commerciale delle opere. Questo implica che non c’è alcun parametro qualitativo nel poter utilizzare o meno il metodo.
2) Vero è però che per scrivere un buon racconto, collettivo o individuale, serve una certa dimestichezza con le parole. Nella SIC, anche chi non ha tale dimestichezza può dare un contributo importante (un esempio evidente è il Racconto #4: due membri per loro stessa ammissione non avevano mai scritto racconti, e tuttavia hanno contribuito con le loro idee a tratteggiare protagonisti e comprimari in modo decisivo), tuttavia, quando si passa alle Schede Situazione, nelle quali c’è da raccontare, la dimestichezza di cui sopra diviene fondamentale (e non è un caso che quegli stessi due membri abbiano fornito contributi assai meno rilevanti in fase situazioni, fino, di fatto, all'abbandono). Per quanto riguarda il Direttore Artistico, saper scrivere è almeno in apparenza condizione imprescindibile, ma ci sentiamo di dire – visto che non scrive una parola – che è più importante che sia un buon editor.
3) Questo ci porta ad una questione più volte emersa: i limiti dell’azione del Direttore Artistico. In generale i paletti sono precisi: non deve scrivere niente di proprio; nella composizione di una scheda definitiva può modificare lo stile di una parte di testo per meglio miscelarla con un’altra; in fase situazioni può modificare la struttura degli eventi in modo da combinare meglio schede diverse; può infine (o meglio, deve) modificare il soggetto in base a ciò che via via emerge dalle schede.
3bis) Spesso però, lavorando a un set di schede situazione, la tentazione di “aggiustare” qualcosa viene, specialmente se il DA quando non porta l’uniforme SIC è anche scrittore individuale: le parole scelte in un dialogo, la marca di un vestito, il colore del cielo in quel momento… Benché il nostro nome (Scrittura Industriale Collettiva) indica il massimo rigore, ci sono molti casi in cui l’intervento del DA come scrittore può essere legittimo. La discriminante, ancora una volta, è il buonsenso. E’senz’altro opportuno intervenire laddove ci siano incongruenze col soggetto o con le schede definitive precedenti; è opportuno intervenire per migliorare dialoghi e descrizioni, se le schede definitive finora prodotte giustificano tale intervento (ex. la scheda personaggio indica il personaggio come pedante e lamentoso ma gli scrittori lo fanno parlare in modo secco e conciso); è infine opportuno intervenire laddove ci siano problemi di verosimiglianza (esempio: nel Racconto #4, come macchina usata da un gruppo di brigatisti nel ’77 sono state proposte una BMW, una Duna, una Fiat 500 e una Fiat 125. Si capisce che è stata scelta la 125 – BMW poco verosimile, Duna prodotta dieci anni più tardi, Fiat 500 inadatta all’inseguimento descritto nella scena – ma se tra le auto proposte dagli scrittori non ce ne fosse stata nessuna adatta, credo che il Direttore Artistico avrebbe avuto ben diritto di introdurne una di propria iniziativa).
c) Quelli per l’atto e quelli per il risultato
Tornando al primo punto, è vero che finora i membri di un Gruppo Scrittura non hanno avuto il potere di scegliere di cosa scrivere: questo perché ogni opera SIC scritta o avviata finora è servita e serve a mettere a punto il metodo o alcuni suoi aspetti (nel Racconto#1 il metodo in sé, nel Racconto#2 i livelli simbolici, nel Romanzo#1 il testo lungo, nel Racconto#3 la storia nella storia e il soggetto aperto, nel Racconto#4 la narrazione dell’azione e la coralità, nel Racconto #5 la narrazione non sequenziale) e quindi la prima bozza di soggetto è stata interamente scritta dal DA. Finora, quindi, tutti gli scrittori hanno partecipato "per l'atto" di fare SIC, sebbene poi abbiano apprezzato gli intenti e la forma del soggetto, lavorando con entusiasmo (e portando spesso il soggetto altrove). Tuttavia, in un futuro prossimo in cui il metodo sarà rodato sotto ogni punto di vista, credo che uno dei passi da fare sia il lancio di Gruppi Scrittura in cui anche la scelta e la stesura del soggetto avvengano in modo partecipato.
Scrittura collettiva a Barbiana
Noi dunque si fa così: per prima cosa ognuno tiene in tasca un notes. Ogni volta che gli viene un’idea ne prende appunto. Ogni idea su un foglietto separato e scritto da una parte sola.
Un giorno si mettono insieme tutti i foglietti su un grande tavolo. Si passano uno a uno per scartare i doppioni. Poi si riuniscono i foglietti imparentati in grandi monti e son capitoli. Ogni capitolo si divide in morticini e son paragrafi. Ora si prova a dare un nome ad ogni paragrafo. Se non si riesce vuol dire che non contiene nulla o che contiene troppe cose. Qualche paragrafo sparisce, qualcuno diventa due. Coi nomi dei paragrafi si discute l’ordine logico finché nasce uno schema. Con lo schema si riordinano i monticini. Si prende il primo, si stendono sul tavolo i foglietti e se ne trova l’ordine. Ora si butta giù il testo come viene viene. Si ciclostila per averlo davanti tutti eguale. Poi forbici, colla e matite colorate. Si butta tutto all’aria. Si aggiungono foglietti nuovi. Si ciclostila un’altra volta. Comincia la gara a chi scopre parole da legare, aggettivi di troppo, ripetizioni, bugie, parole difficili, frasi troppo lunghe, due concetti in una frase sola.
Si chiama un estraneo dopo l’altro. Si bada che non siano stati troppo a scuola. Gli si fa leggere a alta voce. Si guarda se hanno inteso quello che volevamo dire. Si accettano i loro consigli purché siano per la chiarezza. Si rifiutano i consigli di prudenza.
(scuola di Barbiana, Lettera a una professoressa - Libera editrice fiorentina, 1967)
Anticipazioni SIC
La filiera gira a regime. La fiducia della casa madre è alta. I gruppi lavorano duro, vari progetti sono prossimi al compimento. Ci sentiamo quindi di dare qualche anticipazione sui prossimi lavori SIC.
Racconto SIC #6 - Sarà un racconto di media lunghezza, come tutti quelli scritti o avviati finora. Avrà come Direttore Artistico Jacopo Campidori (Xiloforo), già membro dei gruppi scrittura de Il Principe e di Un viaggio d'affari. Conoscendo il DA possiamo prevedere che ci saranno di mezzo morti viventi, cultura pop e Vonnegut. Sarà il primo racconto che vedrà Gregorio Magini e Vanni Santoni tra i membri del Gruppo Scrittura. I fondatori si rimboccheranno le maniche e scenderanno in catena di montaggio: il R#6 rappresenta il completamento della formazione dei fondatori stessi riguardo il metodo SIC. Oltre a loro, gli altri 4 membri del GS verranno nominati tramite bando, come al solito.
Racconto SIC #7 - Sarà un racconto breve. Avrà come Direttore Artistico Gregorio Magini, guru del racconto fantastico, e sarà - indovinate un po' - un racconto fantastico.
Racconto SIC #8 - Sarà un racconto breve. Avrà come Direttore Artistico Vanni Santoni e avrà un solo personaggio, una sola locazione e una sola situazione.
(I Racconti SIC #7 e #8 segneranno l'entrata - e il test operativo - della SIC nel mondo del racconto breve e brevissimo. Finora la struttura stessa del metodo ha imposto racconti piuttosto lunghi; vedremo se il metodo SIC "tiene" anche con tagli maggiori e contesti più limitati).
Racconti SIC #9, #10 e oltre - Vista l'elevata qualità dei GS attualmente al lavoro, prevediamo la promozione a Direttore Artistico di altre nuove leve che vorranno incamminarsi nel percorso già intrapreso da Ciumeo, Raputt e Xiloforo.

