Torna a SIC BlogSIC BlogArchivio → Aprile, 2008

Una definizione di SIC

Mi sono reso conto che non c’è da nessuna parte sul sito una definizione concisa della SIC, perciò ho provato a stenderne una:

SIC è una COMUNITÀ VIRTUALE di SCRITTORI che seguono un METODO di SCRITTURA COLLETTIVA per scrivere delle OPERE LETTERARIE

La sottopongo al vostro giudizio, lasciando solo una suggestione: stiamo forse fondando un movimento letterario? Se sostituiamo "gruppo" a "comunità virtuale" e "manifesto" a "metodo", non è questa forse una definizione applicabile al concetto Novecentesco di avanguardia?

 

Velina

Siamo stati poco attivi sul sito negli ultimi tempi a causa di micidiali impegni di lavoro, ma le attività dei gruppi fervono:

Il gruppo #3 e il gruppo #5 hanno chiuso i lavori. I due racconti sono in fase di composizione e a breve passeranno all`editing.

Il gruppo #7 e il gruppo #8 sono già in fase situazioni e prossimi alla chiusura.

Il gruppo #9 ha chiuso il primo giro di schede personaggio e procede a velocità di crociera.

Unico non pervenuto il gruppo #6 i cui lavori dopo una partenza bruciante parrebbero arenati: preghiamo il DA Xiloforo di riferire.

A breve saremmo pronti a lanciare i gruppi #10 e #11, i DA in fieri Ogon Bat e Cianix sono avvertiti.

 

SIC alla moda

A riprova del fatto che la collaborazione online è ormai un tema a la page, è uscito sul numero di Maggio di Glamour, assieme a un mascara di Dior omaggio, un articolo intitolato "Web trend: vivere wiki è funny, è etico, è contagioso", in cui figura fra altri otto un breve profilo della SIC.

Da non perdere la fotografia dei redattori, in puro stile "pesce-fuor-d'acqua".

 

New Italian Epic

New Italian EpicSegnalo per la lettura un saggio di Wu Ming 1 apparso oggi in forma ridotta su La Repubblica, e il cui testo completo è scaricabile dal sito della Wu Ming Foundation.

Wu Ming 1 propone un'originale denominazione per un particolare sottoinsieme della narrativa italiana degli ultimi quindici anni: "nuova narrazione epica italiana", o "New Italian Epic". Questo raggruppamento apparentemente eterogeneo di libri (che vanno dai romanzi degli stessi Wu Ming, a Gomorra di Roberto Saviano, a Hitler di Giuseppe Genna), sarebbe l'anticipazione (il "futuro anteriore") di una nuova narrativa italiana in via di maturazione.

I libri NIE condividerebbero "almeno la metà" di questa serie di caratteristiche:

  1. Rifiuto del tono ironico tipico della narrativa postmoderna degli anni Novanta, in favore di un etos accorato e partecipe.
  2. Particolarità e molteplicità dei punti di vista narrativi all'interno dell'opera, che giungono in molti casi ad adottare lo sguardo di oggetti inanimati e di entità immateriali.
  3. Ricerca di un connubio tra complessità narrativa e leggibilità.
  4. Frequente ricorso a una sorta di "ucronia potenziale", ossia alla narrazione di fatti e momenti storici in cui era presente il germe di un futuro alternativo.
  5. Una sperimentazione e stilistica "dissimulata", che si nasconde cioè sotto una superficie linguistica solo apparentemente "semplice", "chiara" e "diretta".
  6. "Oggetti narrativi non identificati" (UNO). Ossia, molti dei prodotti del NIE non sono romanzi, o meglio, non sono classificabili né come romanzo né come altro tipo di testo, perché sono composti in maniera inestricabile di troppi e troppo diversi tipi, dal saggio alla poesia, dall'inchiesta alla diaristica.
  7. Sono opere transmediali e in qualche modo "collettive". Danno infatti spesso avvio a una serie di spin-off e "riappropriazioni", in una modalità che i Wu Ming associano alla "natura 'disseminata'" dell'epica greca antica.

Il saggio prosegue con un capitolo in cui viene presentato il concetto curioso e interessante di "allegoritmo", che consiste, se ho ben capito, in un'allegoria le cui chiavi interpretative sono legate al contesto di lettura dell'opera, che è per definizione ipotetico e rinnovabile, per cui l'algoritmo allegorico rinnova nel tempo le possibilità interpretative dell'opera, rendendola - come dire - resistente alle intemperie, e quindi candidabile allo statuto di classico.

L'ultimo capitolo è un'invettiva contro l'antropocentrismo, in cui veniamo invitati a considerare il futuro come una catastrofe certa, un'estinzione inevitabile; e a lottare forti di questa consapevolezza contro quanti fanno "di tutto per accelerare il processo di estinzione e renderlo il più doloroso - e il meno dignitoso - possibile".

Scriverò (dopo di voi...) nei commenti delle considerazioni personali sul saggio. Mi limito qui a dire che il coraggio di tentare di mettere ordine nella narrativa contemporanea è di per sé ammirevole, in un periodo in cui lettori scrittori e critici sembrano brancolare in un cieco marasma interpretativo. Quanto poi l'etichetta New Italian Epic sia in grado di reggere alla prova dell'analisi e dell'approfondimento, è da vedere. Ma, per l'appunto, staremo a vedere, e soprattutto a scrivere.