La prossima settimana sarà la volta delle ultime cinque schede trattamento rimaste, dopodiché entreremo nel momento più bello e più difficile di tutto il nostro lavoro: la stesura.
NOTA: Se qualcuno non avesse ricevuto l'e-mail con le schede definitive ci avverta, così possiamo rimediare all'inconveniente.
Con sagge direttive potrai condurre bene la guerra, e la vittoria sta nel gran numero dei consiglieri. (Proverbi, 24:6)
Un grido d'esultanza e di trionfo risuona nelle tende dei giusti (Salmi 118:15)
Con grande gioia presentiamo a lettori, simpatizzanti, scrittori, direttori di revisione e direttori artistici le ultime cinque Schede Trattamento definitive: questo significa anche che tutte le fasi di strutturazione degli elementi narrativi sono finalmente concluse, e che il prossimo passo sarà quello finale, la stesura.
Ci mancano le parole per descrivere quanto fatto finora dalla grande squadra di lavoro SIC. Basta forse ricordare le oltre duecento pagine di aneddoti e documenti originali da cui siamo partiti, le oltre duemila pagine di schede individuali prodotte, le quattro versioni del soggetto da cui siamo passati, le ventiquattro schede personaggio definitive, le trentacinque schede luogo, le diciotto corposissime schede trattamento, le centottanta mani al lavoro ogni settimana. Basta forse ricordare il fatto che quanto si sta qui portando a compimento è un´impresamai tentata, come d´altronde testimoniano le molte attenzioni accademiche che hanno accompagnato il progetto in questi mesi.
Questi mesi... Ne sono passati dodici da quando reclutavamo scrittori via Internet, via radio e carta stampata; ne sono passati nove da quando abbiamo cominciato la raccolta degli aneddoti che hanno portato alla stesura della prima bozza di soggetto, sulla quale, passo dopo passo, scheda individuale dopo scheda individuale, scheda definitiva dopo scheda definitiva, revisione dopo revisione, attraverso personaggi, luoghi e trattamenti, è stato edificato quanto abbiamo di fronte oggi: un sistema complesso e altamente strutturato di elementi narrativi e fonti da cui scaturirà l´opera finita, il romanzo.
Della Fase Stesura, che comincerà col classico tabellone di autoassegnazione, parleremo nel prossimo post. Quello che conta adesso è la pubblicazione delle ultime cinque Schede Trattamento definitive: A2,A8, B4, C2 e C4. Si completano quindi le vicende dei nostri protagonisti con cinque tasselli cruciali - in particolare Aldo trova il rimanente 50% della propria tragica storia - che invitiamo tutti a leggere. Siamo certi che sarà anche un piacere visto che, come del resto le altre Schede Trattamento, sono lavori, oltre che utili ai fini del risultato finale, molto belli. Al solito, tutti i materiali possono essere scaricati da qui: http://www.scritturacollettiva.org/gruppo/1205/schede; le schede Trattamento sono in fondo alla pagina (si perdoni l´ordine scomposto, ma dipende dal software con cui è stato realizzato il sito).
Qualche delucidazione:
- La "S" maiuscola indica una Scheda Stesura "maggiore": queste schede riguardano momenti molto rilevanti, hanno sei posti disponibili ciascuna e avranno una lunghezza massima di 6000 battute.
- La "s" minuscola indica una Scheda Stesura "minore": queste schede riguardano momenti meno centrali, hanno cinque posti disponibili ciascuna e avranno una lunghezza massima di 3000 battute.
- I numeri sono "sparpagliati" solo perché a livello di numerazione ci sono prima le vicende di Matteo, poi quelle di Adele e infine quelle di Aldo.
- Nella seconda colonna è riportato il numero di Scheda Trattamento definitiva contenente le vicende da narrare.
- Questa prima tranche copre circa 1/3 delle vicende. I rimanenti 2/3 verranno affrontati nella seconda tranche, dopo le vacanze di Natale.
Ogni scrittore dovrà assegnarsi un minimo di 5 schede (2 maggiori e 3 minori); non c´è un limite massimo di schede.
L´assegnazione è libera e non vincolata alle Schede Trattamento alle quali si è lavorato. Come al solito, vige il principio del "chi prima arriva meglio alloggia". Nel caso in cui tutte le schede saranno "al completo", riapriremo posti in ciascuna di esse.
A chi vorrà assegnarsi piú di cinque schede chiediamo di assegnarsi le schede con un rapporto di 1:2 tra maggiori e minori (es. 3 maggiori e 6 minori per chi vorrà farne 9), onde garantire a tutti la possibilità di lavorare ai momenti cruciali del romanzo.
Come si può vedere dal tabellone, le date di consegna di questa prima mandata sono distribuite su sei settimane. È quindi possibile lavorare a cinque schede con un impegno blando (meno di una scheda la settimana) se si distribuisce opportunamente la scelta, oppure concentrare il lavoro su specifiche settimane.
La deadline per la comunicazione delle proprie scelte (che può avvenire commentando questo post o rispondendo alla mail "gemella") è fissata per la mezzanotte di lunedì 16 novembre.
Segnaliamo l´uscita, sulle pagine di Carmilla, di un nuovo saggio breve dei fondatori SIC. L´articolo prende le mosse dall´intervento di Gregorio Magini e Vanni Santoni al VeneziaCamp e può essere letto a questo indirizzo: http://www.carmillaonline.com/archives/2009/11/003240.html#003240.
Chi preferisce il fulgore pristino del pdf, può scaricarlo dal link seguente:
La scrittura di gruppo può cancellare la faccia dell'autore, ma le mani sicuramente no: sono ben riconoscibili, e sono quelle delle scrittrici e degli scrittori del GrandeRomanzoApertoSIC!
Onde agevolare il lavoro degli scrittori, abbiamo creato un file unico contenente tutte le schede trattamento definitive, essenziali alla stesura. Gli scrittori lo hanno già ricevuto, ma lo si può anche scaricare da qui (cliccare sulla dicitura "1 allegato").
Comincia oggi la fase stesura del Grande Romanzo Aperto SIC. Dopo dieci mesi di raccolta aneddoti, schede personaggio, luogo e trattamento, gli scrittori si cimentano finalmente con la scrittura del romanzo vero e proprio.
Nel nuovo tabellone è possibile vedere le scadenze e tutte le assegnazioni di questa prima tranche di Schede Stesura (la seconda comincerà il 12 gennaio).
Se qualcuno fosse rimasto erroneamente fuori dall'assegnazione o non avesse ricevuto l'ultima e-mail con le Schede Stesura da compilare, è pregato di avvertirci commentando questo post o scrivendoci.
Venerdì 20 novembre abbiamo partecipato a una splendida giornata letteraria curata da Dimitri Chimenti, Massimiliano Coviello e Francesco Zucconi presso l’Università degli Studi di Siena.
Mentre il possente Chimenti cercava di trascinarci a cena, siamo riusciti a intervistare Wu Ming 2 e Wu Ming 5, intervenuti per parlare del nuovo romanzo del collettivo.
Altai arriva dieci anni dopo Q: come è cambiato il vostro metodo di scrittura collettiva?
[wm2] Con Q il metodo era pura improvvisazione e sperimentazione; l’idea del romanzo nacque durante una riunione bolognese del Luther Blissett project, e il metodo era tutto da inventare, non c’era una direzione precisa. Ci fu all’inizio una lunga, lunghissima preparazione della scaletta, che poi ebbe il ruolo di un’ancora a cui aggrapparsi, scaletta che venne riscritta mille volte e poi superata completamente, basti pensare che all’inizio il libro si chiamava I guerrieri di Qumran e il finale era completamente diverso. Di certo in Q le varie mani erano distinguibili, mentre in Altai gli interventi di gruppo sono stati effettuati in modo molto più invasivo, in modo da generare quanto più possibile uno stile unico, e sicuramente oggi è diventato impossibile dire chi ha scritto una singola parte, anche perché ci siamo evoluti come scrittori.
In particolare dove vi sentite “cresciuti”?
[wm2] C’erano da superare certi behaviorismi, l’idea che “il personaggio lo si capisce da ciò che fa”, che di per sé è anche un’idea giusta, ma a volte rischia di diventare una scusa per non interrogarsi abbastanza sulla psicologia del personaggio...
[wm5] …Oggi facciamo grandi sforzi in questo senso: le discussioni più lunghe sono quelle sulle motivazioni dei vari personaggi, sulla loro coerenza ed evoluzione. Questo è tanto più necessario quando, come in Altai e Q, il 90% dei personaggi partono da figure reali, che devono diventare meno storiche e più consapevolmente letterarie.
Durante la presentazione avete detto che avete isolato una lista di stilemi “consigliati” o da evitare. Come siete arrivati alla definizione dei singoli stilemi e in quale ottica?
[wm5] Il collettivo partì da riflessioni sulle scritture contemporanee che sembravano più efficaci, penso ad autori come Ellroy. La ricerca è sempre andata nella direzione di un tipo di lingua che avesse una sua coerenza, che fosse agile ma permettesse anche di accedere a registri alti senza suonare stucchevole o artefatta…
[wm2] … Poi ovviamente le cose cambiano a seconda del romanzo, ad esempio in Manituana avevamo cercato di usare solo metafore e di evitare ad ogni costo le similitudini, mentre viceversa in Altai ce n’era sicuramente bisogno. È vero anche che “crescendo” abbiamo anche cercato, in modo più naturale che ponderato, di superare una prosa troppo paratattica e minimale…
[wm5]… per certi versi il culmine di una ricerca in questo senso è Free karma food, però in quel caso si va sulla prosa sperimentale che come collettivo non vogliamo perseguire.
Torniamo all’ultimo romanzo: visto che ci avete raccontato come nacque l’idea di Q, diteci anche com’è nata quella di Altai.
[wm2] L’idea nasce col decennale di Q: volevamo assolutamente fare qualcosa per celebrare i dieci anni del libro da cui è nato tutto: sicuramente rileggerlo e renderci conto di quanto eravamo cambiati, anche a livello di prospettiva e lettura delle vicende di quel personaggio. A quel punto ci siamo chiesti: questo cambiamento, il modo migliore per evidenziarlo non sarà forse tracciarlo su quella stessa mappa? Per capire dove eravamo oggi servivano gli stessi sistemi di riferimento di dieci anni fa: usando un altro universo non avremmo potuto vedere bene il nostro percorso. L'idea iniziale era di fare una cosa piccola, un racconto di qualche decina di pagine, da mettere sul sito o a margine di unanuova edizione di Q, poi come spesso accade, cominciando a ragionarci su, a pensare i possibili sviluppi, il racconto è esploso e abbiamo capito che con quella storia si poteva, si doveva, fare un romanzo.
Quali sono i principali cambiamenti nella vostra visione del mondo, sia reale che letterario?
[wm5] Servirebbe qualcuno che ci conosce meglio di quanto ci conosciamo noi! Tra un anno rileggerò Altai e lo saprò dire meglio. Sono cose difficili da definire, anche quando le si sente; sicuramente una cosa è il fatto che il rapporto tra vita personale e letteratura sta diventando sempre più importante, e questo si traduce da parte nostra in un'esigenza di profondità psicologica e biografica. Vogliamo “più passato”.
[wm2] Un aspetto di Q che volevamo superare era il fatto che in Q il protagonista è un rivoluzionario di professione, ma anche di passaggio: attraversa situazioni di rivolta, e sconfitte, da cui si trae d'impaccio, in fin dei conti perché "figo", e la consolazione dalle sue sconfitte è semplicemente l'essere dalla parte giusta, pur cambiando sempre campo. L'eroe di Q non si prende mai fino in fondo la responsabilità, né tantomeno il peso, di una comunità. Ci interessava quindi mettere in scena una situazione interiore più complessa, non fare solo salti di avventura in avventura, ma sviluppare un personaggio che avesse delle radici con cui confrontarsi.
Recentemente ci hanno chiesto di scrivere un intervento sul romanzo storico. Vi giriamo la domanda, visto che avete molta più esperienza: perché fare romanzi storici oggi?
[wm5] La ragione più evidente credo sia il fatto che il romanzo storico è un espediente efficace per parlare di dinamiche contemporanee, per metterle in luce. Certo è anche un tipo di prodotto che funziona: da noi il romanzo storico non è percepito come “di genere”, ma in Francia ad esempio è diverso, è assolutamente “romanzo di genere”, eminentemente commerciale.
[wm2] Credo che il romanzo storico possa essere utilizzato come un veicolo eminente per rompere le gabbie dei generi e mettere in campo "grandi narrazioni" fruibili non solo da una cerchia di eletti, e questa attitudine popolare rispecchia in maniera diretta uno dei momenti fondativi del collettivo Wu Ming.
Un’ultima curiosità: nel catalogo Einaudi all’inizio si leggeva un altro titolo…
[wm5] Si, era Tahammül, una parola turca dal significato simile a tolleranza, ma con una sfumatura diversa: tahammül èqualcosa che sta tra tolleranza e pazienza, con una connotazione che suggerisce che niente è un pericolo se la società in cui è calato non lo considera un pericolo. Alla fine però abbiamo scelto Altai (catena montuosa, ma anche razza di falchi, NdR)che ci è parso meno oscuro e più evocativo.
Pubblichiamo oggi le prime due schede stesura definitive; sono due schede minori (s2 e s43, le trovate nell'archivio schede), e certo ci sarà il tempo di migliorarle in fase revisione ed editing, ma sono venute molto bene e soprattutto rappresentano il primo frutto "reale" del lavoro svolto finora.
Ricordiamo agli scrittori la prossima scadenza: la notte del 1 dicembre, data per la quale sono attese le schede S3, s5, s46 e S75, come da tabellone.
Con crescente orgoglio pubblichiamo due nuove schede definitive, tutte da leggere. Possono essere trovate, al solito, in archivio.
In attesa dei primi movimenti del Giavazzi, ecco quindi S1 e S44, due schede maggiori di evidente rilevanza, le quali, insieme con s2 e s43, pubblicate nei giorni scorsi, iniziano a delineare le vicende dei fratelli Curti sia a livello stilistico che narrativo.
Ricordiamo inoltre le prossime scadenze: martedì 1 dicembre per S3, s5, s46, S75; martedì 8 dicembre per S6, s7, s8, S45, s47 e s77.