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Intervista SIC sul GRAS

La valente scrittrice e DDR Lucia Cucciolotti ci ha intervistati per Lib(e)roLibro; si parla, inutile dirlo, dello stato della SIC e soprattutto del progetto in corso. Qui:  http://www.liberolibro.it/intervista-a-mani-sul-grande-romanzo-aperto-sic/

 
 

SIC intervista Wu Ming

Venerdì 20 novembre abbiamo partecipato a una splendida giornata letteraria curata da Dimitri Chimenti, Massimiliano Coviello e Francesco Zucconi presso l’Università degli Studi di Siena.

Nel corso della giornata, oltre al reading nostro e di Scrittori precari, ci sono state le presentazioni di Servi di Marco Rovelli e Altai dei Wu Ming.

Mentre il possente Chimenti cercava di trascinarci a cena, siamo riusciti a intervistare Wu Ming 2 e Wu Ming 5, intervenuti per parlare del nuovo romanzo del collettivo.

 

Altai arriva dieci anni dopo Q: come è cambiato il vostro metodo di scrittura collettiva?

[wm2] Con Q il metodo era pura improvvisazione e sperimentazione; l’idea del romanzo nacque durante una riunione bolognese del Luther Blissett project, e il metodo era tutto da inventare, non c’era una direzione precisa. Ci fu all’inizio una lunga, lunghissima preparazione della scaletta, che poi ebbe il ruolo di un’ancora a cui aggrapparsi, scaletta che venne riscritta mille volte e poi superata completamente, basti pensare che all’inizio il libro si chiamava I guerrieri di Qumran e il finale era completamente diverso. Di certo in Q le varie mani erano distinguibili, mentre in Altai gli interventi di gruppo sono stati effettuati in modo molto più invasivo, in modo da generare quanto più possibile uno stile unico, e sicuramente oggi è diventato impossibile dire chi ha scritto una singola parte, anche perché ci siamo evoluti come scrittori.

 

In particolare dove vi sentite “cresciuti”?

[wm2] C’erano da superare certi behaviorismi, l’idea che “il personaggio lo si capisce da ciò che fa”, che di per sé è anche un’idea giusta, ma a volte rischia di diventare una scusa per non interrogarsi abbastanza sulla psicologia del personaggio...

[wm5] …Oggi facciamo grandi sforzi in questo senso: le discussioni più lunghe sono quelle sulle motivazioni dei vari personaggi, sulla loro coerenza ed evoluzione. Questo è tanto più necessario quando, come in Altai e Q, il 90% dei personaggi partono da figure reali, che devono diventare meno storiche e più consapevolmente letterarie.

 

Durante la presentazione avete detto che avete isolato una lista di stilemi “consigliati” o da evitare. Come siete arrivati alla definizione dei singoli stilemi e in quale ottica?

[wm5] Il collettivo partì da riflessioni sulle scritture contemporanee che sembravano più efficaci, penso ad autori come Ellroy. La ricerca è sempre andata nella direzione di un tipo di lingua che avesse una sua coerenza, che fosse agile ma permettesse anche di accedere a registri alti senza suonare stucchevole o artefatta…

[wm2] … Poi ovviamente le cose cambiano a seconda del romanzo, ad esempio in Manituana avevamo cercato di usare solo metafore e di evitare ad ogni costo le similitudini, mentre viceversa in Altai ce n’era sicuramente bisogno. È vero anche che “crescendo” abbiamo anche cercato, in modo più naturale che ponderato, di superare una prosa troppo paratattica e minimale…

[wm5]… per certi versi il culmine di una ricerca in questo senso è Free karma food, però in quel caso si va sulla prosa sperimentale che come collettivo non vogliamo perseguire.

 

Torniamo all’ultimo romanzo: visto che ci avete raccontato come nacque l’idea di Q, diteci anche com’è nata quella di Altai.

[wm2] L’idea nasce col decennale di Q: volevamo assolutamente fare qualcosa per celebrare i dieci anni del libro da cui è nato tutto: sicuramente rileggerlo e renderci conto di quanto eravamo cambiati, anche a livello di prospettiva e lettura delle vicende di quel personaggio. A quel punto ci siamo chiesti: questo cambiamento, il modo migliore per evidenziarlo non sarà forse tracciarlo su quella stessa mappa? Per capire dove eravamo oggi servivano gli stessi sistemi di riferimento di dieci anni fa: usando un altro universo non avremmo potuto vedere bene il nostro percorso. L'idea iniziale era di fare una cosa piccola, un racconto di qualche decina di pagine, da mettere sul sito o a margine di una  nuova edizione di Q, poi come spesso accade, cominciando a ragionarci su, a pensare i possibili sviluppi, il racconto è esploso e abbiamo capito che con quella storia si poteva, si doveva, fare un romanzo.

 

Quali sono i principali cambiamenti nella vostra visione del mondo, sia reale che letterario?

[wm5] Servirebbe qualcuno che ci conosce meglio di quanto ci conosciamo noi! Tra un anno rileggerò Altai e lo saprò dire meglio. Sono cose difficili da definire, anche quando le si sente; sicuramente una cosa è il fatto che il rapporto tra vita personale e letteratura sta diventando sempre più importante, e questo si traduce da parte nostra in un'esigenza di profondità psicologica e biografica. Vogliamo “più passato”.

[wm2] Un aspetto di Q che volevamo superare era il fatto che in Q il protagonista è un rivoluzionario di professione, ma anche di passaggio: attraversa situazioni di rivolta, e sconfitte, da cui si trae d'impaccio, in fin dei conti perché "figo", e la consolazione dalle sue sconfitte è semplicemente l'essere dalla parte giusta, pur cambiando sempre campo. L'eroe di Q non si prende mai fino in fondo la responsabilità, né tantomeno il peso, di una comunità. Ci interessava quindi mettere in scena una situazione interiore più complessa, non fare solo salti di avventura in avventura, ma sviluppare un personaggio che avesse delle radici con cui confrontarsi.

 

Recentemente ci hanno chiesto di scrivere un intervento sul romanzo storico. Vi giriamo la domanda, visto che avete molta più esperienza: perché fare romanzi storici oggi?

[wm5] La ragione più evidente credo sia il fatto che il romanzo storico è un espediente efficace per parlare di dinamiche contemporanee, per metterle in luce. Certo è anche un tipo di prodotto che funziona: da noi il romanzo storico non è percepito come “di genere”, ma in Francia ad esempio è diverso, è assolutamente “romanzo di genere”, eminentemente commerciale.

[wm2] Credo che il romanzo storico possa essere utilizzato come un veicolo eminente per rompere le gabbie dei generi e mettere in campo "grandi narrazioni" fruibili non solo da una cerchia di eletti, e questa attitudine popolare rispecchia in maniera diretta uno dei momenti fondativi del collettivo Wu Ming.

 

Un’ultima curiosità: nel catalogo Einaudi all’inizio si leggeva un altro titolo…

[wm5] Si, era Tahammül, una parola turca dal significato simile a tolleranza, ma con una sfumatura diversa: tahammül è qualcosa che sta tra tolleranza e pazienza, con una connotazione che suggerisce che niente è un pericolo se la società in cui è calato non lo considera un pericolo. Alla fine però abbiamo scelto Altai (catena montuosa, ma anche razza di falchi, NdR) che ci è parso meno oscuro e più evocativo.

 

 

Solve et Coagula - La funzione autoriale nell'epoca della sua riproducibilità telematica

Segnaliamo l´uscita, sulle pagine di Carmilla, di un nuovo saggio breve dei fondatori SIC. L´articolo prende le mosse dall´intervento di Gregorio Magini e Vanni Santoni al VeneziaCamp e può essere letto a questo indirizzo: http://www.carmillaonline.com/archives/2009/11/003240.html#003240.

Chi preferisce il fulgore pristino del pdf, può scaricarlo dal link seguente:

 

SIC on tour

Mentre il grande romanzo gira a regime, sono in calendario due appuntamenti con i fondatori  Gregorio Magini e Vanni Santoni. Si parlerà del romanzo in fieri, di metodo SIC e di scrittura collettiva in generale.

Giovedì 7 maggio alle 21, presso l'associazione culturale Serpe Regolo, in piazza Marconi 6 a Sovicille (SI).

Martedì 12 maggio alle 19:30, presso la libreria Zammù, in via Saragozza 32/A a Bologna.

 

SIC su Radio 3

Oggi alle 16:00 saremo ospiti della celeberrima trasmissione letteraria Fahrenheit, su Radio 3.

Parleremo di scrittura collettiva e naturalmente del grande romanzo aperto, ormai ai nastri di partenza.

Oltre che dalle radio, è possibile ascoltarci in streaming da questo indirizzo: http://www.radio.rai.it/radio3/ascolta.cfm

 

GRANDE ROMANZO APERTO SIC - considerazioni preliminari

Cari iscritti, scrittori, lettori e simpatizzanti,
vi sarete chiesti il perché di questo lungo silenzio, rotto solo dalla pubblicazione del Racconto #8 e da qualche novità collaterale.
Non ci sono di mezzo solo i nostri impegni individuali: dopo un romanzo breve e svariati racconti, la SIC sta per fare un passo cruciale, che costituirà il compimento di gran parte del lavoro teorico e metodologico svolto finora.
Come già annunciato in precedenza, nelle prossime settimane apriremo finalmente i lavori del Grande Romanzo Aperto SIC. E' nostra intenzione scrivere un romanzo a cento o più mani (cinquanta scrittori come minimo, ma contiamo di arrivare a cento).
Nel periodo che va da oggi al maggio 2009 non lanceremo quindi bandi per nuovi Gruppi Scrittura, in quanto saremo impegnati a tempo pieno su questo progetto, che richiederà anche un notevole lavoro di reclutamento e scouting, e a cui speriamo vogliate partecipare in gran numero. Naturalmente, il metodo, il sito e la nostra consulenza rimangono a disposizione di tutti i gruppi autonomi che, come gli scrittori de "Il tratto 2.0", intendono lavorare per conto proprio a un progetto di scrittura collettiva.

A voi iscritti e frequentatori del sito, che costituite il nerbo e la vita della SIC, diciamo da subito che il Grande Romanzo Aperto sarà ambientato in Italia negli anni 1943-1945. Il soggetto, tutto da definire, sarà incentrato sull’occupazione tedesca ed eventi relativi, e sarà scritto a partire da una raccolta di aneddoti e testimonianze, aneddoti e testimonianze che voi stessi (e i nuovi scrittori che recluteremo) invierete. Successivamente allo sviluppo del soggetto, gli scrittori verranno divisi in gruppi scrittura paralleli e cominceranno i lavori veri e propri. Un romanzo collettivo, quindi, che nascerà dal primo dei processi collettivi: quello della memoria, e della tradizione orale sua figlia. L'idea è quella di ottenere un romanzo ibrido - un oggetto narrativo non identificato - che stia tra il romanzo storico, la storiografia e l'opera di finzione. Un romanzo che sappia dire qualcosa di importante in modo documentato, ma essere anche una gioia da leggere.

Quello che vi chiediamo con questa mail è la disponibilità a scrivere e, eventualmente, a dirigere uno dei Gruppi Scrittura. A marzo promuoveremo il progetto in tutti i canali possibili e ci sarà un reclutamento di ulteriori scrittori "profani": capirete che l'apporto di chi già frequenta il sito (e magari ha già partecipato a un GS) è essenziale, sia in termini di scrittura pura che in termini di coordinamento.
Non ci nascondiamo: il progetto è grande e difficile. Ma altrettanto grande è la portata letteraria una simile impresa.
Stiamo ultimando un metodo SIC "avanzato" che ci permetterà di coordinare un numero elevato di scrittori, e di assegnare carichi di lavoro differenziato. E' nostra intenzione infatti permettere a ciascuno di lavorare quanto può: chi avrà più tempo a disposizione potrà contribuire maggiormente alla stesura dell'opera, ma faremo in modo che anche chi ha solo poche ore settimanali da dedicare alla scrittura abbia la possibilità di lasciare un segno importante sull’opera finale.
Naturalmente, chi vorrà prendere parte all’impresa nel ruolo di Direttore Artistico metta in conto di doversi impegnare molto, specialmente se non ha ancora dimestichezza col metodo SIC.

Il calendario dei lavori sarà pressapoco questo:

13/02: attivazione utenti confermati (a coloro che hanno dato disponibilità verrà fornita una guida ai lavori, ed effettueremo un tutoraggio ai futuri DA)

13/02 - 26/02: aggiornamento del sito (il sito verrà predisposto con nuove funzioni, atte allo svolgimento del progetto)

19/02: lancio del progetto (il progetto verrà presentato alla stampa, e le iscrizioni di nuovi scrittori saranno ufficialmente aperte)

26/02 - 02/04: raccolta aneddoti e memorie (fin dall'apertura del progetto tutti i partecipanti potranno inviare aneddoti, storie, fatti, documentazione relative agli anni in questione, in preferenza raccoglieremo aneddoti familiari, vicende giunte per tradizione orale, testimonianze raccolte direttamente. L'invio di materiale non vincola alla scrittura, e allo stesso modo chi partecipa come scrittore o DA non è necessariamente tenuto a fornire materiali, ma di simili questioni pratiche parleremo quando sarà il momento)

02/04 - 24/04: selezione aneddoti; definizione di struttura e soggetto (i DA, ovvero noi fondatori e tutti coloro che vorranno affiancarci, selezioneranno gli aneddoti valutati più rilevanti, e procederanno alla stesura della prima versione del soggetto)

25/04: creazione Gruppi Scrittura e avvio lavori.


Come vedete, c'è tempo, anche considerando che potrebbe volerci più tempo per reclutare un numero sufficiente di scrittori motivati. Ma ci tenevamo a farvelo sapere prima, e a vedere su chi potremo contare dall’inizio.


In attesa quindi di aggiornamenti, vi invitiamo a dare la vostra disponibilità di scrittori lasciando un commento qui sul sito, o rispondendo alla mail "gemella" inviata a tutti gli iscritti.

Gregorio Magini e Vanni Santoni

 

SIC all'Università, e consigli di lettura

Ieri, martedì 27 gennaio, i fondatori SIC Gregorio Magini e Vanni Santoni hanno avuto il piacere di tenere una lezione sulla Scrittura Industriale Collettiva presso il corso di laurea in cross media communications, al Link Campus dell'Università di Malta, sotto l'egida del professor Max Giovagnoli.

Incidentalmente, domani esce il nuovo libro di Giovangoli, "Cross-media, le nuove narrazioni", che abbiamo letto in anteprima ci sentiamo di consigliare vivamente. E non solo perché parla (anche) della SIC: in "Cross-media..." Max Giovagnoli fa il punto sulle narrazioni di ultima generazione, quel complesso di fenomeni che va da Star Wars kid al licensing di serie TV come Lost, dalle fanfiction agli spin-off alle performance artistiche ambientate in luoghi virtuali, passando per cose dal suono simile ma dal significato totalmente diverso come l'adbusting, il podcasting e il cosplaying. Il punto, quindi, su come sta cambiando il nostro modo di produrre significato.

 

Intervista per librerie Coop

Librerie Coop ha intervistato Vanni Santoni, uno dei fondatori SIC, sulla scrittura collettiva.

L'intervista può essere letta QUI.

 

Racconto SIC #8 - pubblicato

È disponibile per il download e la lettura online il nuovo racconto SIC, "Il sopralluogo", ovvero il racconto #8, lanciato per testare l'efficacia del metodo SIC nella realizzazione di racconti brevi e caratterizzato dall'aver avuto una sola scheda per tipo (personaggio-locazione-stile-situazione, sebbene quest'ultima sia stata poi divisa in tre parti).

"Il sopralluogo", ottavo racconto SIC in ordine di bando e quinto pubblicato, ha visto la direzione artistica di Vanni Santoni, e un Gruppo Scrittura composto da quattro nuovi scrittori (Alessandro Busi, Giulio Belluomini, Stefano Bonchi e Antonia Colasante), più la veterana Eleonora Dell'Aquila.


Il racconto può essere letto o scaricato qui: http://www.scritturacollettiva.org/gruppo/il-sopralluogo

(Al solito, suggeriamo di scaricare la più completa e accurata versione .pdf)

 
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