Torna a SIC ForumGrande Romanzo Aperto SIC → delle SS - riceviamo da Giulio Gori

Riceviamo questa interessante mail (con consiglio di lettura) dallo scrittore GRAS Giulio Gori e volentieri la ripubblichiamo qui:

Carissimi,
non spetta a me affrontare i nazisti del rastrellamento. Però rimettendo a posto il casino in camera mia, mi è passato tra le mani un tomo di otto chili e mi è venuto in mente che vi potrebbe tornare utile. Mi spiego: si tratta de "I volenterosi carnefici di Hitler" dello statunitense Daniel Goldhagen. Nel '96 fu uno straordinario evento editoriale, tradotto in tutto il mondo. Questo politologo, di Harvard se non sbaglio, rispose a una domanda che per decenni aveva attraversato gli ambienti storici e accademici, senza una risposta definitiva: l'esecutore delle politiche hitleriane, il tedesco medio, l'ufficiale SS, la recluta nazista, impegnati nello sterminio degli ebrei, erano in uno stato di inscoscienza o di obbligo, oppure collaboravano volontariamente a quel massacro? Goldhagen arriva a questa seconda conclusione. Con macigni di prove.
Ve ne cito uno, tanto per esser chiaro: un capitano delle SS risponde piccato, e per iscritto, a un comando dei suoi superiori, che gli imponevano di far firmare alla truppa una dichiarazione in cui dovevano affermare il proprio rispetto dell'onestà e dovevano giurare di non compiere furti durante le azioni. Questo capitano disobbedì all'ordine in modo sfrontato e, ripeto, per iscritto, spiegando che era vergognoso chiedere a dei valorosi soldati di sottoscrivere un tale giuramento, perché avrebbe significato metterne implicitamente in discussione probità e moralità. Questa truppa era impegnata in prima linea nella deportazione e talvolta anche nell'uccisione di ebrei, ma questo 'particolare' veniva considerato non solo lecito, ma doveroso, da parte di chi era così zelante nei confronti della propria immagine e della propria integrità.
Goldhagen nel saggio cita centinaia di esempi di collaborazione cosciente e volontaria alla deportazione, alla umiliazione e all'uccisione di ebrei anche da parte di civili tedeschi.
Io credo che, al di là di riflessioni sociologiche che probabilmente superano la portata di questo libro, sarebbe necessario evitare il rischio di banalizzare l'immagine della recluta nazista, raffigurandola come la semplice vittima di un sistema oppressivo e gerarchicamente impenetrabile. Naturalmente è scontato che ci siano stati nazisti che si sono trovati nella condizione di dover eseguire loro malgrado compiti odiosi. Ma sarebbe opportuno evitare il rischio di un'apologia generalizzata.

ritratto di peterpoe

La malvagità dei nazisti

commento di peterpoe, 26/05/09 - 01:16

Possiamo star certi del fatto che nel GRAS non ci sarà nessun nazista buono.

Il soggetto parla chiaro: all'interno di una cornice storica che ovviamente non depone a favore della bontà d'animo dell'esercito tedesco e delle SS, abbiamo ritagliato un'unica scena in cui vedremo direttamente il comportamento dei nazi, ed è l'orribile strage di Caiazzo del 14 ottobre '43, in cui 22 civili (fra i quali 13 minorenni) furono trucidati dal sottotenente Wolfang Lehnigk Emeden e da due suoi commilitoni.

L'unico altro personaggio nazista del GRAS è un ufficiale delle SS ucciso dai GAP a Milano.

Abbiamo deciso di non soffermarci sui nazisti sia perché gli aneddoti ricevuti parlavano poco di loro, sia perché ci pareva che sarebbe stato difficile darne una rappresentazione non banalmente (e realisticamente) malvagia.

Insomma: non ci pare che ci sia bisogno di dimostrare quant'erano cattivi i cattivi; mentre l'idea di rappresentarne uno buono sarebbe solo una stupida falsificazione, un tentativo goffo di cercare il bene nascosto nel male, ottenendo il risultato di nascondere il male pur di mostrare il bene.

Molto più interessante occuparci degli italiani, in questo caso.

ritratto di Anonimo

sono daccordo con Giulio, ho

commento di Anonimo (non verificato), 10/10/09 - 21:45

sono daccordo con Giulio, ho quel libro e l'ho letto due volte perchè sembra surreale..
cmq non credo che i nazisti del nostro romanzo sia dissimili da quelli de "i carnefici di Hitler", abbiamo dipinto molto bene la loro cattiveria e mostruosità

ritratto di Anonimo

sono daccordo con Giulio, ho

commento di Anonimo (non verificato), 10/10/09 - 21:50

sono daccordo con Giulio, ho quel libro e l'ho letto due volte perchè sembra surreale..
cmq non credo che i nazisti del nostro romanzo sia dissimili da quelli de "i carnefici di Hitler", abbiamo dipinto molto bene la loro cattiveria e mostruosità

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