Questo il testo dell'intervista che abbiamo fatto a Kai Zen. Ringraziamo Aldo Soliani (KZA) per le risposte.
1. Due parole sul vostro metodo di scrittura collettiva
Il principio di fondo è la valorizzazione delle nostre differenze e non la conformità a uno stile specifico. La chiave è il tempo speso insieme, lavorando insieme: la nostra scrittura di gruppo è un processo lento che nasce dalla conoscenza approfondita delle persone e che si basa sulla condivisione di un progetto. Ognuno rimane ciò che è, con la sua vita, i suoi riferimenti e i suoi immaginari, e condivide con gli altri Kai Zen un progetto specifico. La conseguente apertura mentale è il terreno sul quale scriviamo le nostre storie, suddividendo la trama in 'parti' che scriviamo individualmente e sottoponiamo all'editing di tutti gli altri. la fase finale poi abbandona i riferimenti individuali e tratta lo scritto come un tutto unico.
Ognuno è regista di una parte di trama e gli altri fanno da troupe, poi si invertono i ruoli a turno...
2. Il vostro metodo funzionerebbe con un qualunque gruppo di persone, o è indissolubilmente legato al rapporto che vi lega?
È senza dubbio legato al rapporto che ci lega e soprattutto dall'apporto continuo di ognuno delle proprie peculiarità. Non crediamo ci siano molte regole oggettive nella scrittura a più mani, almeno per quanto ci riguarda. Potrebbe funzionare potenzialmente con qualunque gruppo di persone...
Condizione sine qua non però che non ci siano leader ma solo gregari, un po' anarcoidi, ma determinati a raggiungere il traguardo.
3. Qual'è il ruolo delle tecnologie nel vostro metodo di scrittura collettiva?
È un ruolo centrale, Kai Zen esiste grazie a internet. Lavoriamo quasi esclusivamente tramite email, solo salturiamente per telefono e qualche volta all'anno ci vediamo di persona, anche per divertirci insieme. Nel nostro interno ci sono appassionati di informatica e semplici utenti, e anche qui i differenti punti di vista sulle cose garantiscono a Kai Zen un giusto bilanciamento. Altrimenti saremmo troppo nerd... o troppo poco.
Stiamo esplorando anche nuovi territori come Second Life, che ha diverse potenzialità ancora inespresse, ma potrebbe darci la possibilità di sederci allo stesso tavolo anche a diversi chilometri di distanza. Abbiamo presentato il nostro libro, 'La strategia dell'Ariete' in SL, impersonando ognuno un personaggio del libro che raccontava la storia dal suo punta di vista, e la cosa è stata non solo divertente e interessante ma anche emozionante...
Soprattutto quando gli avatar di tutti i presenti hanno applaudito alla fine.
Poi ci siamo messi a chiacchierare con molti avatar presenti e abbiamo cominciato a pensare a un progetto di scrittura collettiva da sviluppare anche
in SL. Vedremo.
4. Quali sono a vostro avviso i principali punti deboli della scrittura collettiva?
L'abbandono per mancanza di stimoli è dietro ogni angolo, se poi si è distanti fisicamente come noi il rischio è elevato in mancanza di sollecitazioni continue e a volte anche un pò stressanti. La scadenza è il concetto fondamentale. rispettare le scadenze anche per rispetto degli altri. questo perno spesso spinge a fare sempre di più. Curiosamente invece non abbiamo grossi problemi con l'egocentrismo tipico di chi scrive. Come già detto siamo allo stesso tempo 4 gregari ma anche 4 prime donne, e la cosa magicamente regge bene.
5. I principali punti di forza?
Il continuo miglioramento (Kai Zen) grazie alle esperienze degli altri. Ognuno di noi è diventato con il tempo un po' come gli altri 3 e questo - non solo
nella scrittura ma anche nella vita - è un processo importante che ci arricchisce e ci rende persone migliori. E il continuo flusso di ispirazione che a quattro teste funziona molto meglio che a una sola. Ognuno di noi ha migliorato il suo stile di scrittura ed è cresciuto negli anni.
6. Principali insegnamenti sulla natura della scrittura collettiva che avete tratto dal lavoro sul vostro "Romanzo Totale"
Una storia è patrimonio di tutti, chiunque può contribuire a definirla, scriverla, spingerla sempre un po' più in là. Con i Romanzi Totali abbiamo conosciuto molte persone interessanti attraverso internet, molte creatività libere e spontanee, e abbiamo contribuito alla diffusione del virus della scrittura a più mani nella rete. Se questo può servire per una fase della
narrativa italiana più fantasiosa e divertente ben venga: i tempi ci sembrano maturi.


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