Rapida presentazione: mi chiamo Stefano Bonchi (alias MrTree). Ho partecipato alla stesura del Racconto #8 e seguo i lavori e il metodo SIC da un po'. Scrivo anche in proprio (www.infinitemicrostorie.com), poco e saltuariamente, passando molto più tempo a leggere i romanzi degli altri come dottorando di ricerca in Letteratura comparata. Fine della semi-soletta pubblicitaria. Andiamo al sodo.
Con la mia nuova autorevolezza di DA (ormai investito ufficialmente) propongo a seguire una lista di letture, commentata ma ovviamente parziale, che potrebbe servire nelle fasi d'avvio del GRAS - Grande Romanzo Aperto Sic.
Nella prima parte parlo solo di narrativa, per la bibliografia critica lascio un po' di posto in fondo...
NARRATIVA
Per chi non ha mai letto nulla sulla Resistenza e vuole iniziare alla grande (o per chi ha poco tempo e vuole leggere solo capolavori) c'è un unico titolo con cui iniziare: Beppe Fenoglio, Primavera di bellezza.
È un libro straordinario, e per capire l'Italia degli anni della Seconda guerra mondiale secondo me non c'è un testo migliore. È la storia di un passaggio verso la maturità («Ripeness is all») e verso una fine tragica ma eroica. Prima soldato pieno di ideali, poi partigiano e autentico lottatore, la storia di Johnny è quella di tantissimi soldati italiani dopo l'8 settembre 1943. Per non annoiare: il libro ha una genesi editoriale complicata, è il figlio di migliaia di altre pagine scartate dall'autore. Pagine confluite con un segmento temporale più ampio ne Il partigiano Johnny che paradossalmente non è mai stato 'veramente' pubblicato da Fenoglio. Così, come chiacchiera da bar, aggiungo solo che Primavera di bellezza è il libro più vicino all'understatement americano di Hemingway e Steinbeck che l'Italia ha mai avuto, pieno di un’epica quotidiana e senza un briciolo di retorica, di una scrittura sempre tesa e con aggettivi calcolati al millimetro. Per ribadire: Fenoglio scriveva prima in inglese (un inglese mezzo piemontese favoloso) e poi si traduceva, proprio per sfuggire all'enfasi cronica della bella lingua italiana.
Continuo su Fenoglio, perché merita. Per avere un quadro completo della sua opera e per un modello di protagonista molto più disincantato/filosofo: Una questione privata (il mio preferito), sempre a tema resistenziale. Per chi invece vuole una lettura breve, è obbligatorio passare almeno da I ventitre giorni della città di Alba, racconto lungo sulla presa di Alba da parte dei partigiani, sempre rimanendo con Fenoglio.
Passiamo oltre. Famosissimo e ancora post 8 settembre è Uomini e no, di Vittorini. Praticamente scritto in presa diretta negli ultimi due anni del conflitto. È la storia di Enne 2 (nome in codice del protagonista) coinvolto nell'organizzazione dei GAP (Gruppi d'Azione Patriottica) di Milano. Crisi esistenziali, amori, eroismo, in questo classico sulla guerra c'è di tutto e sopratutto c’è la città, o almeno un esempio di descrizione di città in ‘guerra’, sempre utile come confronto.
Altro classico è Il sentiero dei nidi di ragno, strafamoso, soprattutto per il neorealismo letterario. È la guerra filtrata con l’ottica di Pin, un bambino – altro esempio utile nella nostra prospettiva. Di Calvino però vorrei raccomandare soprattutto tre brevi racconti: L’entrata in guerra, Gli avanguardisti a Mentone e Le notti dell’UNPA, tre piccoli capolavori, tutti e tre contenuti nel Meridiano di Calvino uscito poco fa in edicola, il numero uno dei “Romanzi e racconti”.
Un testo che ho studiato ma che per ironia della sorte non ho mai letto davvero è L'Agnese va a morire, e di Renata Viganò, dove si racconta della vita di una contadina che fa la staffetta per i partigiani.
Veloce come un cazzotto allo stomaco è il micro-romanzo/autobiografia di Luciano Bolis: Il mio granello di sabbia. Storia di pochi giorni, assolutamente vera, di un partigiano catturato e torturato dai fascisti che pur di non rivelare i segreti dei compagni tenta il suicidio in maniera disperata (e inefficace visto che Bolis si salva e scrive la sua storia). Testo forte e senza giudizi o retorica.
Ancora, I piccoli maestri di Meneghello, che anche cronologicamente (1964) continua la fila dei romanzi ‘resistenziali’ più importanti, sebbene sia di per sé – purtroppo – poco conosciuto.
Chiudo con La storia di Elsa Morante, un romanzone pieno di intrecci, di personaggi forti, di donne, uomini (spesso infami), bambini, sul fondale della Roma tra il ’43 e l’immediato dopo guerra.
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Siccome in questi tempi scuri di revisionismo qualcuno dirà che ho citato solo esempi di testi pro-Resistenza, riporto anche qualcosa che tiene in considerazione le idee e le scelte di quelli dell’altra parte, cioè i fascisti. Di Giose Rimanelli, Tiro al piccione. Non è un libro ‘fascista’, ma è un libro il cui protagonista è un giovane repubblichino. Autobiografico e tormentato è comunque un libro da tenere in considerazione
Leggermente fuori tema (perché non esattamente ‘resistenziali’) aggiungerei alla lista Il sistema periodico di Levi e Il giardino dei Finzi-Contini di Bassani. Qui si parla di ebrei, di persecuzione in Italia, ma anche di borghesie diverse, come diversi erano gli strati sociali di allora (e di oggi), di povertà e di espedienti, ed entrambi i libri sono bellissimi. Il primo è fatto di racconti, ciascuno ispirato a un elemento della tavola periodica (Levi era un chimico). Il secondo un romanzo vero e proprio da cui hanno tratto anche un film, in cui la guerra è solo uno sfondo sfocato, ma è perfetto per dare un’atmosfera possibile.
Per completare (giuro che poi basta) questo primo 'assaggio' indico anche: Racconti della Resistenza, una bella raccolta (recente) pubblicata da Einaudi a cura di Gabriele Pedullà che contiene racconti stupendi e spesso poco noti, divisi per regione, di Calvino, Caproni, Fortini, Pavese, Moravia, Pratolini, ecc. (e anche I ventitre giorni della città di Alba, di Fenoglio). Infine: Ultime lettere di condannati a morte e di deportati della Resistenza, a cura di M. Franzinelli, Milano, Mondadori, 2005.
BIBLIOGRAFIA
Per bibliografia intendo critica letteraria: potrei azzardare qualche titolo di critica storiografica, ma preferisco lasciare il campo a chi ne sa più di me.
Qui i testi sono infiniti, io mi limito a segnalare quelli che conosco che potrebbero starci, lasciando perdere i saggi sui singoli autori (altrimenti sarebbero troppi) e badando al discorso d’insieme. Insomma se c'è qualche coraggioso interessato:
- G. FALASCHI, La Resistenza armata nella narrativa italiana, Torino, Piccola Biblioteca Einaudi, 1976.
- G. FALASCHI, La letteratura partigiana in Italia 1943-45, Roma, Editori Riuniti, 1984.
- C. SEGRE, Intrecci di voci. La polifonia nella letteratura del Novecento, Torino, Einaudi, 1991.
- E. GUAGNINI, Letteratura, memorie e rappresentazione della Resistenza italiana nella letteratura, in AA. VV., Tra totalitarismo e democrazia Italia e Ungheria. 1943-1995, Budapest, 1995.
- W. PEDULLÀ, La narrativa italiana contemporanea 1940/1990, Roma, Tascabili Economici, Newton, 1995.
Altri mi verranno in mente, forse... Se poi servissero testi sui singoli autori basta chiedere.


Testi
Ciao! Apprezzo molto le tue indicazioni, anche perchè citi diversi testi che ho già letto. Sono nato ad Alba e Fenoglio me lo facevano leggere fin dalle elementari. Calvino lo adoro nella sua vena neo realista.
Ma (c'è sempre un ma...), mi chiedo, non si rischia di influenzare troppo la vena artistico-letteraria dei GS consigliando dei testi?
Non sarebbe meglio, come fra l'altro indicato dalla redazione riguardo la raccolta di aneddoti, avere un approccio più storico per creare uno spaccato dell'Italia tra il 43 ed il 45?
A mio avviso, se vogliamo delle solide basi dobbiamo partire dalla storia pura e dal realismo di testimonianze dirette o indirette non appartenenti al filone narrativo del periodo. Altrimenti si rischia una sorta di "plagio" che credo nessuno di noi voglia.
Spero di esser riuscito a farmi capire, senza essere accusato di lesa maestà (sono un novizio del SIC).
Fermo restando che le
Fermo restando che le letture sono facoltative, è un'obiezione molto interessante.
anche io mi ritengo daccordo
anche io mi ritengo daccordo con Diego...
futuri DA
come potete vedere, mr.Tree non lo abbiamo scelto per caso.
Sull'utilità di alcune letture
Eccomi. Scusatemi per il ritardo nel rispondere. È effettivamente un’obiezione giusta in linea di principio. Mentre raccoglievo le idee su quali libri includere in questa molto personale hit parade di romanzi e racconti sulla Resistenza mi sono fatto una domanda molto simile a quella che mi fai tu (Diego). Provo a spiegarvi perché ho proposto comunque una lista di letture (che poi sottolineo, è una lista ‘minima’).
La mia risposta è semplice. Mi sembra che il GRAS possa essere una cosa davvero, davvero 'nuova' per un argomento relativamente recente e relativamente già usato come la Resistenza. L'idea del romanzo a cento (e più) mani è fulminante, per questo mi sono detto: «Proponiamo una lista di letture, di 'grandi' letture, in modo da sapere su quale terreno ci avviamo a camminare». Insomma per me è un po' il contrario rispetto a quello che temi: si tratta di leggere qualcosa di ben fatto per non rischiare di (magari inconsapevolmente) ripetere le esperienze di qualche altro scrittore, oppure di trarne spunto, ma con coscienza.
Insomma, conoscere chi è venuto prima di te non necessariamente rappresenta un'influenza negativa. Sarebbe più pericoloso arrivare belli freschi a raccontare la storia di un bambino che descrive i partigiani per poi rendersi conto che miseriaccia, una cosa del genere l'hanno già fatta...
Inoltre ho consigliato delle letture, che non sono mai troppe e non fanno mai male, NON dei modelli. Sono arci-convinto che il modo migliore per partire con la scrittura sia da una solida base storica di fatti, ufficiali e personali, storia 'alta' e aneddotica, esattamente come stiamo facendo, ma in un angolino penso sia un bene avere presenti gli ingredienti che altri (che per di più erano vivi allora) hanno già usato. In più puoi leggere Fenoglio (per esempio) anche come una fonte storica secondaria: le date e i fatti che riporta sono corretti, il romance è dei personaggi, poco delle vicende.
Dico tutto questo anche perché nell'ottica (ottimista) del lavoro finito e pubblicato è ovvio che chi leggerà il romanzo – a meno che non sia un lettore proprio alle prime armi – tenderà a fare confronti. Questa alla fine è una delle chiavi fondamentali della letteratura e del rapporto autore/pubblico: l'intertestualità (ed evito di rompere le scatole con le teorie in proposito).
Più banalmente, se nel lavoro del GRAS uscisse fuori un bel sabotaggio partigiano a un ponte, per me, e per altre migliaia di persone, sarebbe ovvio pensare ad Hemingway, a Per chi suona la campana. Se anche chi scrive o qualcuno dentro il progetto ha letto il romanzo di Hemingway può stare attento ed EVITARE un'influenza troppo diretta o una somiglianza magari involontaria di situazioni, personaggi, ecc.
Se anche pensi che un'opera d'arte letteraria possa nascere a partire dalla storia e dalla realtà soltanto, di fatto ti confronti lo stesso con un pubblico che comunque ha un suo bagaglio di letture (o di archetipi letterari, o perché no, cinematografici, fumettistici, ecc.) con cui inevitabilmente farai i conti. Inoltre, è qui puoi andare per induzione, praticamente ogni capolavoro è frutto di un dialogo (o di un'opposizione, eh!) con altre opere, con altri scrittori, idee, correnti di pensiero, ecc. Non mi viene in mente nessun autore che non abbia mai letto opere letterarie inerenti almeno in parte a quella su cui stava lavorando. Potrei sbagliarmi, ma non credo.
Spero di aver spiegato il mio punto di vista, anche se ho scritto velocemente e dopo svariate ore di macchina sotto la pioggia...
Per me tutti i commenti e tutte le obiezioni sono le benvenute, comprese aggiunte alla ‘lista’ di letture!
Ora siamo d'accordo o quasi
Concordo pienamente con quanto scrivi, soprattutto sul fatto che hai proposto testi (e che testi!!!) e non modelli.
Semplicemente ritenevo utile porre l'attenzione sulla faccenda per gli stessi motivi da te elencati.
Il rischio sarebbe duplice, da un lato finire schiacciati da un paragone con qualche "mostro sacro", dall'altro sminuire l'importanza dell'innovazione nell'affrontare il tema con il metodo Sic.
Che ne dite a questo punto di inserire anche una filmografia?
A presto
Una filmografia? Per me
Una filmografia? Per me potrebbe essere utile. Mi vengono in mente una decina di film, non di più; non sono troppo esperto.
I "mostri sacri" di solito fanno la fine del drago di San Giorgio, presente le icone? Infilzati! No, in ogni caso non vorrei mai fare paragoni, hai ragione: semplicemente certe cose sono lì e non si possono ignorare e per me hai fatto benissimo a indicare l'ambivalenza che può esistere tra "conoscere" ed "essere influenzati".
Ma aspetto anche il parere magistrale della Redazione, eh...
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Per quanto mi riguarda credo che leggere non possa danneggiare mai nessuno :) Almeno la metà dei libri che citi sono *anche* capolavori, quindi...
Certo deve restar punto fermo l'assoluto carattere facoltativo delle letture: sia per ovvie questioni di impegno richiesto (già dovremo scrivere ogni settimana!) che per il fatto che la SIC si fonda anche sugli istinti dei lettori, e sugli sviluppi inaspettati della storia che possono emergere dal lavoro fatto sulle schede.
Non meno che fondamentali per noi DA, invece, i testi di critica letteraria, per capire al volo cosa c'è e le direzioni in cui sarà più sensato muoversi.
io personalmente ho letto
io personalmente ho letto poco e niente sulla seconda guerra mondiale, dall'alto della mia licenza media mi sto documentando al riguardo dalle fonti storiche, nude e crude a questo sto affiancando letture di autori che mi suscitano l'irrefrenabile voglia di scrivere, cosa salterà fuori da questo polpettone? aggiustatori del DA cominciate a sudare, mi prenoto anche per l'ortografia.
errore nel digitare il nome rbberto
Roberto Cambarau. il commento io pesonalmente ho letto e mio
Perfettamente d'accordo...
Perfettamente d'accordo...
che paura
barbara
cavoli, devo ammettere che mi intimorite tutti quanti, ho sempre e solo letto negli ultimi 20 anni letteratura araba, per via dei miei studi e poca lett. italiana o mondiale in genere, mancanza cui sto supplendo ora in questi anni in Egitto, perciò le mie lacune sono a dir poco spaventose, ma di guerre e guerra e di atmosfere belligeranti direi che ne ho lette abbastanza... palestina, iraq ecc e durante l'epoca dell'università abbiamo toccato tutti i periodi storici, inclusa la II g.m. ma vedendoli dalla parte dell'altro, pure le crociate. per cui rispetto a tutti voi, parto molto svantaggiata, dal punto di vista del quadro storico e letterario. spero di farcela, diciamo che ce la metterò tutta e con le letture consigliate, beh cercherò di farne alcune, quantomeno il giardino dei finzi contini, dato che sono di ferrara. ma la filmografia mi aiuterebbe un sacco, perchè molti film sono anche qui all'istituto italiano di cultura del cairo e altri li potrei scaricare con e-mule.
insomma, sempre più intimorita, ma sempre più interessata.
saluti a tutti
barbara
niente timore
nessuna paura Barbara:
ci teniamo a sottolineare, come già detto altrove che queste letture sono del tutto facoltative, anzi di più: è semplicemente qualcosa che facciamo noi, e di cui vi mettiamo al corrente perché ci piace la trasparenza :)
se poi hai anche voglia di leggere, certo non guasta, ma la SIC è fatta in un modo tale che magari le tue conoscenze di letteratura araba torneranno più utili di Fenoglio
I commenti che ho letto sono
I commenti che ho letto sono tutti molto interessanti. I libri citati sono per me utili perché é la prima volta che approfondisco questo argomento. Mi piace l'impostazione che é stata data al progetto e sono felice di avervi aderito.
Sono d'accordo anche nell'eventuale inserimento del cinema.
Penso che sarà soprattutto molto efficace il racconto, la testimonianza della gente qualunque.
ferdy41
Grazie! E, sì, anche noi
Grazie!
E, sì, anche noi crediamo molto nelle testimonianze delle "persone normali".
filmografia
Salve a tutti!
Film non di guerra, ma usciti proprio in quegli anni:
1941 - Orson Welles, Quarto Potere.
1942 - L. Visconti, Ossessione.
1945 - Marcel Carné, Les enfants du paradis.
Cinema, teatro e Napoli
Un film che non può mancare per la documentazione è "Tutti a casa" di Luigi Comencini del 1960 con Alberto Sordi e un cameo di Eduardo De Filippo.
A proposito di De Filippo immortale è il suo "Napoli milionaria" proprio sulla Napoli liberata.
A questo punto si potrebbe quindi aggiungere il recente "Il primo giorno di felicità" di Erri De Luca.
domanda
Qualcuno ha letto "Storia della Resistenza italiana" di Roberto Battaglia?
procediamo di gran carriera
letti:
le due guerre di Nuto Revelli
uomini e no di Elio Vittorini
storia dell'occupazione tedesca in italia di Klinkhammer
racconti della resistenza (AA VV)
-
comprato oggi: senza tregua di Pesce (sui GAP)
strisce, lettere e voce
strisce per fumetti, lettere per corrispondenza e voce per testimonianze orali, sugli anni e i ricordi della Resistenza - cioè mi spiego, si può attingere alla produzione letteraria a fumetti sul nostro argomento, a lettere dagli archivi di famiglia e dalle soffitte dei nonni (la mia, nonna, conserva gelosamente -grrr ruggisce se mi avvicino troppo- una valigia fitta di lettere scritte&ricevute in fidanzamento bellico).
Gli Archivi storici della Resistenza, presenti anche in città di provincia, Pistoia per quel che mi riguarda (e forse anche le associazioni dei partigiani se esistono ancora associati 'attivi'), conservano registrazioni di testimonianze a viva voce di persone comuni,di protagonisti diretti. So che le fonti sono esponenziali, libri e fantasia forse saranno sufficienti a saziare il nostro (mi sono iscritta oggi 24/04 all'ultimo tuffo!)plot industrial-collettivo; ma forse la strada è lunga e l'ispirrrazione potrebbe mancare e far rinunciare alcuni, invece sarebbe bello partire in quasi 300giovani-e-forti e arrivare in fondo alla stesura tutti assieme. La proposta è tenersi la possibilità di nuove suggestioni e punti di vista differenti per trovare nuova linfa e non mollare.
benvenuta simona
Hai fatto bene a ricordare che ti sei iscritta. Ti aggiungiamo subito nella lista degli scrittori.
Colgo l'occasione per invitare eventuali iscritti dell'ultimo minuto a confermare la propria partecipazione anche con un messaggio qui sul forum o commentando un post del blog: essere iscritti al sito non significa essere iscritti anche al romanzo!
aneddoti
NB: la fase di raccolta aneddoti purtroppo si è conclusa il 2 aprile. Tu, come gli altri iscritti post-2 aprile, entrerai direttamente all'opera come scrittrice :)
testi da leggere
Ciao a tutte/i.
Scusate se intervengo in questo argomento forse già obsoleto. Sono rimasta un po' perplessa nel vedere che non compare nella lista dei libri consigliati Lo Scialo di Vasco Pratolini.
A me pare un testo fondamentale, forse perché quando l'ho letto non riuscivo a fare altro, mi alzavo giusto per mangiare e soddisfare altri bisogni primari e mio marito veniva spesso a chiedermi se stavo bene... Stavo benone! A fine lettura l'ho commentato con mio marito (che l'aveva già letto) affermando che quel libro mi aveva aperto un mondo, una finestra enorme su ciò che pure avevo studiato all'Università. Lui ha sorriso dicendomi. "eh, voi filosofi...!" Devo ammettere che aveva ragione...
Una ragione in più per essere un po' stupita. Mi pare di aver capito che i membri della Redazione sono per la maggior parte, se non tutti, conterranei di Pratolini. Strano, no?, che una veneziana ami (sì, amo Vasco Pratolini) e i toscani lo dimenticano.
Mah, la vita...non finisce mai di meravigliarmi! :-)
Michela
Il buon Vasco.
No, i toscani non lo dimenticano. La lista delle letture è (fin dalle premesse) parziale e soggetta ad integrazioni. A proposito, grazie per aver citato un testo che in effetti può contribuire molto alla definizione dell'atmosfera legata agli anni del fascismo.
Non l'ho aggiunto nel post iniziale solo perché ho cercato di privilegiare testi facilmente reperibili e 'leggeri'. "Lo scialo" credo sia fuori commercio (purtroppo) e poi è qualcosa come 1200-1300 pagine... Ma è un testo più che utile, sia chiaro.
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Cronache di poveri amanti è uno dei miei romanzi italiani preferiti, e un ottimo libro per inquadrare l'atmosfera di Firenze sotto il fascismo.
Credo che Mr.Tree, nelle sue indicazioni (così come noi nei nostri acquisti di documentazione) abbia privilegiato libri che hanno come oggetto specifico l'occupazione e la Resistenza.
Con questo, lo Scialo è un grandissimo libro, da consigliare ad occhi chiusi.
nota per i puntigliosi
per le vicende del primo protagonista, si consiglia la lettura di materiali sulla vita nella Roma occupata, sulla resistenza nell'Appennino tosco-ligure, sulle repubbliche partigiane piemontesi, sulle linee Gustav e Gotica.
per le vicende della seconda protagonista, si consiglia la lettura di "Uomini e No" di Elio Vittorini, "Senza Tregua" di Giovanni Pesce, oltre a "Pane Nero" di Miriam Mafai e altri libri sulla vita metropolitana sotto le bombe.
per le vicende del terzo protagonista, si consiglia la lettura di Kafka :)
mmm
mm, kafka.. intrigante, ma quel sorrisetto dopo?
kafkianamente
il perché è online :))
Come mi piace questo tira e
Come mi piace questo tira e molla...
Come mi piace questo tira e molla...anche a me :-)
Anch’io credo che Mr.Tree, nelle sue indicazioni abbia favorito libri che hanno come oggetto specifico l'occupazione e la Resistenza.
La mia segnalazione probabilmente mi è stata suggerita dalla mia forma mentis e dagli studi che ho seguito. Ho pensato che un’introduzione, un prologo, al periodo specifico sul quale scriveremo il romanzo non facesse male a nessuno.
Per associazioni d’idee mi è tornato in mente “Lo Scialo” che considero un capolavoro, e mi spiace davvero tanto se non più in commercio. D’accordo, è un tomo di 1330 pagine, ma la sua lettura è scorrevolissima! Ci sono libri e testi con meno pagine ma talmente densi che impegnano molto più tempo per essere letti.
Continuo, perciò, con questo tira e molla e con il buon Vasco, e mi permetto di suggerire “Allegoria e Derisione”, e “La costanza della ragione” per due ulteriori motivi. Il primo l’ho già detto sopra: amo Pratolini (sottintendendo il suo stile di scrittura). Aggiungo ora che adoro Firenze e la Toscana tutta; infine, non dimentichiamoci che anche il buon Manzoni - dicunt – abbia immerso i suoi Promessi Sposi nell’Arno! ;-)
Michela Vitturi
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Ottimi suggerimenti. Tra l'altro, come puoi vedere dal soggetto, uno dei nostri protagonisti farà varie tappe in Toscana, anche se probabilmente non da Firenze.
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