Dal soggetto: Matteo raggiunge un'Isernia da poco bombardata dagli alleati e oltrepassa faticosamente la linea Gustav attraverso le montagne abruzzesi, fino a giungere febbricitante in una Roma miserevole e desolata. L'affare dei passaporti, inoltre, naufraga: pochi giorni prima, il 16 ottobre, gli ebrei romani sono stati rastrellati in massa e all'appuntamento si presenta solo un sopravvissuto.
La malattia di Matteo, che si rivelerà una grave nefrite, precipita, costringendolo a letto. Grazie all'ecclesiastico che faceva da tramite tra il contrabbandiere e gli ebrei, viene ospitato da un'anziana signora romana. Resterà a letto vari mesi...
Schede coinvolte: pA, pD, pE, pF, pG, L6, L7, L8, L9
Lista degli eventi rilevanti: viaggio fino a Roma - rapporto con la guida - incontro con l'ecclesiastico e l'ebreo sopravvissuto - malattia (stati fisici, mentali ed emotivi di matteo durante la fase virulenta della nefrite)
Lista degli eventi da dettagliare: malattia (stati fisici, mentali ed emotivi di matteo durante la fase virulenta della nefrite)
Lunghezza massima: 3000 battute per l'impostazione generale + 2000 per ogni "evento da dettagliare".
In generale durante il viaggio:
La natura può apparire in questo blocco come qualcosa di intatto e pacificato, estraneo alla tragedia storica.
Da sottolineare eventi come l'apparire in lontananza di un branco di lupi, un furtivo incontro con un cinghiale, o, naturalmente, con qualche tedesco. Concentrarsi su quando i due incominciano a viaggiare di notte, la percezione della notte nella sua interezza, i cambiamenti di colore, di temperatura, la notte e il buio come protezione primordiale delle bestie che si fanno predare...
Per Matteo tutto rievoca il senso della miseria, i volti delle donne, i muri scheggiati dalle mitragliatrici o divelti dalle bombe, le fucilazioni, la terra desolata che aspetta di essere coltivata, le lacrime dei bimbi che invocano aiuto in mezzo alla polvere creata dai bombardamenti.
Viaggio
1) Isernia: come da scheda, la chiacchierata col vecchio sulla pietra è il punto cruciale su cui far ruotare l’episodio. La conversazione deve avvenire subito dopo che Matteo ha “fotografato” Isernia, ma prima che possa descriverla più accuratamente.
2) Percorso Isernia - Roma: l’evento fondamentale è l’incontro con la guida. Non ci saranno dialoghi importanti, sia per le caratteristiche del personaggio, piuttosto schivo e venale, sia per il fatto che in queste situazioni i protagonisti hanno più interesse a tacere che a parlare di sé.
Quello che emerge della guida nasce più che altro da brevi conversazioni e dalle azioni che compie, a partire dalla richiesta di avere i soldi in anticipo.
Due gli eventi da sottolineare maggiormente nel percorso:
- la notte passata tra Pescasseroli e Lecce dei Marsi, sotto la neve e con un vento gelido, quando Matteo trova parziale riparo sotto una roccia, ma sente un filo di acqua gelida che gli scorre sul fianco cui è poggiato e sulle gambe. Matteo maledirà il suo essere marinaio, pensando agli alpini, allenati al freddo dai terribili accampamenti invernali.
- Carsoli: quando Matteo arriva, trova un ambiente surreale. Il paese è pieno di romani sfollati. Passano i carri con le famiglie, e tutti i loro averi sopra. Matteo vede ovunque gente zitta con gli occhi persi nel vuoto. Ma in generale a Carsoli c’è confusione. E’ come se ci fosse un chiasso impersonale: come se l’attività di quelli che improvvisano delle baracche o delle tende, che si spostano a piedi o con un carro, che chiedono la carità, fosse molto forte, ma non visibile: quando Matteo mette a fuoco un gruppo di questi sfollati, ha la sensazione che siano in silenzio, che non facciano rumore. C’è insomma una discrasia tra il particolare e l’insieme.
Inizio della malattia durante il viaggio
Pisciare sangue è la cosa più orribile che un cazzo possa fare. Chi scrive questo pezzo non deve dimenticare tutta la simbologia della castrazione che inevitabilmente è presente, anche se puo' esserlo in modo molto velato.
L'urina rossa appare di colpo quando il protagonista meno se l'aspetta, magari nella gola che precede l'arrivo in pianura.
La guida riconosce la gravità del problema ma sminuisce.
Il protagonista è terrorizzato. Teme possa essere una 'lesione interna' o un 'embolo' (non sa cosa sia un embolo ma ha vari ricordi di morti improvvise per un embolo).
La guida lo rassicura insistendo perché accelerino la marcia verso Roma. Matteo è molto stanco e accusa forti dolori alla schiena; viaggiano di notte e questo gli permette di non stare troppo a vedere il colore del suo piscio. Riesce ad arrivare a Roma. La prima sboccata è sul camion che li porta nella capitale ma fin li' Matteo riesce ancora a stare in piedi. (Concentrarsi sulle contrazioni involontarie che causano il vomito, lo spossessamento, la contraddizione del subire il proprio corpo e il non essere nient'altro che quello...).
Il momento topico è quando i due aspettano il prete nella casetta. Matteo ha la febbre alta, vomita, non riesce a trattenersi e piscia in un angolino. Il prete vede la cosa ed è tra lo scandalizzato il disgustato e il misericordioso (alla fine). Magari un' altra sboccata nelle catacombe...Passa una notte insonne continua a pisciare sangue, sente l'odore del sangue dappertutto, teme di stare vomitando sangue. Ha una sete fortissima e la schiena come se l'avessero bastonato. Il mattino il risveglio è ancora peggiore. Ha dormito forse un'ora o due, è stanchissimo, beve, vomita bile, piscia senza guardare, sporca le lenzuola di sangue-urina. Sente odore di sangue dappertutto, non ha visioni ma il panico è fortissimo, pensa alla propria morte. (Il lettore deve temere che Matteo possa crepare entro sera).
Roma
Il raggiungimento faticosissimo di una Roma desolata, il fallimento dell'affare passaporti, la malattia di Matteo, sembrano essere elementi di “blocco” totale, dopo tanto penare e peregrinare.
L'anziana signora compie una precisa routine quotidiana (si sveglia, va in bagno, si spazzola i capelli, recita una preghiera, porta la colazione a Matteo, gli chiede come sta, torna in soggiorno, si siede a rammendare la solita, logora vestaglia come fosse il telo di Penelope); quella che per l’anziana signora è la routine, e serve a convincerla di un senso di normalità, ha il compito di far perdere al lettore il senso del tempo, avvicinandolo così allo stato d'animo di Matteo.
Quanto visto durante il viaggio Napoli-Roma (soprattutto i fatti di Caiazzo a cui la mente di Matteo torna più e più volte) ed il riposo forzato, ovvero il molto tempo a disposizione, possono essere usati per far formulare al giovane pensieri anti-bellici.
La descrizione dell’arrivo nella casa potrebbe essere così: quell'ultima rampa su per la scala a chiocciola Matteo non la ricorderà; arrivato in cima guidato per un braccio da don Bucci, si butta nel letto dell'unica stanza a sinistra della scala e prima di toccare il materasso già non è più cosciente; alle tre e mezza del mattino in un atroce dormiveglia si passa entrambi le mani nel viso gli sembra di toccare un palla bagnata, crede di essere nella Gabbiano sulla sua branda, anzi no è fradicio, quindi e già caduto dal ponte, o forse è appena uscito dall'acqua gelida. Adele lo chiama e disperata, ora vede il suo Capitano di Vascello, si avvicina verso un Ammiraglio che tiene in mano dei gradi da Capitano di Fregata e glieli porge, il Capitano stramazza al suolo e cadendo porge anch'esso dei gradi per Matteo che li sta a fianco, Matteo li sta per prendere un soffio di vento li porta via ma ora non sono più i gradi sono le lettere di Adele che finiscono in mare.
1) Malattia (stati fisici, mentali ed emotivi di Matteo durante la fase virulenta della nefrite)
Mentre fuori infuria la guerra, nella claustrofobica tranquillità dell'appartamento romano Matteo combatte la sua personale battaglia contro la nefrite. La lotta non è tanto contro il dolore (per quanto straziante), ma contro il suo senso di inutilità: Matteo è costantemente combattuto dalla sua necessità di aiuto (ad alzarsi, a trascinarsi in bagno, …) e dal sentirsi inutile e patetico ogni volta che lo chiede.
Nella fase più acuta della malattia gli stati d'animo di Matteo si alternano
- la tortura cui la nefrite lo sottopone ogni volta che deve andare in bagno (aggiuntivo pegno di dolore a quanto già riscosso dagli orrori della guerra);
- i voli pindarici che la mente di Matteo compie guardando fuori dalla finestra.
Essendo costretto a letto, pur nella grave malattia, ma essendo curato dall'anziana come un figlio, Matteo ha la possibilità di fare il punto della situazione. Quindi la malattia quasi come male necessario.
Nei primi tempi quello che l’uomo vede nel suo stato allucinatorio sono persone in lento movimento: sia in strada, sia a letto, continua a vedere figure lugubri, allungate, magre, sagome scure che si muovono lentamente. Dietro a queste immagini che rappresentano, gli sfollati, i pastori, gli affamati che ha incontrato, ma anche gli ebrei deportati di cui ha sentito parlare, sente come un lamento ininterrotto, una specie di nenia.
Ma negli incubi, il momento di maggiore sgomento è rappresentato dalle apparizioni del volto della sorella, di fronte al quale la preoccupazione febbrile di Matteo esplode letteralmente.
Dal punto di vista fisico le conseguenze classiche della nefrite sono rappresentate dall’aumento di peso e un evidente stato di gonfiore. Palpebre e occhiaie si gonfiano particolarmente, rendendo impossibile al malato spalancare gli occhi.
In bocca emerge un tremendo sapore di ammoniaca, con nausea molto forte e vomito frequente. Sono frequenti anche i crampi muscolari.
Spesse in fondo al suo cuore egli attendeva un avvenimento; ogni mattina, appena sveglio, aspettava che succedesse qualcosa, cominciava a sperare che la sua malattia fosse scomparsa ogni giorno di più, ascoltava i rumori, si alzava in mezzo al letto di soprassalto, si stupiva che non capitasse nulla, poi al tramonto, desiderava che fosse già domani. Ma la sera la pena di questa delusione lo portava a svuotare la sua anima, invece della vescica e pensare che le giornate erano sempre uguali, sia pure con accelerazioni (Jolanda che lo viene a visitare e lo imbocca, il medico che lo visita di tanto in tanto), con dei rallentamenti (le prime giornate quando sta malissimo e dorme sempre), cambiamenti di ritmo (con le uscite di Jolanda per la spesa o per andare in chiesa).
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