Dal soggetto: Durante le prime uscite che effettua nella convalescenza, Matteo cerca, riuscendoci, di incontrarsi con esponenti della massoneria, ma rimane profondamente deluso dall'inazione e dall'egoismo dei confratelli. Nello stesso periodo viene a contatto con alcuni membri del Partito d'Azione, stringendo in particolare amicizia con uno di essi. Dal dibattito con costoro, e grazie alle letture suggerite dall'amico, Matteo, affascinato dalle idee azioniste, sebbene non convinto appieno, comincerà a gettare le basi della propria idea di società dei giusti. Combattuto tra il desiderio di prendere parte alla lotta contro il regime e i tedeschi, e quello di riunirsi alla sorella, Matteo ha una certezza: lasciare Roma.
L'amico azionista gli fornirà delle dritte per spostarsi a nord, dove agiscono molte brigate partigiane, tra cui quelle azioniste, ma segretamente Matteo desidera vedere con i suoi occhi il modo di agire dei comunisti. Rimessosi pienamente nell'agosto '44, Matteo da Roma risalirà quindi in Toscana. Primo obiettivo è Livorno, dove ha frequentato l'Accademia Navale e spera di rincontrare qualche amico, ma trova solo una città annientata dalle bombe. Da lì risale verso la zona di Carrara-Sarzana, dove entra in contatto con i partigiani che operano sulle montagne. Per un caso, i primi che incontra sono gli anarchici della brigata Elio Volkiecevic.
Schede coinvolte: pA, pG, pH, pI, L9, L10, L11, L12, pJ, pK, L13
Lista degli eventi rilevanti: convalescenza - incontro con gli azionisti, sviluppo di una coscienza antifascista - incontro coi massoni e delusione - viaggio Roma > Livorno e Livorno rasa al suolo - viaggio Livorno > Carrara e incontro con gli anarchici
Lista degli eventi da dettagliare: convalescenza - incontro con gli azionisti e sviluppo di una coscienza antifascista - incontro coi massoni e delusione - viaggio Roma > Livorno e Livorno rasa al suolo
Lunghezza massima: 3000 battute per l'impostazione generale + 2000 per ogni "evento da dettagliare".
Impostazione generale del blocco
Blocco di centrale importanza, la malattia e convalescenza sono un punto di arrivo e di maturazione per poi trasformarsi in un punto di partenza: Matteo, vivendo gli avvenimenti della Roma del ‘44 e confrontandosi con la resistenza azionista, sviluppa una personale coscienza antifascista.
E’ necessario dare risalto alla base teorica di questa formazione; man mano che la formazione si completa anche la guarigione va di pari passo: il corpo e lo spirito insieme subiscono una metamorfosi. Il corpo si nutre delle cure della vecchina e delle visite del medico e lo spirito si rafforza delle “lezioni” degli azionisti, dopo la veloce delusione della massoneria.
Momento culminante è la decisione di andare via da Roma e il successivo incontro con i partigiani: si erge sempre più netta la coscienza di Matteo.
Il tono della narrazione si alterna fra il fragile e catastrofico della gravità della malattia alimentato però sempre da una vena di sangue bollente, che pulsa e che porterà Matteo alla guarigione e alla presa di coscienza.
Parallelemente, attraverso questo blocco veniamo in contatto con la vita di una Roma “città aperta” (cioè smilitarizzata), in realtà preda di scontri, rastrellamenti, attacchi dei GAP, repressioni naziste, coprifuoco, fame, borsa nera. Matteo è testimone di cosa accade nella città, si fa raccontare dai compagni azionisti gli efferati delitti dei nazisti, di Kappler, della retata del 16 ottobre ’43 del ghetto, degli aguzzini di via Tasso, trasformata in prigione e luogo di torture per antifascisti, della banda Koch. Sarà importante inquadrare bene lo sfondo storico: quando Matteo fa i primi passi dopo la malattia, ad aprile, è fresco nella memoria degli azionisti l’attentato di via Rasella del 23 marzo da parte dei GAPpisti e la terribile repressione dei nazifascisti, che, con un comunicato, annunciarono l’arresto di 320 “comunisti badogliani”, detenuti politici (l’ Eccidio delle Fosse Ardeatine, ma l’ubicazione dei corpi all’epoca non si conosceva). Il 17 Aprile si ha il rastellamento del quartiere Quadraro, con l’arresto e la deportazione di 1000 uomini. A livello nazionale, ci sarà la “svolta di Salerno” con l’ingresso al governo dei comunisti, verso la quale il Partito d’Azione è molto critico; la decisione degli azionisti di Napoli di entrare nel governo; infine la liberazione di Roma il 4 Giugno, di cui Matteo è testimone. Occorre valutare se Matteo prende parte attiva alle azioni degli antifascisti, a quali atti e in che misura. Ricordare che i partigiani subiscono pesanti rastrellamenti, pedinamenti, aggressioni. Soprattutto, deve essere chiaro il percorso che lo porterà a sviluppare l’idea di dirigersi al Nord e prendere parte ai combattimenti.
La narrazione sarà come nel resto del romanzo in terza persona, ma il punto di vista sarà quello del protagonista: il lettore vedrà e sentirà ciò che vede e sente Matteo. Nell’economia del romanzo, questo blocco narrativo segna, almeno per quanto riguarda Matteo, il vero e reale inizio della sua vicenda personale, vissuta attraverso un viaggio prima interiore e poi alla stregua di un’ “anabasi” dall’esito incerto.
Eventi da dettagliare
1) Convalescenza
Convalescenza: non troppo spazio a questa parte, essendo piuttosto statica. Prime uscite di Matteo con primi incontri. All’inizio Matteo è sulla soglia di un esaurimento nervoso, preoccupato dalle sorti di sua sorella. Tuttavia pian piano uscendo di casa guadagna un po’ di ottimismo. Scene di quotidianità e primi tentativi di entrare in contatto con qualcuno. Descrizione della vita del quartiere e del quartiere in cui si trova. Visione in pG della madre che gli è sempre mancata - scorre affetto fra le quattro mura mentre fuori dalle finestre c’è il disastro - in contrasto con il rapporto nevrotico di Aldo Giavazzi con la madre.
La fase della convalescenza è simbolica: così come Matteo si riprende lentamente dalla malattia, anche se ne è ancora provato, così Roma (e l’Italia, di riflesso) si avvia verso la Liberazione.
L’incontro con gli azionisti è casuale: Matteo trova un giornale clandestino, lasciato lì come in altri portoni da un giro notturno degli antifascisti. Il giornale è “L’Italia libera”, organo del partito d’Azione. Lo nasconde e la notte lo legge avidamente, infiammandosi per gli articoli.
Per la convalescenza propongo un misto di spacchi di vita quotidiana con pG, ragazza del piano di sotto e medico, con ricordi nostalgici del suo passato. Nel primo caso, uso di dialoghi, nel secondo solo discorso indiretto. La ragazza del piano di sotto gli fa la corte, portandogli ogni giorno delle leccornie. Lui non se ne accorge, ma pG si, e le dirà di smetterla di tormentarlo perché deve riposare.
2) Incontro coi massoni e delusione
Mentre si avvicina all’universo della resistenza romana e del Partito d’Azione, segretamente Matteo cerca di contattare dei massoni.
Scopre però che le logge son state tutte chiuse durante il fascismo e non ha contatti a cui rivolgersi. In uno dei settimanali controlli del medico (gli farà visita per tutta la convalescenza), come suggerito in L9, nota che nel risvolto della giacca del medico sono ricamate le sue iniziali, seguite dai tre puntini massonici disposti a triangolo. Si fa coraggio e, usando le poche parole iniziatiche che conosce come cerca di stabilire se la sua intuizione è corretta. Il medico lo guarda, soppesandolo. Poi lo saluta senza aggiungere altro. La sera stessa gli viene recapitato un invito a presentarsi il mattino successivo al cimitero del Verano, su una carta che reca in filigrana il simbolo del compasso e la squadra. L’incontro col massone è come descritto in L10. Dialogano passeggiando, tra tombe con tre puntini incisi sulle lapidi e urne cinerarie. Matteo ne ricava una strana impressione: è affascinato dal massone, anche se i modi di fare sfuggenti, lo sguardo lontano, le citazioni dotte si allontanano molto dalla passione che reputerebbe appropriata al momento.
L’incontro coi massoni sarà trattato in forma ellittica, insistendo sulle aspettative di Matteo nei loro confronti e sulla cocente delusione nel vedere nei confratelli ambiguità e immobilismo, un tradimento dei loro ideali, nonostante alcuni di loro siano orientati a appoggiare la resistenza, sia attendista; lo sdegna anche la smania di pH di diventare un personaggio di spicco della massoneria romana, dopo essersi prostrato al fascismo. Presentare in via indiretta ciò che Matteo nota: belle parole accompagnate da inazione e egoismo.
3) Incontro con gli azionisti e sviluppo di una coscienza antifascista
Si punterà, nel dualismo massoni contro azionisti, sull’incontro con gli azionisti. L’’incontro coi massoni deve servire solo ad evidenziare la differenza di vedute rispetto agli azionisti, rispetto ai quali hanno però un sustrato socioculturale simile.
Spinto da desiderio interiore, dal sangue che ribolle e dalla delusione dei massoni Matteo vuole intrecciare relazioni con Azionisti: buona e istantanea impressione.
Alla palestra “Ares”, in cui Matteo si reca il tardo pomeriggio, fa la conoscenza di un gruppo di azionisti, tra cui il proprietario, Ares Bellodi, l’allievo Ermete Ricci e Giorgio Testa, con il quale entra subito in sintonia. In un primo momento viene visto con sospetto dagli azionisti, che temono possa essere una spia fascista, ma poi Ares gli si piazza davanti, lo guarda dritto negli occhi e sentenzia: “Questo qua nun è fascista. Vero, regazzì’?” Della riunione Matteo capisce ben poco, preso dall’emozione non fa domande. Alla fine, Giorgio lo avvicina. Divengono amici. Giorgio gli consiglia letture, lo porta prima all’osteria, dove dai dialoghi degli azionisti ricava le vicende degli ultimi mesi. In seguito lo porta con sé alla redazione clandestina de “L’Italia Libera” . Deve trasparire dal tono della narrazione il misto di eccitazione e pericolo in cui vive Matteo, che si fa trasportare dalla passione dei compagni. Rimane fortemente colpito dagli accesi dibattiti che però non sfociavano mai in insulti e zuffe nella palestra di Ares Bellodi. Impara molto sulla situazione politica italiana, già dai primi incontri; tuttavia durante la sua malattia, aveva la possibilità di trovarsi fra le mani un giornale in media 2 volte alla settimana che lo aggiornava sulle vicende dell’Italia politica. Tutto ciò fu in forte contrasto con gli incontri coi massoni, incentrati su giochi di potere, questioni economiche e parziale menefreghismo di ciò che accadeva in Italia. Tramite le discussioni con loro, pian piano, sviluppa una sua idea di società ideale. Sempre grazie ai dialoghi con gli antifascisti viene a sapere cosa succede nel resto di Roma, cosa sono e che fanno i GAPpisti, sente parlare dei comunisti.
Matteo parla, si confronta, agisce, non ha paura. Amicizia con pI: accordo e unità di intenti; Matteo è nei panni dell’allievo che impara e fa tante domande. pI trova in lui un valido appoggio, compagno e risveglia in lui aspetto umano di sentimento e amicizia.
Dare risalto alla umanità di questi uomini, che fanno della loro vita un mezzo per raggiungere alti ideali.
Nei dialoghi “di formazione” dare spazio alle letture che pI consiglia a Matteo.
Matteo a casa rimugina e studia e così modella la sua nuova coscienza attivista.
In un capitolo di poche pagine si alternano i punti di vista di tre personaggi: Ares (attraverso i cui pensieri veniamo a sapere di altri avvenimenti romani), Giorgio, che crede nei propri ideali e ripone fiducia in Matteo, e Ermete, mentre medita di denunciarli tutti.
4) Viaggio Roma > Livorno e Livorno rasa al suolo
Matteo nascosto rievoca momenti di ricordo del passato, della città di Livorno e dei suoi amici. Si ricorda anche della storia con una ragazza livornese, figlia dei proprietari di un piccolo ristorante a conduzione familiare, che però non durò a lungo in quanto non era sicuro di amarla. Introdurre la sua idea di formare una famiglia, dei avere figli e di poter vivere – superata la guerra – vicino alla sorella, per questo ha così tanto desiderio di riabbracciarla, guardarla negli occhi e stare al suo fianco.
Il viaggio da Roma a Livorno può essere descritto rapidamente, riportando suoni e impressioni visive, piccoli particolari, intervallati dagli eventi descritti nella scheda L12. Gli eventuali incontri non andranno mai nello specifico, giusto i tratti fisici generali perché egli non si sbottonerà mai e di conseguenza non avrà mai modo di conoscere queste persone veramente.
L’impatto con Livorno distrutta è un momento simbolico molto importante: questa infatti è una città a cui Matteo è profondamente legato, e le ferite dei bombardamenti gli faranno capire che il mondo che conosceva è irrimediabilmente perduto. Ci sarà una descrizione di scenario apocalittico in modo altamente emozionante, per valorizzare al meglio la metafora del suo passato rimasto sotto le macerie e la mancanza di punti di riferimento.
Gli serviva la visione di Livorno distrutta per la definitiva svolta. Rabbia interiore espressa con aggressività che faccia trasparire un’idea quasi titanica del tipo “da solo contro il mondo come una bestia feroce.”
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