Trattamento A7 - Assalto nazifascista, rotta e casa d'inverno

Scheda Altro

Scheda Altro Definitiva
Note di Produzione: 

Dal soggetto: Il 2 dicembre la repubblica partigiana viene attaccata e dispersa. Nel parapiglia Matteo perde di vista l'innamorata e, insieme al partigiano anziano, alla staffetta e all'inglese sverna in un cascinale abbandonato. In questo periodo avrà discussioni con i compagni in cui emerge come egli, visionario, già intuisce un mondo in due blocchi e l'impossibilità non solo di un'utopia rossa, ma anche di una "terza via". La permanenza nel casolare sarà un momento di "tempo sospeso", quasi irreale, che verrà interrotto quasi alla fine dell'inverno da un tragedia: durante un'uscita per raccogliere della legna, l'inglese salterà su una mina; le ferite saranno mortali.

 

Schede coinvolte: pA, pL, pM, pN, pS, L18, L20, L21

 

Lista degli eventi rilevanti: preparativi per la battaglia - battaglia e azioni dei protagonisti - sconfitta e fuga - arrivo al casolare - permanenza - riflessioni politiche - morte di pN

 

Lista degli eventi da dettagliare: preparativi per la battaglia - battaglia e azioni dei protagonisti - sconfitta e fuga - riflessioni politiche

 

Lunghezza massima: 3000 battute per l'impostazione generale + 2000 per ogni "evento da dettagliare".

Svolgimento: 

Impostazione generale del blocco

 

Questo è un blocco dallo sfondo tragico e drammatico. L’atmosfera dovrebbe essere un alternarsi di sospensione e momenti di rottura, in modo da creare contrasto con l’attacco prima, con l‘incidente mortale dell’inglese poi. 

 

Quindi:

- Ritmo quasi sospeso durante i preparativi dell’attacco.

- Ritmo incalzante e confusione durante l’attacco.

- Di nuovo rallentamento durante il racconto dell’inverno, com un tono tranquillo e descrittivo.

- Nuova rottura della sospensione e ritmo serrato per l’incidente dell’inglese. 

 

Nell’economia del romanzo , il blocco si configura come il definitivo raggiungimento della maturità da parte di Matteo, sottolineata fra l'altro dalla capacità che avrà nel tenere testa a un ‘ vecchio animale ’ della politica quale è Pietro Pittaluga. Il blocco conclude l’evoluzione politica di Matteo, portandolo a riflettere sull'impossibilità di realizzazione di utopie come quella comunista e anarchica, senza peraltro rassegnarsi ad adottare l’impostazione più pragmatica di Gimmi. Tra i due, comunque, si sviluppa un affetto quasi fraterno, e la morte dell'inglese assesterà un duro colpo all'animo di Matteo.

 

Va dato un certo spazio anche ai sentimenti di Matteo in relazione alla perdita dell'innamorata piemontese. Per quanto il suo amore non abbia la stessa intensità di quello della ragazza, Matteo le è molto affezionato e, per questo, se ne sente responsabile. L'angoscia per la sua perdita affiora più volte durante la permanenza nel casolare, trasformandosi per “parallelismo di responsabilità” in angoscia di Matteo per le sorti della sorella.

 

Il livello sensoriale/simbolico del blocco sarà giocato molto sul freddo (che è anche il “congelamento” delle illusioni, vedi evento 4), e sui colori smorti (dal rosso della passione politica e resistenziale al grigio della “ragion di stato”). 

 

 

 

Eventi da dettagliare

 

1) Preparativi per la battaglia

Il silenzio è una costante di quest'evento.

La tensione del momento emerge riducendo al minimo i dialoghi e facendo parlare i personaggi più coi loro corpi che con le parole: la concentrazione, le sigarette fumate da soli, un sorriso d'incitamento, un cenno, una pacca sulla spalla per una pistola correttamente smontata e rimontata (Gimmi e pL, entrambi esperti di armi, si trovano insieme a insegnare ai partigiani meno esperti come si montano, smontano, puliscono e usano le armi), un sorriso malinconico di Matteo all'innamorata.

Si deve cogliere la rapidità del capovolgimento della situazione dall’impreparazione dei partigiani di fronte alla controffensiva nazifascista, visibile già dalla scarsa convinzione dei più che la repubblica partigiana possa veramente resistere all'attacco.

 

 

2) Battaglia e azioni dei protagonisti

La battaglia è confusione, rumore e incertezza. Niente di epico. Matteo si intravede solo sullo sfondo.

 

 

3) Sconfitta e fuga

La sconfitta era prevedibile, era nell’aria. Ma non ci sono stati preparativi per la fuga, che è disordinata. Luisa scompare all’improvviso e altrettanto all’improvviso Matteo si ritrova costretto a scappare precipitosamente senza poter fare nulla per i compagni, come già gli era successo in Lunigiana. 

 

Incrocia un ragazzino, che ha fatto il gradasso durante la Repubblica, ma che poi non ha retto al battesimo del fuoco. Lo vede andare verso i tedeschi a mani alzate, il volto rigato di lacrime, gli occhi sbarrati dal terrore ma un tentativo di sorriso in qualche modo fiducioso nell’umanità del nemico. Cerca di convincerlo a scappare, lo trascina quasi, ma quando i nemici gli sono ormai col fiato sul collo cede, scappa, lascia il ragazzino che è sempre lì a mani alzate.

 

Nel ritirarsi Matteo cade anche in una buca da cui verrà aiutato ad uscire dall'amico inglese. Riunitosi fortunosamente anche con la Berta e col partigiano anziano, riescono insieme a raggiungere un luogo tranquillo.

 

 

4) Riflessioni politiche

Il tempo nel cascinale è sospeso, passa lento. Difficile capire cosa succede fuori, si discute. All’inizio vivacemente, con argomenti che vanno dalla tattica militare a più corpose dispute politiche, poi sempre meno. Le riflessioni diventano sempre più intime, segno della perdita delle illusioni, della fine dell’atmosfera di entusiasmo e condivisione da cui era nata la lotta e del ripiegamento su se stessi che sarà sempre più evidente nel dopoguerra. La condivisione è nei piccoli gesti, ma il tempo delle grandi idee e dei dibattiti collettivi, nel microcosmo del cascinale, passa insieme al passare dell’inverno, prefigurazione di quello che accadrà nella società di lì a poco.

 

Le posizioni mantenute dai tre compagni di Matteo sono: Gimmi è diretto nel criticare tanto il fascismo, quanto il comunismo e gli anarchici; la Gina del Bertone è convinta e schietta nella sua difesa ideologica del comunismo al punto da non vederne le contraddizioni; Pietro è sulle stesse posizioni della Gina, ma ammorbidito dall'età.

 

Gimmi, con il suo distacco ironico, sottopone le convinzioni di Matteo (formatesi lentamente e faticosamente in mancanza di una cultura approfondita e del sostegno di una convinta partecipazione politica) a un lento mutamento da riflessioni politiche che comportano un'adesione non appassionata e puramente razionale al comunismo e una più forte simpatia umana per gli anarchici, al chiedersi come potrà realmente cambiare il mondo, se è possibile superare lo stato attuale di contrapposizione in blocchi, e più in generale se è possibile dar vita a sistemi sociali che siano funzionali ed al tempo stesso concretamente realizzabili.

 

pL e l’inglese, quando parlano tra loro, usano un italiano infarcito di espressioni in una specie di francese (che uno ha imparato a Nizza, l’altro in Nordafrica) molto colorito.

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