Dal soggetto: Allo sciogliersi delle nevi Matteo parte, in abiti contadini, per Milano: unico obiettivo ricongiungersi con la sorella. All'altezza di Novara viene però intercettato dai repubblichini che lo fermano e lo pestano a sangue ma, essendo di fretta e non avendo la certezza che sia un partigiano o un disertore, lo caricano sul furgone per portarlo a Milano onde interrogarlo. Matteo viene sbattuto in cella, interrogato (risponderà di essere un contadino in cerca della sua famiglia) e poi ignorato, ma non scarcerato.
Liberato dagli insorti...
Schede coinvolte: pA, pO, L22, L23
Lista degli eventi rilevanti: partenza per Milano e riflessioni di Matteo sulla morte di pN - arresto - viaggio in furgone - interrogatorio - detenzione - liberazione
Lista degli eventi da dettagliare: partenza per Milano e riflessioni di Matteo sulla morte di pN - arresto - interrogatorio
Lunghezza massima: 3000 battute per l'impostazione generale + 2000 per ogni "evento da dettagliare".
Impostazione generale del blocco
Il viaggio di Matteo è lento e malinconico, con un confronto simbolico tra la desolazione del paesaggio ancora immerso nel freddo, deserto perchè gli abitanti escono poco e danno poca confidenza, e le riflessioni di Matteo, diviso tra ciò che di negativo ha visto e vede e le speranze e i desideri per il futuro.
Inoltre Matteo, per la prima volta da quando ha lasciato Roma, non ha più compagni con cui lottare, parlare, mangiare e dividere la quotidianità; si prefigura quasi la sua posizione di non allineato nel mondo diviso in blocchi che lo attendo dopo la guerra.
Matteo posto di fronte alla morte quasi beffarda dell'inglese e al possibile vanificarsi allo stesso modo di tutti i suoi sforzi (la morte sua incombe ovunque ma soprattutto in prigionia), si mantiene in tenue ma infine sicuro contatto con il proprio idealismo piuttosto che farsi travolgere dal nichilismo.
L’arresto e l’interrogatorio sono momenti cruciali perché i sentimenti sono densi e forti: per assurdo Matteo si sente finalmente immerso negli eventi, partecipe. Questa sensazione euforica lo pervade all’improvviso.
Diventa scaltro. Pensa. Ma solo per salvarsi la vita. Non è il tempo delle speculazioni.
Il capomanipolo dei repubblichini non gli piace per ruolo e personalità. E tuttavia lo stimola avere a che fare con un tipo psicologico del genere. Sapere che dalla sua abilità dipende la sua vita. Matteo diventa ponderato, calcolatore. Decide che parte deve recitare.
Eventi da dettagliare
1) Partenza per Milano e riflessioni di Matteo sulla morte di pN
La morte di pN è l’ultimo evento insensato della guerra per Matteo. La solitudine e le riflessioni sulla morte dell'inglese dovrebbero intrecciarsi con i contatti umani, brevi ma che in qualche modo riportano Matteo a contatto con una vita quotidiana "normale", che lui intreccia durante il percorso.
Parlano la natura, la neve che si scioglie, l’odore della terra bagnata, il sole tiepido di marzo, in modo da farne una metafora dei sentimenti del personaggio che dimissionario dalla guerra civile sente una voglia bestiale di vivere.
Importanti sono gli elementi sonori, del bosco vicino, dei campi, dell'acqua, ma soprattutto dei propri passi che a volte sembrano più minacciosi di tutto il resto. Il dialogo col bambino secondo me deve arrivare senza quasi nessuna introduzione, in maniera molto brutale; come a interrompere un flusso di pensieri. Le relazioni umane, senza i fronzoli e i convenevoli tipici con cui le aveva sempre vissute, si riducono all’essenziale. Gli eventi degli ultimi mesi gli appaiono cristallizzati in ricordi solidi come pietre che può pesare e che pesano nelle sue tasche.
2) Arresto
Matteo capita suo malgrado nei pressi una grande retata che coinvolge altre persone e che è condotta con grande violenza, a dimostrare la carica vendicativa che anima i repubblichini ormai consapevoli di aver perso.
I piedi, le mani, i bastoni. Il tutto su una strada normale. La cosa avviene velocemente vista la superiorità numerica.
3) Interrogatorio
Il repubblichino che lo interroga è un fanatico che ripete metodicamente le stesse domande, quasi rituali e spesso generiche, e non accetta che possa esistere al mondo il minimo soffio di ribellione. Un uomo d’ordine reso paranoico dall’imminente crollo dell’ordine con cui si è identificato.
L’interrogatorio dura diversi giorni e ha un andamento ciclico, ripetitivo, con le stesse domande che continuano a tornare.
La violenza si estrinseca anche con il "dimenticarsi" di Matteo, a volte per giorni, dall'averlo portato in cella solo perché raccattato a casaccio in una retata. Il capo dei repubblichini urla ma non ha una precisa volontà nei suoi confronti.
Matteo sta comunque fingendo di essere un contadino. Cerca di infarcire il più possibile il suo parlato di espressioni dialettali. Chi lo interroga non è assolutamente interessato alla vicenda personale di Matteo e quindi Matteo intuisce di essere stato arrestato senza che ci fosse sia stato un sospetto.
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