Oltre agli elementi che illustrano la storia di Aldo, ognuna delle schede relative al Giavazzi deve includere un collegamento simbolico con le vicende di Matteo Curti più vicine nel tempo e nella struttura del romanzo (vedi "Struttura narrativa" nel soggetto).
Dal soggetto: Aldo limita fortemente le uscite dalla casa. È devastato dai sensi di colpa e le sue condizioni peggiorano. Prova a scrivere una lettera a Adele ma fallisce miseramente e da lì comincia la sua mania della progettazione di velivoli da guerra.
Schede coinvolte: pC, pX, L35, pB (indirettamente)
Lista degli eventi rilevanti: degenerazione psichica - lettera a Adele - corteggiamento e vita matrimoniale (nei pensieri di Aldo) - primo passaggio del "Pippo" - fobie e aeroplani - collegamento simbolico con A3 o A4 (da definire)
Lista degli eventi da dettagliare: degenerazione psichica - lettera a Adele - corteggiamento e vita matrimoniale (nei pensieri di Aldo) - fobie e aeroplani - collegamento simbolico con A3 o A4 (da definire)
Lunghezza massima: 3000 battute per l'impostazione generale + 2000 per ogni "evento da dettagliare".
Impostazione generale del blocco
Poiché la vicenda clinica di Aldo è abbastanza singolare, e non è tecnicamente riconducibile ad una paranoia strettamente intesa – l’evoluzione verso la catatonia e l’autolesionismo indicano piuttosto una componente schizofrenica dall´outing molto tardo, scatenato dal trauma della guerra – sarebbe bene sottolineare l’avvicendarsi di cause individuali e cause ambientali rispetto alla sua condizione degenerativa.
Con la sua malattia, Aldo esemplifica non tanto un tipo di pusillanime destinato a finir male, ma lo scacco di una generazione malata, incapace di interpretare il proprio tempo e di entrare in contatto con la realtà. Aldo, da parte sua, trasfigura i fatti a proprio vantaggio, alibi e copertura. Si convince che è lì al cascinale non per fuga volontaria e vigliacca ma perché gli eventi lo hanno inevitabilmente costretto ad allontanarsi da Milano.
Si metterà quindi al centro del blocco la degenerazione, l’aggravamento di Aldo, come momento paradigmatico del terzo percorso narrativo del romanzo: la vicenda statica.
In questo blocco la degenerazione diventa palese attraverso due eventi: l’incapacità di scrivere alla moglie e la decisione di non uscire più di casa. Proprio perché si tratta di una vicenda tutta “mentale” e al fine di rintracciare elementi utili alla narrazione è opportuna una breve premessa: la patologia del personaggio si configura come la manifestazione di un malessere psichico generato da un insieme di cause, di origine sia pregressa che contestuale tra le quali è necessario evidenziare:
- L’infanzia complessa e introversa durante la quale emergono già alcune concause della successiva degenerazione: la paura delle bestie (non degli insetti, che invece studia, potendoli analizzare minuziosamente e controllare intrappolandoli dentro barattoli di vetro, talvolta, inducendoli anche al conflitto introducendo specie diverse) l’ossessione per l’ordine e l’igiene che raggiungerà poi livelli parossistici (vedi l’episodio delle matite e degli oggetti di cancelleria nell’ufficio della Caproni), la predilezione per gli spazi angusti e isolati, dove si rifugia per sfuggire alle sue paure.
- L’adolescenza ancora solitaria e riservata in cui intraprende sì l’attività sportiva promossa dal regime, ma solo in giochi singoli e mai collettivi. Grazie ai risultati positivi, il suo ego ne trae giovamento ma è solo un’illusione.
- Il difficile approccio con il sesso: traumatico (la visione della madre nuda che poi lo picchierà); freddo e umiliante (la sua prima volta in un bordello con una prostituta che lo deride per il suo coito precoce e maldestro); segnato da insuccessi (durante il periodo universitario le sue attenzioni su diverse ragazze non vengono mai ricambiate).
- Il rifugio nel regime, dopo l’iscrizione al partito, che gli procura una parvenza di serenità e conforto per il senso di appartenenza ad una struttura forte e organizzata intorno a regole certe ma che poi si rivelerà come qualcosa di instabile, temibile ed infine ostile.
- L’illusione del successo professionale (grazie ai suoi studi in campo aeronautico che sembrano apprezzati già durante la discussione della tesi universitaria) che in realtà non arriverà mai, facendogli scoprire l’altro lato della dottrina fascista, fatta solo di propaganda e, ottusamente, per niente interessata alla concretezza degli studi scientifici e alle loro possibilità di applicazione.
- Il precipitare degli eventi bellici (i bombardamenti su Genova e Milano, la scomparsa del collega) con la paura di restare intrappolato in qualcosa di ineluttabile e incontrollabile che pensa lo condurrà ad una morte certa.
In questo “quadro clinico” e in questa fase, le figure di Adele e della madre di Aldo rappresentano l’unico residuo collegamento con il mondo reale; una realtà rievocata (mediante il ricordo struggente e i sensi di colpa) nel caso di Adele; concreta, fortemente conflittuale ma indispensabile nel caso di Elsa (da sottolineare l’aspetto della totale “dipendenza” di Aldo dalla madre).
Nell’economia del romanzo, il blocco, trattando i temi del conflitto interiore , del ricordo e della graduale degenerazione delle paure di Aldo in fobie incontrollate [che lo condurranno dapprima all’estraniazione dal mondo reale (C3) e infine alla follia (C4)] rappresenta una sorta di cronaca dettagliata sugli effetti “diversi” e collaterali che la guerra può generare in individui particolarmente sensibili o già psicologicamente instabili.
In fondo, è quello che il romanzo si propone: mostrare tre diverse evoluzioni esistenziali (ABC) durante la guerra, attraverso la narrazione di altrettante vicende.
Il blocco comincerà "inquadrando" la madre piuttosto che di Aldo, per instaurare nel lettore il dubbio a proposito della sua debolezza mentale senza ancora lasciare spazio alle sue introspezioni progressivamente sempre più deliranti – queste inserite invece nella parte del capitolo che va dai tentativi di scrivere ad Adele in poi. Si alterneranno paragrafi che raccontano piccole scene del passato intervallati alla successione di eventi reali: ne uscirebbe una parte un po' confusa e frammentaria che rispecchierebbe la giornata "mentale" di Aldo.
Elemento importante all´interno blocco è poi il tentativo di scrivere ad Adele. Non solo simboleggia la tensione in Aldo fra i suoi affetti e le sue fobie, ma mostra come egli stesso non riesca a giustificare queste ultime. Per questo fallisce nel suo tentativo di scrivere ad Adele: riconoscendola come persona razionale, che non lo asseconderà per pena o disperazione come invece fa la madre, Aldo si rende conto che probabilmente Adele non accetterebbe le sue motivazioni.
Eventi da dettagliare
1) Declino mentale
Evidentemente, la degenerazione di Aldo in questo blocco è da considerarsi in fase di peggioramento ma ancora in uno stato intermedio al quale seguirà il progressivo declino finale (in C3 e C4).
Torneranno, acuendosi, talune “devianze comportamentali” del passato (remoto e recente) di Aldo; per esempio:
- l’ossessione per l’ordine: Aldo si crea una sorta di assurdo calendario mentale delle scadenze e degli impegni giornalieri e riordina, inutilmente, tutti gli oggetti della cameretta e del solaio che puntualmente disordina prima della sera, sempre in cerca di qualcosa, un oggetto che ritiene utile o un semplice ricordo d’infanzia;
- l’ossessione per la pulizia e l’igiene: si lava frequentemente le mani e il volto in una bacinella controllando minuziosamente il suo aspetto attraverso un frammento di specchio in cui scruta a lungo se stesso sperimentando i primi episodi di dissociazione; sente di continuo cattivi odori provenire dalle cose che lo circondano, gli oggetti con i quali entra a contatto e dal suo stesso corpo, che annusa in modo sempre più ossessivo lamentandosi poi con la madre alla quale rimprovera, urlandogli, di non aver lavato bene i suoi indumenti.
- Indirettamente, anche la madre contribuisce all’inasprimento della condizione psicologica di Aldo. Elsa parla di continuo e ad alta voce, quasi sempre da sola e raramente per dialogare col figlio; è un continuo, assordante, succedersi di parole che innervosisce Aldo che invece ha bisogno di silenzio, per raggiungere la concentrazione per fare "qualcosa".
Aldo cammina, parla ad alta voce (anche se tenta di trattenersi, ha ancora cognizione che la madre potrebbe sentirlo), gesticola, ha delle espressioni mobili, sente i muscoli del viso tesi per lo sforzo di spiegarsi. Parla di ricordi espressi in forma di frammenti, in realtà non dice niente di importante. Ci deve essere il narratore che aiuta il lettore a capire cos’è che vorrebbe dire e non riesce a dire, perché mentre ad esempio Matteo acquista progressivamente lucidità, Aldo la perde.
2) Lettera a Adele
La scena della lettera, col passaggio dai tentativi di scrivere alla moglie ai primi disegni di velivoli, fa assumere al blocco il significato di una sorta di "epifania" per Aldo: inizia a formarsi la nevrosi secondo cui il suo compito è riprendere il lavoro e che anche Adele passa in secondo piano rispetto a questo. Dopo essersi tormentato a lungo per i sensi di colpa, si convince ora di avere una possibilità di rendenzione tramite i progetti che intende realizzare, e quello di cui il lettore si rende conto, ovvero che in realtà le idee di Aldo sono frutto della malattia.
Viene trattato il tema del conflitto interiore di Aldo, della sua difficoltà nel superare i sensi di colpa e i rimorsi nei confronti di Adele ma, soprattutto, dell’incapacità di trovare le parole per una spiegazione plausibile alla sua stessa vicenda.
Aldo decide di scrivere alla moglie: l’idea l’aveva già sfiorato nei giorni passati ma non l’aveva messa in pratica. È una cosa che avrebbe voluto sbrigare in poco tempo appena arrivato, ma durerà giorni. Tenterà di scrivere la lettera nella sua stanza, sulla scrivania infantile, piccola ed anacronistica. È abituato a disegnare, o a scrivere per lavoro, per cui sentire la penna in mano in qualche modo lo rassicura.
Nel suo dialogo immaginario con Adele ricorda momenti passati, in particolare le passeggiate e il caffè dove andavano d’abitudine a prendere la granita o il latte di mandorla, e dove il proprietario li accoglieva sempre con delle battute fra il benevolo e il canzonatorio, li chiamava “i piccioncini”, dava del voi ad Aldo, e si complimentava con lui per aver conquistato una ragazza così bella ed elegante. Ricorda/racconta frammenti inessenziali, aneddoti insignificanti, e ci si rende conto che per lui Adele è stata importante in quanto presenza fisica, perché era del suo tocco e del suo abbraccio che aveva bisogno, del passaggio di una corrente calore. Non riesce ad esprimerlo, nella sua ottica accudire una donna è un dovere, e non sa mettere a fuoco perché lei gli manchi, e perché non ha potuto fare a meno di scappare. Piange. Nonostante i suoi flussi di pensiero siano sincopati, la narrazione sarà ben strutturata, ben punteggiata (a differenza di quanto accade per la vicenda di Matteo sul Gabbiano, raccontata da una prospettiva più individuale); ad essere agitati saranno i gesti di Aldo, tic e ossessioni come allineare e lisciare più volte il foglio, mordersi le unghie, picchiare la penna sul piano, cancellare continuamente e continuamente cominciare nuove stesure (Aldo non lascerà raccogliere alla madre i fogli di "brutta", che conserva ripiegando con cura, e che finirà poi per riempire di progetti di velivoli).
Comincerà a scrivere molte lettere, alcune col classico “Cara Adele,” o “Amore mio,” altre che iniziano subito con una giustificazione del suo abbandono. Non riesce a finirne neanche una.
In un tentativo inizia trascrivendo accuratamente la data (non il luogo) con una lentezza che lascia intendere l’incapacità di andare oltre. Mette da parte il foglio.
In un altro, decide di scrivere delle tracce, delle bozze utili, pensa, per poter successivamente scegliere il tono e gli argomenti giusti (è forse l’ultima vera azione ragionata del personaggio) ma, insoddisfatto e innervosito dall’esito, strappa i fogli.
Una volta ancora, dopo un timido inizio (“Cara Adele”) segue una lunga pausa durante la quale, però, la penna non smette di tracciare segni sul foglio; le parole si rimpiccioliscono e perdono di significato, nascono dapprima punti, seguiti da linee e infine da disegni di senso sempre più compiuto finché l’attenzione di Aldo non si focalizza su quanto la sua mano, in maniera più o meno automatica, sta facendo; come se si trattasse di una parte estranea al suo corpo. L’immagine della fusoliera di un aeroplano è davanti ai suoi occhi ma, qualcosa non va; la differenza tra la corsa del muso e l’altezza del vano cabina non corrispondono. Bastano pochi calcoli e…
3) Corteggiamento e vita matrimoniale (nei pensieri di Aldo)
La lettera lo porta inevitabilmente a ripensare a quando conobbe Adele a Catania e alla vita che conducevano insieme.
Corteggiare Adele fu facile. Lei sembrava lì ad aspettare il suo principe azzurro e lui era presente. Era bella, sorridente e felice di vedere il suo Aldo. I ricordi del corteggiamento saranno quindi brevi: Adele voleva andarsene, Aldo cercava qualcuno ma sapeva di non legare facilmente con le donne, quindi trovare un angelo con cui tutto funzionava al meglio era un sogno. Tra i vari ricordi, si metteranno in evidenza e si svilupperanno:
- L’incontro con Adele durante la cena di fine anno a Catania.
- Le passeggiate da fidanzati lungo via Etnea, la strada più trafficata e ricca di negozi.
- Il primo bacio.
- L’immagine della moglie nei primi giorni di matrimonio, che lavora al ricamo seduta nel salotto della casa di Milano ascoltando la radio.
Aldo sente una mancanza fisica di Adele, non sessualmente parlando (pur non avendo problemi su quel fronte, fanno semplicemente "quel che devono"), ma proprio dal punto di vista della comunicazione spicciola, dei gesti, di una carezza, di una mano sul braccio; sente la mancanza del contatto visivo, è qualcosa di molto nascosto e istintivo, e non riesce a darsene pace, e ad aver chiara questa cosa. Ripensa a quando lei, prima di spegnere la luce sul comodino, usava dargli un bacio sulla guancia e dire “Buonanotte caro”.
In realtà, Aldo si sta tormentando più sulla vita matrimoniale che ha lasciato a Milano piuttosto che per la specifica mancanza di Adele. Comunque sempre visioni ambientate in interni, sia per rappresentare Adele come simbolo stesso della vita matrimoniale, che per sottolineare il seme della claustrofobia di Aldo che si scatena in seguito.
4) Fobie e aeroplani
Le fobie di Aldo hanno un andamento crescente; mostrano l’innaturale decorso e avvicendamento di una serie di risposte psicologiche e psicosomatiche a eventi allo stesso tempo diacronici (risalenti al suo remoto passato) e sincronici (legati al suo vissuto recente o al presente). Anche in questo caso si procederà con gradualità nell’intensità delle manifestazioni (per poi incrementarle in C3 e C4). Per esempio:
- la paura di essere scoperto: quando in una rara visita giunge Gino Palmieri, ex fattore della cascina, Aldo non lo riconosce e fugge nascondendosi nel solaio. Qui si interroga sulla sua reazione, senza comunque alcun esito positivo;
- la paura dei suoni nel buio: i suoni della notte, il sibilo del vento attraverso le fessure dei pannelli di legno del suo improvvisato nascondiglio, l’abbaiare lontano di un cane che egli invece percepisce come una minaccia vicina, gli stessi passi della madre al piano inferiore che egli interpreta come il segnale di una pericolosa presenza estranea;
- la paura dei sogni e dunque del sonno che li rende manifesti: nelle rare volte che si addormenta profondamente ha degli incubi (se ne svilupperanno un paio nel capitolo relativo).
L'aver tracciato disegni di aeroplani sulla lettera, in uno stato di alterazione, quasi di trance, potrebbe convincere Aldo che si tratti di un segno. Si butta sulla progettazione come se fosse un modo per riscattarsi, convinto di fare ora qualcosa di importante, qualcosa che potrebbe addirittura risolvere la guerra; il suo "lavoro" aumenterà pian piano in un'alternanza di momenti di esaltazione, orgoglio, frenesia, interrotti dagli attacchi di paura..
Riempie di schizzi, formule e disegni i fogli su cui aveva provato a scrivere la lettera per la moglie, poi comincia a riempire le pareti, scrive persino per terra, immagina i suoi velivoli proiettandoli nel solaio, come se lui ci fosse dentro; il passaggio del “Pippo” prima lo spaventa, poi lo affascina e quando lo sente si mette in posizione, come se fosse lui a guidarlo dal suo nascondiglio.
Sogna di riuscire a progettare un velivolo che lo porti lontano, con cui potrebbe andare a casa a prendere Adele – e lei resterebbe senza parole alla vista di quello che è stato in grado di realizzare suo marito, resterebbero tutti senza parole -; il volo diventa la sua via di fuga immaginaria dal nascondiglio e dalla guerra: sarà il più veloce, potrà volare basso per non essere intercettato, o volare altissimo per non essere inseguito dal nemico.
Per quanto riguarda la progettazione dei modelli di aeroplano, si evocherà una scena alla ‘scienziato pazzo’, con migliaia di disegni e il contrasto fra l’alto livello tecnologico dei suoi progetti e la semplicità dei materiali dei poveri modellini – cibo, pezzetti di legno, soldatini giocattolo.
Elsa intanto è divisa: vuole essere contenta del fatto che Aldo sembri di nuovo interessato al lavoro e si impegni in qualcosa di "costruttivo", ma si rende conto che anche questa è un'ossessione, e di fronte alla crisi e ai ragionamenti illogici del figlio inizia a temere di non saper più gestire la situazione. Si sente sempre più stanca e gravata dal peso delle preoccupazioni.
5) Collegamento simbolico con A3 o A4
Ovvio il collegamento tra lo stato di incoscienza e delirio causato dalla nefrite e dalla febbre alle prime turbe allucinatorie di Aldo. Matteo è costretto a letto e soffre nell’inattività; Aldo al contrario trova una sorta di conforto solo nell’isolamento e nella reclusione dei 10mq del solaio. Si sottolineerà come Matteo continuerebbe la sua attività nonostante la febbre e si arrende all’idea di essere allettato solo quando si rende conto della gravità della malattia, mentre Aldo pare mettere in pausa la sua vita finché non si ammala effettivamente.
Collegamenti possibili saranno una scena in cui entrambi si bloccano a fissare un punto (un incrocio prima della separazione: uno si riprende dalla malattia e l'altro cade nel baratro), o una in cui si incroceranno Matteo che rilegge quel che gli rimane della lettera di Adele e Aldo tenta inutilmente di scriverle.
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