- Il percorso è a piedi.
- Il percorso si svolge tra il 9 mattina e la notte tra il 13 e il 14 ottobre 1943.
- Descrivere i luoghi attraversati con un punto di vista neutrale (non del personaggio che l’attraversa).
Mappa del percorso:
http://tinyurl.com/csfsk8
Il tracciato è puramente indicativo. È possibile modificarlo a piacere tenendo sempre ben conto del soggetto.
Descrizione generale
Matteo Curti è a Napoli. Nella città sono evidenti i segni dei bombardamenti sulle case, ma per il resto è un via vai continuo, con il traffico caotico di mezzi e di persone. L’idea di Matteo è quella di lasciare Napoli per raggiungere la sorella, inizialmente puntando verso Caserta. Matteo frequenta il mercato nero ed entra in contatto con vari trafficanti. Un contrabbandiere (pD), assieme alla sua guida (pE), lo condurranno fino a Roma, indicandogli la strada. Il gruppetto costeggerà a debita distanza le strade principali, per evitare di perdersi, cercando contemporaneamente viveri e acqua lungo il percorso. Utilizzeranno però anche le strade secondarie dei vari paesi che attraversano e, per un primo tratto, camminano seguendo la via ferroviaria della Alifana.
Usciti da Napoli nella notte iniziano a seguire a piedi la cosiddetta «tratta bassa» della linea Alifana. Di giorno si rifugiano in vecchi vagoni dismessi, dove scoprono con sorpresa una comunità di persone – uomini anziani, rifugiati, feriti, donne e bambini che vivono di stenti. Nelle ore notturne riprendono il cammino arrivando a diversi chilometri da Marcianise. Da qui continuano senza più deviare a ovest, passando in mezzo a boschi e campi, distaccandosi dalla ferrovia e iniziando a marciare anche di giorno. Via via che si avvicina a Caserta, la campagna che si apre a perdita d’occhio sembra un’oasi rispetto al ricordo di Napoli; si lavorano i campi e in alcuni casi c’è ancora la vendemmia. I grandi alberi che incontrano sembrano non aver risentito né la guerra, né l’arsura dell’estate appena passata.
Da Caserta i due proseguono quasi in linea retta verso Caiazzo, toccando Limatola. Si trovano a dover attraversare il Volturno praticamente in contemporanea con i primi attraversamenti americani; la cosa estremamente pericolosa, essendo il fiume sotto tiro di mitragliatrici e artiglierie tedesche. Varie zone sono inoltre minate. Nonostante la tremenda paura effettuano la traversata col fiato sospeso: la fortuna li aiuta e non incontrano difficoltà. Questa parte del viaggio è in una zona a bassa densità d’abitazione e trovare viveri non è facile. L’ultimo tratto di strada fino alla località di Santi Giovanni e Paolo (poco prima di Caiazzo) mette a dura prova la resistenza di Matteo. I tre compagni di strada preferiscono non avvicinare nessuno perché ogni casa abitata potrebbe riservare un pericolo. Dormono all'aperto (molto poco) e si ritrovano a rubare frutta dai campi ed a mangiare quello che capita per proseguire il loro viaggio. Infine giungono a Caiazzo, intravedendo il paese e le sue prime cascine.
Punti di interesse
I vagoni dismessi, da descrivere come vere case di rifugiati; le case cantoniere lungo la via e la ferrovia, diventate delle vere postazioni di controllo per coloro che come Pa si spostano di nascosto.
Comparse
I viaggiatori incontrano un mercante nella zona sud di Caserta, a Lagno Vecchio. È con lui che attraversano la città e si fermano in una locanda (via Cappuccini) dove sentono un po' di notizie sul corso guerra e sull'arrivo imminente degli americani.
Note
Il tragitto tra Napoli e Caserta mette Matteo drasticamente di fronte alla vita che la gente comune conduce in tempo di guerra. Tutti quelli che non combattono cercano di far finta che la vita continui normalmente, ma la paura delle bombe, dei tedeschi e degli americani creano un clima di diffidenza diffuso
Per informazioni dettagliate circa la parte di viaggio lungo i binari della ferrovia: http://www.lestradeferrate.it/mono1.htm
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| L5_percorso_Napoli_Caiazzo_DEFINITIVA.rtf | 4.54 KB |

