Versione del 22 settembre 2009
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Premessa
Scriveremo un romanzo storico. Le vicende di personaggi fittizi ma verosimili si dipaneranno sopra uno sfondo di eventi storici. Rispetteremo la verità storica quasi sempre nei fatti, e sempre nello spirito. A questo scopo abbiamo posto grande cura nella compilazione della cronologia e della topografia della vicenda. Inoltre, poiché per raccontare una vicenda caotica, molteplice e governata da forze che trascendono gli individui come quelle in atto durante Seconda Guerra Mondiale, è necessario uno sguardo ampio e, idealmente, onnicomprensivo, scriveremo un romanzo con tre protagonisti e molti comprimari, la cui azione si svolge in svariate parti d'Italia.
Racconteremo tre vicende correlate ma separate tra loro, che si ricongiungeranno solo al termine della narrazione:
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una vicenda dinamica, con un personaggio che attraversa l'Italia e vive esperienze di ogni genere, in cui il viaggio corrisponde all'evoluzione interiore del personaggio,
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una vicenda limitata a uno spazio urbano (Milano), dove le condizioni di emergenza portano un personaggio a mettere in luce il proprio carattere, e a dare spazio alle proprie pulsioni profonde,
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una vicenda statica, puramente mentale, in cui un personaggio recluso vivrà lo scorrere del tempo come una terrificante condanna.
Nel corso della storia, che comincia l'8 settembre 1943 per chiudersi il 6 maggio 1945, l'indole del primo protagonista si evolve, quella della seconda si manifesta, quella del terzo degenera. Coerentemente con le potenzialità del metodo SIC, sarà un romanzo incentrato su personaggi e luoghi, ovvero sugli uomini e lo spazio in cui si muovono, in questo caso un'Italia lacerata dal conflitto mondiale.
Sinossi
Il romanzo racconta le vicende di tre personaggi (Matteo Curti, Adele Curti, Aldo Giavazzi) nel corso dell'occupazione tedesca del territorio italiano, fra l'8 settembre 1943 e il 6 maggio 1945.
Matteo è un giovane sottufficiale di marina. Sua sorella, Adele, è sposata con Aldo, ingegnere civile a Milano. Matteo è di stanza nel porto di Gaeta, su una Corvetta della Regia Marina. Assieme alla notizia dell'armistizio, ha ricevuto una lettera dalla sorella: è disperata, il marito è scomparso da luglio, spaventosi bombardamenti hanno distrutto Milano in agosto, è sola e sta per finire i soldi.
La notte fra l'8 e il 9 settembre una squadra di soldati tedeschi sale a bordo della nave per impadronirsene. Una colluttazione con un tedesco e una brusca manovra di disimpegno provocano la caduta a mare di Matteo, che guadagna la riva e sfugge alla cattura.
Dopo aver cambiato l'uniforme con abiti civili, Matteo si incammina per Napoli. Da lì risalirà l'Italia in guerra, seguendo e talora anticipando la lenta avanzata degli Alleati, passando le linee del fronte più volte, attraverso Campania, Lazio, Toscana, Piemonte e infine Lombardia, e partecipando ad alcuni eventi della Resistenza (la lotta dei partigiani anarchici in Lunigiana, la Repubblica Partigiana dell'Alto Monferrato), fino al ricongiungimento con la sorella, che nel frattempo è diventata a sua volta partigiana nei Gruppi di Azione Patriottica, nei quali ha preso parte ad attentati ed esecuzioni di tedeschi e repubblichini.
Aldo trascorre invece tutta la guerra nascosto nel solaio del cascinale di famiglia. Preso dal timore di essere chiamato alle armi, si rifugia fin dall'agosto del '43 nel lodigiano all'insaputa della moglie, dove sopravvive con l'aiuto della madre, anziana vedova di un piccolo possidente. La solitudine e la paura lo rendono progressivamente folle. Quando la madre muore per un attacco di cuore, rischia a sua volta la morte per inedia, e la follia diviene permanente. Quando verrà ritrovato dagli alleati, le sue condizioni saranno tali da farlo scambiare per il reduce di un campo di concentramento.
Vicenda di Matteo:
Antefatto
Nato nel 1919 ad Alessandria, Matteo è il figlio di un liberale giolittiano piemontese, preside iscrittosi al fascio per evitare magagne. La madre è morta quando Matteo era piccolo. A tredici anni, a causa di un trasferimento del padre, si trasferisce con lui e la sorella a Catania. Fratello e sorella trascorrono gli anni dell'adolescenza in Sicilia come estranei, senza mai integrarsi con i locali. Matteo cresce nel mito del Regio Esercito e in particolare della Marina, ed eredita dal padre una vaga diffidenza nei confronti del regime.
Dopo il liceo, realizza il suo sogno: entra all'Accademia Navale di Livorno, dove diventa guardiamarina. Nel corso degli studi viene clandestinamente iniziato alla massoneria, della quale però non saprà mai molto, se non i generici ideali di fratellanza, universalità e "perfezionamento dell'uomo" (né parteciperà ai "lavori", che sono sospesi per la persecuzione del fascismo).
Dopo la fine dei corsi è impegnato per due anni in azioni militari nel Mediterraneo. Nel corso di questo periodo il padre si ammala e muore, mentre la sorella si sposa. In entrambi i casi Matteo non può essere sul posto a causa del servizio militare.
La mattina dell'8 settembre riceve una lettera dalla sorella, che gli comunica la sparizione del marito e la propria situazione di pericolo.
Vicenda
[Blocco A1] Matteo è sulla corvetta Gabbiano la sera dell'8 di settembre, quando giunge la notizia dell'armistizio. Nella notte sta rileggendo la lettera della sorella, quando i tedeschi tentano di impossessarsi della nave. Durante i concitati scontri, a causa della colluttazione che ha con un soldato tedesco, e per una manovra di disimpegno improvvisa della nave, finisce fuori bordo e ripara sulle coste campane.
[A2] Arriva a Napoli e si mette a pigione, grazie alla piccola somma di denaro che ha con sé, in attesa di capire come muoversi; scrive una lettera di risposta alla sorella che tuttavia non arriverà mai a destinazione. Esclusa l'ipotesi di rientrare alla casa di Catania, ormai vuota, decide di risalire l'Italia per ricongiungersi con la sorella.
Alla ricerca di un modo sicuro per salire verso nord, oltre la linea Gustav, frequenta il mercato nero cercando, tra le altre cose, di procurarsi un nuovo passaporto, ed entra in contatto con vari trafficanti. Un contrabbandiere, che traffica anche in documenti, gliene procura uno, e gli rivela che non solo sa da dove è più sicuro passare, ma ha in effetti in programma un viaggio clandestino verso Roma. Su insistenza di Matteo il contrabbandiere accetta di portarlo con sé "sempre che sappia usare un'arma". Insieme al contrabbandiere, che scoprirà avere una cinquantina di passaporti falsi da vendere agli ebrei della capitale, e a una guida montana, Matteo risale verso gli Appennini, passa da Caiazzo vedendo i risultati dell'orribile massacro nazista,
[A3] raggiunge un'Isernia da poco bombardata dagli alleati e oltrepassa faticosamente la linea Gustav attraverso le montagne abruzzesi, fino a giungere febbricitante in una Roma miserevole e desolata. L'affare dei passaporti, inoltre, naufraga: poche settimane prima, il 16 ottobre, gli ebrei romani sono stati rastrellati in massa e all'appuntamento si presenta solo un sopravvissuto.
La malattia di Matteo, che si rivelerà una grave nefrite, precipita, costringendolo a letto. Grazie all'ecclesiastico che faceva da tramite tra il contrabbandiere e gli ebrei, viene ospitato da un'anziana signora romana. Resterà a letto quasi sei mesi.
[A4] Durante le prime uscite che effettua nella convalescenza, cerca, riuscendoci, di incontrarsi con esponenti della massoneria in via di ricostituzione, ma rimane profondamente deluso dall'inazione e dall'egoismo dei confratelli. Nello stesso periodo viene a contatto con alcuni membri del Partito d'Azione, stringendo in particolare amicizia con uno di essi. Dal dibattito con costoro, e grazie alle letture suggerite dall'amico, Matteo, affascinato dalle idee azioniste, sebbene non convinto appieno, comincerà a gettare le basi della propria idea di "società dei giusti". Combattuto tra il desiderio di prendere parte alla lotta contro il regime e i tedeschi, e quello di riunirsi alla sorella, Matteo ha una certezza: lasciare Roma. L'amico azionista gli fornirà delle dritte per spostarsi a nord, dove agiscono molte brigate partigiane, tra cui quelle azioniste, ma segretamente Matteo desidera vedere con i suoi occhi il modo di agire dei comunisti.
Rimessosi pienamente nell'agosto '44, Matteo da Roma risalirà quindi in Toscana con un camion di bestiame. Primo obiettivo è Livorno, dove ha frequentato l'Accademia Navale e spera di rincontrare qualche amico, ma trova solo una città annientata dalle bombe. Da lì risale verso la zona di Carrara-Sarzana, dove entra in contatto con i partigiani che operano sulle montagne. Per un caso, i primi che incontra sono gli anarchici della brigata Elio Volkiecevic.
[A5] Matteo entrerà nelle simpatie di uno degli esponenti principali, uno spericolato ex-combattente della guerra in Spagna, e si unirà al gruppo. Con le azioni apuane Matteo svilupperà una solida coscienza antifascista ma anche, confrontandosi con gli anarchici, dubbi sull'operato e le idee dei comunisti. Prenderà parte a varie azioni temerarie, tra le quali il sabotaggio delle linee ferroviarie e l'assalto a una colonna tedesca, ma ai primi di novembre 1944, un mese dopo il primo grande rastrellamento, il sottogruppo composto da Matteo, il combattente e altri partigiani anarchici si troverà isolato dalla Volkiecevic e sotto attacco da parte di un manipolo tedesco (forse in risposta al loro precedente assalto alla colonna). Matteo vedrà cadere due dei suoi compagni e perderà di vista gli altri. Pensando che sia già in corso una seconda ondata di rastrellamenti e che anche il resto della "Elio" sia stata sgominata, si dà alla fuga,
[A6] e riuscirà a salvarsi solo con una traversata disperata degli Appennini. Giunto in Piemonte, sceglierà di passare per Alessandria, alla vecchia casa di suo padre (è passato molto tempo e valuta che Adele possa non essere rimasta a Milano), dove però trova una casa sbarrata, dal giardino incolto.
Allontanatosi dalla città, incapperà nel fervore organizzativo della Repubblica Partigiana dell'Alto Monferrato, costituitasi da poco meno di un mese: si aggrega a loro a Nizza Monferrato. Tra i partigiani che governano la Repubblica, lega particolarmente con un membro più anziano e con un agente speciale inglese di supporto logistico. Durante una banale azione di raccolta cibo, conosce un’altra ragazza, molto giovane, a cui estorce un bacio, e che si innamorerà di lui, seguendolo fino in città. In seguito Matteo, dopo una missione di recupero lanci effettuata insieme al militare inglese, parlando con la partigiana (che altri non è che la staffetta gappista che opera con Adela, riparata in Monferrato dopo la dura repressione subita dai GAP milanesi: vedi Vicenda di Adele) sviluppa la convinzione che la sorella possa essere viva e ancora a Milano: la partigiana, al suo stupore per una donna così versata al combattimento, cita una sua compagna milanese “ben più terribile di me”. “Ti somiglia anche,” aggiunge la partigiana, ma il discorso finisce in una risata. Più tardi Matteo vagheggerà che lei stesse parlando di sua sorella e, anche se la parte più razionale della sua mente rifiuta un'idea così inverosimile, diventerà pian piano quasi una convinzione.
[A7] Il 2 dicembre la repubblica partigiana viene attaccata e dispersa. Nel parapiglia Matteo perde di vista l'innamorata e, insieme al partigiano anziano, alla staffetta e all'inglese sverna in un cascinale abbandonato. Matteo vorrebbe partire per Milano ma l’inverno rende impossibili gli spostamenti sicuri. In questo periodo avrà discussioni con i compagni in cui emerge come egli, visionario, già intuisce un mondo in due blocchi e l'impossibilità non solo di un'utopia rossa, ma anche di una "terza via". La permanenza nel casolare sarà un momento di "tempo sospeso", quasi irreale, che verrà interrotto quasi alla fine dell'inverno da un tragedia: durante un'uscita per raccogliere della legna, l'inglese salterà su una mina e rimarrà ucciso.
[A8] Allo sciogliersi delle nevi Matteo parte, in abiti contadini, per Milano: unico obiettivo ricongiungersi con la sorella. All'altezza di Novara viene però intercettato da un repubblichini che lo fermano e lo pestano a sangue ma, essendo di fretta e non avendo la certezza che sia un partigiano o un disertore, lo caricano sul furgone per portarlo a Milano onde interrogarlo. Matteo viene sbattuto in una cella sotterranea, interrogato dal violento capo del manipolo (risponderà di essere un contadino in cerca della sua famiglia) e poi ignorato, ma non scarcerato: sarà semplicemente trasferito a San Vittore e lì "dimenticato".
Il 25 aprile, liberato dagli insorti,
[A9] per pochissimo non si incontra con la sorella, che cercherà invano per la città fino al sei maggio, quando sarà lei a veder sfilare il fratello, che si era lasciato convincere da un vecchio compagno di Resistenza a partecipare, per quanto inizialmente lui non volesse. Qualche settimana dopo, Matteo si rimette in viaggio. Alla sorella che chiede spiegazioni dirà che non saprebbe cosa fare nel mondo che si profila all'orizzonte e che intende lavorare in modo sotterraneo allo sviluppo di una linea d'azione che possa portare, nel lontano futuro - "forse tra cent'anni!" - all'affermazione di una società ideale.
Evoluzione politico-esistenziale di Matteo:
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Soldato un po' disilluso dalla debolezza dell'esercito italiano. Massone che non ha mai partecipato ai lavori.
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Ammirazione per la lotta del popolo napoletano. Sfiducia nell'esercito.
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Dilemma: tornare a casa a Catania o raggiungere la sorella a Milano? Decisione: Milano. Perché: a) voglia di avventura e necessità di comprendere, b) senso della famiglia (motivo esplicito, ma quasi di autoconvincimento), c) sfiducia nella possibilità di essere utile continuando a servire nell'esercito.
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Orrore del nazismo (tramite il contrabbandiere prende atto della deportazione degli ebrei e del possibile sterminio; presso la strage di Caiazzo, vede con i suoi occhi la ferocia nazista).
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Roma: malattia, confusione e sensi di colpa per non aver finora partecipato alla lotta contro i tedeschi. Indignazione per il comportamento dei massoni, opposto ai loro ideali. Cerca e trova gli Azionisti: letture e formazione intellettuale; sviluppa l'idea dell'azione e del riscatto morale dell'Italia, ma critica la loro distanza dalle masse e il relativo attendismo; curiosità verso il comunismo.
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Alla fine dell'apprendistato politico è ancora confuso: sa solo che deve andare a nord, dove avviene la lotta e c’è la sorella, dove può fare qualcosa di utile, non essendo e non sentendosi un intellettuale.
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Vede Livorno distrutta: il passato non esiste più.
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Anarchici: ammira la loro azione al punto da esaltarsi e aggregarsi. Cameratismo partigiano e dubbi sul comunismo.
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Repubblica del Monferrato: confronto con i comunisti e azioni con loro e con l'agente inglese. Riflessioni su utopia e realtà. Amore e Repubblica: riflessioni sulla felicità.
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Inverno in cascina: riflessioni sul mondo dopo la guerra. Impossibilità della libertà per un'Italia comunque dominata da una potenza straniera; pragmatismo politico vs libertà e giustizia.
Vicenda di Adele:
Antefatto
Nata nel 1922, Adele è una ragazza introversa, educata al rigore della morale borghese tradizionale e considerata fragile dal padre e dal fratello; è cresciuta in solitudine, soprattutto dopo il trasferimento della famiglia a Catania, avvenuto quando lei aveva nove anni. Mentre Matteo è in servizio, Adele si fidanza con un ingegnere del lodigiano, Aldo Giavazzi, figlio "acculturato" di medi proprietari terrieri che, in viaggio di lavoro in Sicilia, è colpito dalla sua bellezza, dalla ritrosia e buona educazione, e tanto da decidere di portarla con sé a Milano, dove ha un ottimo incarico in una società pubblica di interesse strategico. Per Adele, che non aveva mai legato con quella terra, ed è costretta a casa a badare il padre malato (che in effetti morirà poco prima del matrimonio), è l'occasione di una vita.
Il 23 luglio 1943 (Adele e Aldo sono sposati da quasi due mesi), il marito non torna dal lavoro. Adele lo cerca affannosamente: all'ospedale, in questura, presso la suocera che vive in campagna e tra i colleghi di lavoro. Nessuno sa niente. Da quel momento vive sola nella casa matrimoniale, dando fondo ai risparmi per procacciarsi di che vivere. A metà agosto Milano viene bombardata pesantemente; anche se il suo edificio ne esce illeso, Adele vorrebbe sfollare: chiede perciò ospitalità alla suocera, che gliela nega per volere di Aldo (che è in effetti lì, nascosto dalla madre, vedi Vicenda di Aldo). Disperata, scrive una lettera al fratello, in cui gli espone le proprie difficoltà, chiedendogli di andare da lei appena può, e gli dice che potrebbe spostarsi alla casa di loro padre, ad Alessandria. La lettera di risposta non arriverà mai a destinazione.
Seppur mestamente, Adele tira a campare. È la prima volta in vita sua che si trova al di fuori del controllo di un uomo. Impara a gestire l'economia domestica e cerca di far durare più a lungo possibile i soldi che il marito ha lasciato in casa: non sarebbero così pochi, se non fosse che i prezzi dei generi alimentari e del carbone per il riscaldamento aumentano di giorno in giorno. In quel periodo, dopo un pesante bombardamento, incappa in un bimbo, che protegge e tiene con sé una settimana, prima che la madre riesca a rintracciarlo e se lo riprenda trattando Adele a male parole.
Alle ristrettezze della vita durante la guerra si aggiungono le umiliazioni del potere statale: la polizia la interroga più volte sulla scomparsa del marito.
Vicenda
[B1] Il 9 settembre alcuni agenti dell'OVRA vengono a casa per interrogarla sulla scomparsa del marito: rispetto alla polizia si comportano in modo molto più duro, con maltrattamenti, schiaffi e molestie: a quanto pare adesso Aldo è sospettato di attività antifasciste, cosa particolarmente grave vista la sua posizione in un'impresa pubblica di importanza strategica.
[B2] Nel dicembre del '43, Adele finisce i risparmi e perciò inizia, per la prima volta in vita sua, a lavorare. Per tramite di una donna conosciuta a una coda per il pane, entra in fabbrica, alla Olap.
Il suo odio per il regime, che reputa colpevole della propria rovina, cresce, alimentato dalle terribili condizioni di vita nella Milano bombardata e dalla presa di coscienza politica dovuta agli scioperi del marzo '44.
[B3] Un giorno di fine ottobre '44 si trova per caso in mezzo a un'azione di sabotaggio di una linea tranviaria. Lei stessa si sorprende di non rimanere gelata dalla paura, e anzi fa cadere apposta la borsa della spesa, facendo inciampare un milite e permettendo a un uomo inseguito di fuggire in una traversa. Parlando dell'accaduto con una collega di lavoro con cui aveva lentamente sviluppato un rapporto di fiducia, scopre che costei è comunista convinta nonché staffetta partigiana. Senza troppi giri di parole quella la invita a mobilitarsi. Per un po' Adele opera a sua volta nei Gruppi di Difesa della Donna come staffetta, e in effetti l'attività clandestina rende un senso alla sua vita, ma non le basta. Volendo essere ancora più decisiva, ed essendo disposta a correre ancora più rischi, entra nei GAP (sarà la staffetta conosciuta in fabbrica a presentarla al gappista "Maiolica") come operativa e lascia il suo appartamento entrando in clandestinità.
[B4] Svolge varie missioni sempre come appoggio, cambiando più volte casa, fino al settembre '44, quando è lei, in mancanza di uno dei compagni, ucciso poco prima, ad occuparsi di sparare, uccidendo un ufficiale delle SS.
[B5] Alcune settimane dopo, nel dicembre 1944, i GAP milanesi subiscono una durissima repressione, alla quale sfugge fortunosamente (sta facendo da palo fuori dall'edificio della riunione e riconosce l'agente dell'OVRA che l'aveva interrogata per la sparizione di Aldo: i loro sguardi si incrociano, ma è lui a non riconoscere lei). Si trova senza alcun contatto e con una bomba incendiaria (n76, di fabbricazione inglese) in casa.
Non riesce a contattare di nuovo i GAP e la città scotta. Prende a girare con la bomba nella sporta, con l'idea di buttarla via. Un giorno però una macchina di fascisti la accosta e gli occupanti le fanno delle avance piuttosto grevi. Adele scaglia la bomba nell'abitacolo senza pensarci due volte.
[B6] Adele passa i primi mesi del '45 in totale clandestinità (si ignora se in quel periodo starà nascosta o riprenderà l'attività con i GAP ricostituiti), finché non si ricongiunge col fratello, il 6 maggio, e col marito, ormai pazzo, qualche settimana dopo.
Al fratello non dirà mai niente dei suoi mesi di clandestinità e lotta armata.
Vicenda di Aldo
Antefatto
Aldo è figlio di fittavoli di una cascina di medie dimensioni del lodigiano, abbandonata fin dal 1940 e abitata da allora in modo permanente solo dalla madre di Aldo. Fin da piccolo si distingue negli studi anche se mostra una personalità che la maestra definisce "un po' strana". Molte piccole nevrosi, paure e fissazioni caratterizzano la sua infanzia. Fa il liceo e si iscrive a ingegneria, laureandosi in cinque anni. È l'orgoglio dei genitori. Il padre muore lavorando nei campi proprio quando Aldo, iscritto al fascio, trova un ottimo lavoro in un'azienda di importanza strategica, lavoro che gli permette anche di viaggiare molto per l’Italia. Successivamente si sposa con una bella e giovane piemontese trapiantata in Sicilia (vedi vicenda di Adele).
Fin dall’inizio della guerra, Aldo è molto spaventato. Troppo, si potrebbe dire, dal momento che la sua posizione di lavoro lo solleva dall'obbligo di servizio militare anche durante il conflitto.
Ma è proprio sul luogo di lavoro che iniziano le sue inquietudini: quando la guerra inizia ad andare male, vari colleghi, tra cui alcuni esageratamente fatalisti e teatrali, prendono a dire che "tra un po' chiamano anche noi", poi, nel luglio '43, un collega in particolare scompare da un giorno all'altro, è ufficialmente "assente ingiustificato", ma gira voce che l'abbiano "spedito in Germania".
Aldo si trasferisce di punto in bianco nel casolare di famiglia, nei dintorni di Lodi, molto isolato, dove vive sua madre. Si nasconde nel solaio, protetto da una falsa parete. Non dice niente alla moglie: secondo il suo punto di vista, per proteggerla da "rappresaglie". Anche quando lei verrà a cercarlo laggiù, si nasconderà e farà dire a sua madre che non sa niente di lui.
Vicenda
[C1] La vicenda di Aldo è simile a quella di tanti uomini dopo l'armistizio, che per evitare la precettazione si nascosero dove possibile: chi in casa, chi in una cantina, chi alla macchia. Tuttavia, la prolungata esperienza di reclusione provoca in Aldo un pesante deterioramento psicologico, scandito da eventi traumatici.
Aldo trascorrerà tutto il periodo della guerra nel casolare. La madre gli procura il cibo (poco riso o pane nero, cipolle, e ogni giorno l'uovo di una gallina) e provvede alle altre sue necessità. Durante la reclusione, tormentato dalla paranoia e dai sensi di colpa, le sue condizioni psicologiche peggiorano progressivamente, sebbene nel primissimo periodo al cascinale viva un momento di relativa serenità.
Pochi giorni dopo la sparizione vengono a cercarlo i carabinieri ma non lo trovano. Arriva poi ancora l'OVRA ma invano.
[C2] Aldo limita fortemente le uscite dalla casa. È devastato dai sensi di colpa e le sue condizioni peggiorano. Prova a scrivere una lettera a Adele ma fallisce miseramente e da lì comincia la sua mania della progettazione di velivoli da guerra.
[C3] Nell'aprile 1944 la gallina inghiotte un pezzo di ferro; la madre la opera per estrarlo dal collo. Nel novembre 1944 Aldo sfugge a un rastrellamento; smette del tutto di uscire dalla casa e limita le uscite dal solaio.
[C4] A fine gennaio del 1945 la madre muore di infarto sfuggendo all'incursione di un "Pippo" (bombardiere di disturbo). Aldo smette quasi completamente di uscire dal solaio. Rimasto solo e ormai squilibrato, attirerà la gallina nel solaio per divorarla. Da lì ci saranno solo inedia e follia; tormentato da visioni di prigionia e sterminio verrà infine ritrovato dai militari alleati.
[B6] Ricoverato in un ospedale di Milano, verrà infine riconsegnato alla moglie. Nel suo stato semi-catatonico, non sarà più in grado di comunicare in modo coerente, al punto che lei non saprà mai che cosa realmente gli sia capitato.
Sequenza schematica della deriva psicologica di Aldo:
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(antefatto) Lavoro. La paranoia fa capolino, alimentata dalle voci di gente sparita o "spedita in Germania".
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Vive nel casolare, esce ma non si allontana mai troppo. Paura, incertezza e inquietudine. Sensi di colpa per l'abbandono della moglie.
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Sfugge a un rastrellamento. Non esce più dal casolare. Terrore.
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Il passaggio, notte dopo notte, del bombardiere "Pippo" lo tormenta. Insonnia, deliri paranoici.
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Muore la madre. Non esce più dal solaio. Totale stato confusionale, attacchi isterici. Sensi di colpa per la sorte della madre.
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Attira la gallina in solaio e la mangia cruda. Delirio e visioni apocalittiche.
-
Non ha più cibo. Inedia e follia.
Struttura narrativa
A B C A B A C A B A C A B A B C A B
A1 B1 C1 A2 B2 A3 C2 A4 B3 A5 C3 A6 B4 A7 B5 C4 A8 B6
Blocchi divisi per linee narrative
A = Matteo Curti
A1 - Matteo dalle premesse a Gaeta
A2 - Matteo da Gaeta a Caiazzo
A3 - Caiazzo > Roma, malattia
A4 - Convalescenza, Roma > Livorno > Carrara, incontro con gli anarchici
A5 - Vita con la brigata "Elio" Volkiecevic e inizio della fuga
A6 - Seconda parte della fuga, Monferrato e innamorata
A7 - Assalto nazifascista, rotta e casa d'inverno
A8 - Percorso Monferrato > Novarese, arresto e prigionia
B = Adele Curti
B1 - Adele sola, interrogatorio OVRA
B2 - Lavoro in fabbrica e presa di coscienza
B3 - Azione involontaria ed entrata nei GAP
B4 - Vita da GAPpista e missioni
B5 - Dalla cattura fino all'azione incendiaria
B6 - Sfilata e incontro con Matteo
C = Aldo Giavazzi
C1 - Aldo da poco giunto in cascina, ricordi d'infanzia
C2 - Aldo peggiora, ricordi di Adele
C3 - Aldo peggiora ancora, gallina operata, morte della madre, ricordi di lavoro
C4 - Follia di Aldo
Blocchi alternati
A1 - Matteo dalle premesse a Gaeta
B1 - Adele sola, interrogatorio OVRA
C1 - Aldo da poco giunto in cascina, ricordi d'infanzia
A2 - Matteo da Gaeta a Caiazzo
B2 - Lavoro in fabbrica e presa di coscienza
A3 - Caiazzo-Roma, malattia
C2 - Aldo peggiora, ricordi di Adele
A4 - Convalescenza, Roma-Livorno-Carrara, incontro con gli anarchici
B3 - Azione involontaria ed entrata nei GAP
A5 - Vita con la brigata "Elio" Volkiecevic e inizio della fuga
C3 - Aldo peggiora ancora, gallina operata, morte della madre, ricordi di lavoro
A6 - Seconda parte della fuga, Monferrato e innamorata.
B4 - Vita da GAPpista e missioni
A7 - Assalto nazifascista, rotta e casa d'inverno
B5 - Dalla cattura fino all'azione incendiaria
C4 - Follia di Aldo
A8 - Percorso Monferrato > Novarese, arresto e prigionia
B6 - Sfilata e incontro con Matteo
Personaggi
Divisi per linee narrative:
1) A (il sottufficiale) - D (il contrabbandiere) - E (la guida) - F (l'ecclesiastico) - G (la vecchina) - H (il massone) - I (il membro del partito d'Azione a Roma) - J (il vicecomandante della brigata anarchica a Sarzana) - K (gli altri partigiani anarchici) - L (membro della repubblica partigiana dell'Alto Monferrato) - M (l'innamorata piemontese) - N (l'inglese) - O (il capo del gruppo di repubblichini)
2) B (la sorella) - Q (l'agente dell'OVRA) - R (l'operaia) - S (la staffetta comunista) - T (il gappista principale) - U (i membri dei GAP milanesi) - V (la vittima dell’azione di Adele) - W (i nazifascisti sull’auto)
3) C (l'imboscato) - X (la mamma) - Y (i nazifascisti del rastrellamento)
Divisi per fasce di importanza:
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A (il sottufficiale) - B (la sorella) - C (l'imboscato)
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D (il contrabbandiere) - I (il membro del partito d'Azione a Roma) - J (il vicecomandante della brigata anarchica a Sarzana) - M (l'innamorata piemontese) - X (la mamma) - N (l'inglese) - S (la staffetta comunista) - T (il gappista principale)
-
G (la vecchina) - L (membro della repubblica partigiana dell'Alto Monferrato) - O (il capo del gruppo dei repubblichini) - Q (l'agente dell'OVRA) - Y (i nazifascisti del rastrellamento) - U (i membri dei GAP milanesi) - V (la vittima dell’azione di Adele) - W (i nazifascisti sull’auto)
-
E (la guida) - F (l'ecclesiastico) - H (il massone) - K (gli altri partigiani anarchici) - R (l'operaia)
Luoghi
Matteo
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Molo di Gaeta e Corvetta "Gabbiano"
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percorso Gaeta -> Napoli
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Napoli: Pensione
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Napoli: Mercato nero
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percorso Napoli -> Caiazzo
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Caiazzo
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percorso Isernia -> Montagne abruzzesi -> Roma
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Roma: Luogo di consegna dei passaporti
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Roma: Appartamento della malattia
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Roma: Luogo di incontro col massone
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Roma: Luogo di incontro con gli azionisti
-
Roma -> Livorno -> Carrara
-
Lunigiana: Luogo di incontro con gli anarchici
-
Lunigiana: Luoghi delle azioni partigiane
-
Lunigiana: Luogo del rastrellamento
-
percorso Lunigiana -> Monferrato
-
Casa della ragazza innamorata
-
Repubblica Partigiana dell'Alto Monferrato
-
Monferrato: Luogo del recupero lanci
-
Monferrato: Luoghi della battaglia con i nazifascisti
-
Cascinale d'inverno
-
percorso Monferrato -> Novarese
-
Milano: Prigione
-
Milano: Sfilata 1° maggio
Adele
-
Milano: Appartamento
-
Milano: Fabbrica
-
Milano: Luogo dell’azione involontaria.
-
Milano: Luogo di incontro con il primo GAP
-
Milano: Luogo di azione di staffetta
-
Milano: "case da gappista"
-
Milano: Luogo dell'azione di esecuzione
-
Milano: Luogo della cattura dei gappisti
-
Milano: Luogo dell'attentato incendiario alla macchina
Aldo
-
Ufficio
-
Cascinale

