Alimentari di Enrico

Scheda Locazione

Scheda Locazione Definitiva
Schede Individuali:
Note di Produzione: 

Rango: locazione base, teatro secondario

Livello e localizzazione: secondario, Brusegana

Scena: incontro Anna - Enrico

Svolgimento: 

Descrizione:

Aprendo la porta d'ingresso, un campanello avverte che i clienti stanno entrando in negozio. Sopra la porta, il campanello è affiancato da un piccolo crocefisso.

Come tutti i piccoli alimentari dopo la nascita dei supermercati, mescola cibi terribilmente umani a merci ampiamente disumanizzate; potremmo dire che a una prima occhiata rimane in bocca un sapore di salamino kinder. Si respira comunque ancora un'aria di famiglia - o per meglio dire di famiglia adottiva. I

l negozio è composto da due stanze. La prima è quella del bancone. Il bancone è lungo quasi quanto tutta la stanza, dal muro della porta d'ingresso alla porta che dà sull'altra stanza. Un vecchio neon spande una luce stranamente calda, giallognola, accogliente. C'è la cassa, con accanto la schiacciata, le gomme, gli ovetti di cioccolata, le patatine, la pizza, l'affettatrice. Poi il bancone si fa a vetri, e mostra salami, prosciutti, affettati vari formaggi acciughe sotto sale olive in salamoia olive sotto ranno melanzane funghetti e chi più ne ha più ne metta. Dietro il bancone ci sono i cestini del pane, i biscotti, le bottiglie di vino. Sul muro dietro il bancone sono appese alcune targhette umoristiche del tipo “Si fa credito solo ai novantenni accompagnati dai genitori” et similia. Lungo l'altro muro ci sono gli scaffali con i prodotti confezionati, tipici e non.

La seconda stanza è il magazzino, la roba che non trova ordinatamente posto sui vari scaffali della prima stanza staziona qui, dentro gli scatoloni o sulle mensole. In questa stanza, illuminata da una coppia di neon ancora più antichi di quelli sopra il bancone, c'è anche un vecchio telefono a gettone di bachelite che non viene usato da molti anni, e in effetti è rotto. Nascosta dietro una stampa che raffigura un particolare dell'affresco del Mantegna nella Camera degli Sposi del castello di San Giorgio a Mantova c'è anche la cassaforte a muro, fortemente voluta dal padre di Enrico.

 

Specificità, aneddotica e trivia rilevanti ai fini della scena:

Quando non ci sono clienti e il negozio è in ordine Enrico sta in magazzino. Quando il campanello suona Enrico appare col suo sorriso minuscolo incastonato come un gioiello in quella buccia lattea che gli ricopre il volto. Nelle ore di massima affluenza, Enrico rimane invece dietro al bancone, e sembra un principe: serve e aneddota le anziane clienti, imbonisce i giovani con cortesia da negozio, e nonostante la mole si muove disinvolto tra i cibi. In questo fortino di solitudine, al cliente pare quasi di sentirsi meno solo, a patto di comprare qualcosa. Solo le mani, quelle mani grassocce, aprono un inquietante (invitante?) squarcio oltre il pacifico teatrino, a patto di osservare come accarezzano voluttuosamente il cibo persino quando è confezionato. Nel magazzino del negozio, una notte, col bandone chiuso in modo che non si vedesse che c'era qualcuno, sdraiato sui sacchi di riso, Enrico ha perso la verginità in quell'unica relazione avuta quindici anni prima. Nel magazzino del negozio, alle volte Enrico si masturba, pensando al volto di lei e all'odore acre della sua figa.