Alimentari di Enrico

Scheda Locazione

Scheda Locazione Individuale di: xiloforo
Note di Produzione: 

Rango: locazione base, teatro secondario

Livello e localizzazione: secondario, Brusegana

Scena: incontro Anna - Enrico

Svolgimento: 

Descrizione
Aprendo la porta d’ingresso un campanello avverte che i clienti stanno entrando nel negozio di alimentari.
Il negozio è composto di due stanze.
La prima stanza è quella col bancone, contenente salami prosciutti affettati vari formaggi aggiughe sotto sale olive in salamoia olive sotto ranno melanzane funghetti e chi più ne ha più ne metta. Dietro il bancone ci sono i cestini del pane, i ripiani coi biscotti, le bottiglie di vino. Sul bancone c’è la cassa, la schiacciata, la pizza, l’affettatrice. Inoltre lungo il muro ci sono gli scaffali con tutti i prodotti tipici. In alto sopra la porta, oltre al campanello, c’è la riproduzione di un particolare dell’affresco dipinto dal Mantegna nella Camera degli Sposi del Castello di San Giorgio a Mantova, un crocefisso, e una riproduzione dell’”Estate”di Giuseppe Arcimboldo che rappresenta un volto visto di profilo composto di frutta e verdura. Sul muro dietro il bancone ci sono alcune targhette umoristiche con su scritto “Si fa credito solo ai novantenni se accompagnati dai genitori”, “La vita è come un’albero di natale, c’è sempre qualcuno che rompe le palle”, “Facciamo l’impossibile per rendervi felici, per i miracoli ci stiamo ancora lavorando”. Il bancone è al centro della stanza per tutta la sua lunghezza, dal muro dove c’è la porta d’ingresso fino al muro opposto, dove si trova la porta che da’ sulla seconda stanza.
Quando non ci sono clienti Enrico sta nell’altra stanza, quando il campanello suona Enrico appare col suo sorriso minuscolo incastonato come un gioiello in quella buccia lattea che gli ricopre il volto.
La seconda stanza è il magazzino, la roba che non trova ordinatamente posto sui vari scaffali all’interno della prima stanza, staziona dentro scatole, su mensole, attaccate a ganci sul muro.
In questa stanza c’è anche la cassaforte a muro, mimetizzata dietro un quadro di Arcimboldo, “il Fuoco”. Dentro la cassaforte, oltre all’incasso della settimana, c’è anche una pistola del padre di Enrico.

Specificità, aneddotica e trivia rilevanti ai fini della scena
Nel magazzino del negozio, una notte, col bandone chiuso in modo che non si vedesse che all’interno c’era qualcuno, sdraiato su una scatola di prosciutti, Enrico ha perso la verginità in quell’unica relazione avuta 15 anni prima.
Nel magazzino del negozio, alle volte Enrico si masturba, pensando all’odore acre di quella figa che lo avvolgeva come una guaina fodera una spada, pensando al volto di lei misto di piacere e dolore.
Quando il padre di Enrico decise di mettere la pistola in cassaforte disse alla moglie “meglio avere una pistola e non usarla che non averla quando ne hai bisogno”.