Paolo

Scheda Personaggio

Scheda Personaggio Definitiva
Schede Individuali:
Note di Produzione: 

Rango: PROTAGONISTA

 

Svolgimento: 

Descrizione Fisica:

Paolo è un ragazzo di ventisette anni dall'aria matura; è magro (pesa 68 kg ed è alto un metro e ottanta), ha i capelli neri e gli occhi marroni. Anna dice di Paolo che assomiglia a un quadro di Schiele. Un parere lusinghiero, ma con un che di vero, vista la magrezza e il volto spigoloso. Paolo non segue mode particolari, si veste come capita, solitamente jeans, un golf, a volte una camicia. Non è importante il suo abbigliamento, è molto banale, un abbigliamento che lo rende anonimo.

 

Biografia:

Paolo nasce in un piccolo paese in provincia di Varese nel 1969. Cresce in una casa che si potrebbe dire normale, non fosse per la presenza di uno zio che fa avanti e indietro da un istituto di igiene mentale. Il passato di Paolo è fatto di pochi stralci, una serie di immagini che si muovono un poco, come quel vecchio quadro tridimensionale che sua nonna teneva appeso sopra la macchina per cucire. In una di queste immagini Paolo ha dodici anni, osserva il quadro tridimensionale e batte gli occhi strabiliato, finché un'ondata leggera di panico gli fa girare la testa. Dalla nascita ai dodici anni Paolo esiste solamente in pochi momenti. Esiste a quattro anni, in un picnic nel bosco con la madre e il suo nuovo fidanzato, che ancora si chiamava “il suo amico”, ed esistono alcuni odori, che alle volte gli richiamano alla mente quel giorno. Esiste anche a nove anni, quando apre la porta del bagno di casa propria e vede sua madre seduta sulla lavatrice, bianca e nuda con le cosce grasse divaricate, di fronte a un uomo in ginocchio. Altro di quella scena non esiste, non fa parte del suo album fotografico. Esiste infine a dieci anni, quando, dopo una corsa a rotta di collo che gli ha fatto mancare il fiato, elabora la sua teoria preferita: “Tutto mi è qui alla mano perché io lo voglio.” Non è ancora espressa con queste parole, dovrà aspettare ancora sette anni per formalizzarla, per adesso è solo un'idea, ma tanto basta. A diciassette anni Paolo esiste per pochi attimi, di fronte allo specchio del bagno. In questo lasso di tempo concretizza finalmente la sua teoria. Tutto ciò che esiste è qui alla mano, qui attorno, è creato dal cono della sua attenzione. Se smette di interessarsi a una cosa, praticamente questa cesserà di esistere. Tutto il resto quindi è facile: il matrimonio della madre con il fidanzato, la scuola, elementari medie ragioneria, le giornate a controllare lo zio, a cercare di calmarlo, la morte del marito della madre, gli occhi sbarrati di lei che strillano nella notte, la masturbazione, tutte le donne col volto della madre che non riesce a scoparsi, l'iscrizione a Giurisprudenza, Padova, l'abbandono di Giurisprudenza, l'assunzione come barista, come commesso di un rivenditore di autoricambi, come commesso di un negozio di forniture da ufficio, il rifiuto di un buon lavoro presso un conoscente della madre per non tornare nel varesotto, le sigarette, la paura di scoprire di essere estremamente banale e mediocre, la festa in cui sembrava ce l'avesse fatta con quella che gli piaceva davvero, la sera stessa con la paura di essere impotente, infine l'assunzione come contabile.

 

Tratti Psicologici:

Paolo è introverso, scontroso e moderatamente tirchio. Ha gusti abbastanza semplici. Finchè non andò via di casa il suo carattere rabbioso era costantemente messo alla prova dai rapporti con lo zio demente: passare lunghi periodi di adolescenza a cercare di tener testa a quel folle deforme e manesco, per cui ha comunque sempre provato un notevole affetto, ha senz'altro condizionato il suo modo d'essere. Una volta un amico dei tempi dell'università gli disse: “Potresti avere tutto, se solo osassi un po' di più.” Paolo sorrise, riconoscendovi la sua vecchia teoria. La principale paura di Paolo è proprio di essere un mediocre, un uomo banale, una persona noiosa, e a queste fisime si è da qualche anno affacciata anche la paura di essere impotente. Da qualche mese Paolo sta di nuovo pensando di piantare tutto, partire, o magari trovarsi una ragazza fissa, sposarsi addirittura, e ricominciare da qualche altra parte che non sia Padova o il paese natale.

 

Altre Specificità:

Paolo vive solo, in affitto, in un piccolo appartamento con qualche pretesa di design. Settimanalmente prende la macchina e torna al paese per trovare sua madre, e qualche volta lo zio, all'istituto. Non ha particolari hobby o passioni; prima di lasciare l'università giocava un po' a scacchi ma non si è mai applicato veramente. Comprimari: Oltre alla madre, alla quale è legato morbosamente, e allo zio, ormai rinchiuso, Paolo non vede molte persone, né ha amicizie che siano più che frequentazioni superficiali.

 

Trivia:

Il padre di Paolo non si è mai visto, non si sa chi sia. La madre di Paolo in paese è sempre stata conosciuta come “una che la dà”. Alle volte, quando cammina, Paolo si ferma colpevole e si guarda attorno, per assicurarsi che nessuno l'abbia visto. Poi riparte. In quei momenti c'è un'immagine che lo fa fermare, l'immagine di sé stesso a dieci anni.