(s2) Paolo e Anna si mettono insieme

Scheda Stesura

Scheda Stesura Definitiva
Note di Produzione: 

Rango: secondario

Tipologia: processo o aneddotica

Personaggi: Anna, Paolo

Locazione: a piacere

Dal soggetto: Anna e Paolo escono insieme, cercando di convincersi di amarsi.

Svolgimento: 

Paolo rientra in casa con un solo chiodo fisso nello testa, chiodo che ha la forma delle chiappe di Anna e il suono della sua voce che gli comunica il numero di telefono.

Trascorre alcuni minuti rigirandosi tra le mani la cornetta, ci si gingilla, ma sul momento di comporre il numero ci ripensa.

“Una ragazza è bello sudarsela”, pensa, “le fai la corte, ci provi, spendi energie, ma questa me l'ha praticamente messa in mano, ha tolto ogni attrattiva dall'approccio”. E ci crede, Paolo, a quello che pensa. In realtà la situazione andrebbe letta così: “Ho una paura tremenda di chiamarla, me la faccio sotto dalla paura”.

Anna rientra nell'appartamento, riversa i sacchetti sul tavolo, non riesce a trovare gli assorbenti tra le cose dei suoi coinquilini, e urla, rivolta alla casa, che si vengano almeno a prendere la loro roba. È seriamente incazzata, deve averli dimenticati cazzeggiando col Tamagochi, magari li ha scordati per colpa di quel tipo di cui non ricorda il nome. I suoi due coinquilini vengono a prendere la roba ma si piazzano a sedere e ridono come pazzi, guardano Anna e ridono. Anna li guarda, prova disgusto, repulsione, farebbe di tutto pur di non restare lì ancora un secondo, qualsiasi cosa pur di scappare.

Paolo, ancora roso dalla voglia di telefonare, prende a sistemare la spesa nella dispensa, e a quel punto trova una scatola di assorbenti. Facile che siano di Anna, visto che sono arrivati alla cassa insieme. A questo punto Paolo non ci pensa un secondo - ha il gancio - e chiama.

Anna aspetta un motivo per uscire di casa. Paolo vuole invitarla ad uscire di casa. Uno più uno, ed eccoli seduti uno di fronte all'altra che bevono una birra, timidamente impacciati di fronte al tavolino di un bar. Lei non è che sia realmente attratta da lui, ma è così bello sognare, specialmente quando si ha una voglia pazza di innamorarsi: ci si può innamorare dell'amore a prima vista, e senza che neppure ce ne rendiamo conto, ci si può ritrovare con uno sconosciuto a condividere le più dolci carezze dell'idillio.

Neppure Paolo è molto attratto da quel tipo di ragazza, ma nel suo caso dobbiamo prima valutare il fatto che in quel momento il suo cazzo parla una lingua totalmente differente da quella del suo padrone, una lingua formata da un unico lemma: scopare! Ripetuto ad libitum, senza tregua.

Certe volte in amore i giochi di luce sono decisivi: basta cogliere un istante, un' angolatura particolare, una lieve sfumatura comportamentale ed è fatta: la foto si imprime a fuoco nella memoria e si è innamorati. A tale proposito la sanno senz' altro lunga i fotografi di moda, che si adoperano con mille trucchi per ottenere e presentare al pubblico quel fortunato sguardo, riuscendo a far apparire le loro belle modelle spaventosamente belle.

Detto questo, vedere due ragazzi non innamorati che cercano di innamorarsi è come vedere una troupe di fotografi maldestri. Lo spettacolo è sia irritante che divertente: per quanto si sforzino a posizionare le giuste luci, per quanto possano spaccarsi la schiena con fari, pellicole e fondali, il risultato ha sempre un qualcosa fuori posto, di stupidamente goffo.

Eppure, un pò perchè da soli proprio non ci si sta, un pò perchè in fondo tutti hanno voglia di scopare, e un pò perchè hai voglia a criticare, da che mondo e mondo tutti sanno che così dev'essere, e si piglia quel che ci tocca, in breve tempo la frittata è fatta. Anna si butta a capofitto in questa relazione, nonostante una vocina spesso e volentieri le si affacci nella testa per mormorarle un po di dubbio e disappunto. Ma lei la mette sempre a tacere, che non ne vuole sapere, non vuole rovinare ogni storia come ha sempre fatto, solo perché è una bambina viziata che non sa mai accontentarsi di quello che ha. E poi vuole essere padrona delle proprie scelte, vuole decidere lei la propria vita, è lei che ha il timone, non è mica una banderuola.

Paolo il primo giorno ci esce con l'idea di scoparla, “la scopo, e poi decido cosa fare, che mi frega”. La volta successiva ci esce con l'idea di scoparla, perché la prima volta non c'è riuscito, “non ci stava la troia”, in realtà non ha fatto alcun tentativo, ed Anna lo sa bene, perché aveva una voglia che non stava nella pelle. La terza volta ha pensato “ se non la scopo oggi, non la scopo più”. Anna invece avrebbe potuto pensare “se non faccio il primo passo io, qui non scopiamo mai”, ma siccome è una donna, lo fa e basta, e a quel punto Paolo è davvero sicuro di amarla, vuoi perché era da tanto tempo che non sentiva il calore dei seni di una donna, il piacere dei suoi baci, la dolcezza dei suoi abbracci, vuoi perché in fondo Paolo è un romanticone, vuoi perché senza fare mai sesso si sta proprio male, in ogni caso Paolo parte per un altro mondo, e a questo punto sono i sospiri, gli ansimi, il desiderio, la voglia di rivederla, il desiderio di essere solo con lei, sempre, ovunque. Quando poi va a cena a casa sua per la prima volta, oltre alla spensierata atmosfera studentesca dell'appartamento, la prima cosa che nota è una scacchiera in un angolo del salotto. Gli sale una nostalgia improvvisa per i tempi in cui effettivamente giocava, per la sua giovinezza (dov'era finita?). Paolo trova che questo pensiero confermi in modo inequivocabile le aspettative che aveva: la storia con Anna l'avrebbe fatto sentire vivo.

Anna invece dubbiosa era e dubbiosa rimane, vive questa relazione in modo un po' distaccato, come se il suo corpo avesse il pilota automatico, e lei dall'esterno lo vedesse amare, giurare amore, godere dell'amore, ma senza un vero coinvolgimento, sempre ben corazzata dentro la fortezza della sua testa, ben protetta in un punto d'osservazione lontano da tutto. Come se dicesse: “Fate fate, non badate a me, io vi guardo soltanto”.

Spesso Anna chiede a Paolo se la ama veramente, glielo chiede quasi dopo ogni rapporto, ma la domanda reale che Anna fa in questi momenti è: “Ma io ti conosco? E te?”

E ogni volta che qualcuno chiederà ad Anna e Paolo come va col rispettivo partner, entrambi, senza sapere l'uno dell'altra, risponderanno: ”Bene”.

Però Paolo dirà “Bene” in maniera soddisfatta, muovendo il capo in segno d'assenso, e scuotendo le spalle, a far intendere che le cose vanno proprio bene, stanno bene insieme, non litigano, si amano.

Anna invece dice: “Bene”, ma quando lo dice guarda in terra, vicino ai propri piedi, e pensa a Simone, il suo ex ragazzo di tanti anni prima, e a come lui amasse sentirla russare sul suo petto dopo aver fatto l'amore.