John Jerome Rose

Scheda Personaggio

Scheda Personaggio Individuale di: Raputt
Note di Produzione: 

Rango: PROTAGONISTA

John Jerome Rose, quarant’anni, è il direttore amministrativo della Carolina Packaging, un’azienda di Charlotte (NC) che produce scatole di cartone. L’azienda appartiene al suocero, Ernest Goodbowers. Ha una moglie, Eveline, e una figlia, Lindsay.

Svolgimento: 

Descrizione fisica
1,85 per 90 kg. Bei lineamenti, occhi e capelli castani. Bel portamento. Il tutto rovinato dalla pancetta sporgente e da uno sguardo fisso non particolarmente espressivo. John è stranamente ingombrante, si muove goffamente e spesso sbatte contro persone e cose.  Osservandolo mentre cammina tra la folla si direbbe che stia ballando tanto si agita per cercare di non toccare niente e nessuno: stringe le spalle, si mette di traverso, si ferma bruscamente e poi riparte a passo veloce per qualche metro, si ferma ancora..

Biografia
1952: John nasce in una famiglia medio-borghese, il padre lavora in un modesto studio legale, la madre è un’ insegnante elementare che si ritirerà molto presto.
1965-1970: John vive una vita molto ordinaria scossa solamente da qualche problema finanziario (il padre viene licenziato e deve cominciare ad arrabattarsi come può), buone letture, l’impegno politico antimilitarista e dal suo ingresso al college come studente di economia.
1970-1977: il numero di anni permanenza al college diviene imbarazzante (specie se visti alla luce delle difficoltà economiche della famiglia), ma John si lascia coinvolgere in mille attività e mille iniziative. Nel complesso sono gli anni più divertenti della sua vita. Durante l’ultimo anno di studi la madre si ammala gravemente.
1978: conosce Eveline, la quale, contro ogni logica, s’innamora di lui.
1980: matrimonio con Eveline e morte della madre.
1984: nascita di Lindsay e, dopo infruttuose ricerche di lavoro, ingresso nella Carolina Packaging come assistente del direttore amministrativo.
1988: promozione a direttore amministrativo.

Tratti psicologici
Molto riflessivo, è un uomo intelligente ma non brillante. Non è molto sicuro di sé: non si fida dei suoi stessi giudizi e prima di farsi carco di un’ idea ha bisogno di vagliarla in lungo e in largo. Se talvolta questo suo carattere lo porta ad avere una visione delle cose profonda e complessa, più spesso capita semplicemente che lui capisca cosa è accaduto troppo tardi per poter dire/fare qualcosa di intelligente.
A causa di questa sua caratteristica John vive uno strano dissidio con sua moglie: in fondo non crede del tutto alle ansie di Eveline, o meglio, ne percepisce la vacuità, ma non essendo in grado di decidersi per un pensiero semplice [“Mia moglie è stata cresciuta in un ambiente iperprotettivo ed ipersemplificato, io non dovrei preoccuparmi così tanto”], preferisce cedere ad Eveline ed alle sue inquietudini una quantità eccessiva del suo tempo e della sua capacità di ascolto [“Potrebbe anche trattarsi della strana inconsistenza dei veri maniaci depressivi..”].
John, sempre per lo stesso motivo, non riesce a riconoscere il ridicolo: ha bisogno di tempo per vedere il grottesco ed il comico di certe situazioni (ovviamente in quelle circostanze John è comico a sua volta). Suo suocero, ad esempio, ha su di lui uno strano ascendente: John è affascinato dal suo potere, da certi suoi silenzi carichi di pathos, eppure, oscuramente, intuisce che non tutto torna: che quella maschera ha qualcosa che non funziona e che forse si potrebbe legittimamente spernacchiare Ernest come fosse lo scemo del villaggio. Ovviamente John non si autorizzerebbe mai a pensare: “Mio Dio che razza di terribile coglione che è mio suocero”. Quindi è condannato ad un eterno lavorio interno per salvare le apparenze, una continua fatica per mascherare l’evidente imbecillità che si para dinanzi a lui.
Il problema, ciò che rende il compito faticoso, è che se di un tale che sembra un cretino - si comporta come un cretino e dice cose da cretino- non si può dire che sia un cretino, allora costui deve essere intelligentissimo: deve avere una mente estremamente raffinata e criptica.
John deve aver letto da qualche parte che quando Leibniz incontrò Spinoza, quest’ultimo, dopo il colloquio, disse ai suoi amici qualcosa di molto vicino a “Che razza di scemo quel tedesco..”. Non volendo ripetere l’errore (non avendone la forza), John è condannato a vivere in un mondo complicatissimo in cui dietro ogni pirla potrebbe nascondersi un Leibniz e dietro ogni rompipalle un’anima nobile e delicata.
John odia questo suo modo di essere, capisce quanto questa sua timidezza intellettuale lo limiti e ciò lo porta talvolta ad essere impulsivo (qualcosa come decidere all’improvviso di partire per “l’Europa”. E per “l’Europa” del 1992. Quella che di lì a due anni avrebbe prodotto un album come Lorenzo 1994) o a reagire con ira alle situazioni che non riesce a dominare.
In generale, comunque, è di carattere mite e protettivo.
Adora sua figlia e la sente come l’unica parte della famiglia che veramente gli appartiene: Eveline, nella sua perfezione immobile, è sempre un po’ lontana e spaventosa; Lindsay, invece, coi suoi difetti presi dal padre è rassicurante e rilassante.
Ciò che salva John da una irremediabile coglioneria è il fatto, miracoloso, di avere una sessualità sana e soddisfatta (alla fine sua moglie è sempre una gran gran donna): esattamente ciò che preserva quel suo istinto residuale che talvolta lo fa sospettare dell’integrità mentale di chi ha di fronte.

Altre specificità (passioni, fisse, modi di fare, etc.)
John è un lettore appassionato ma non particolarmente attento. S’innamora delle idee con grande facilità e non è realmente critico. Lo stesso vale per i film: dinanzi ad una estetica forte è completamente indifeso, la subisce passivamente e non riesce a riconoscere quando nella vita reale gli capita di imbattersi in personaggi terribilmente stereotipati.
Nei momenti d’incertezza assume un’espressione stupida fatta di sguardo fisso con occhio pallato e labbra leggermente contratte.

Trivia (curiosità e aneddotica che non rientra nelle categorie soprastanti)
 Dopo la prima cena coi signori Goodbowers John ha vomitato l’anima per la tensione ed ha deciso di non vedere Eveline mai più. 5 mesi dopo convolavano a nozze.