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Zona Scena 2
Descrizione:

Piazza Minghetti. Pochi metri dalla statua si trova il platano che regna da secoli sulla piazza. A far da cornice alla piazza ci sono i portici di Bologna che nascondono, a tratti, gli uffici della posta, un bar con alcuni tavolini sul marciapiede e alcuni portoni privati. I colori variano dal giallo delle mura al bianco avorio delle colonne dei portici. In alto, l'ultima fila di tegole, lascia intendere che la copertura è rossa, come tutti gli altri tetti di Bologna. Alla piazza si accede da Via Carlo Farini o da Piazza Della Francia, per chi proviene da Piazza Santo Stefano, dalla stessa Via Carlo Farini per che proviene da Piazza San Domenico (in quest'ultimo caso si percorre prima Via Giuseppe Garibaldi e si attraversa Piazza Cavour), oppure da Via De' Toschi per chi proveniva dall'Archiginnasio. Gli unici rumori che si sentono sono quelli delle bici e il vocio degli studenti che convergono in quella piazza usandola come punto di incontro provenendo da Piazza Santo Stefano, Piazza San Domenico, dalla Galleria Cavour e dall'Archiginnasio, per poi dirigersi a Piazza Maggiore. il sole è alto anche se non riscalda del tutto l'aria e tutti indossano ancora maglie a maniche lunghe, aderenti e colorate. Cappelli che ricordano pittori francesi o coppole modello siciliano. Il clima è apparentemente calmo anche se ad ogni angolo delle strade ci sono gruppetti di ragazzi che parlano a voce bassa. Nonostante la presenza di molte persone ferme e molte altre ancora che passano per la piazza, si sente il tintinnio delle tazze e dei bicchieri usati nel bar adiacente la piazza. Pochissime auto. Le finestre delle case, sia in piazza che lungo le strade sono chiuse e le imposte non sono aperte del tutto. Sembra che il sole non sia il benvenuto nelle case.
Specificità, aneddotica e trivia rilevanti ai fini della scena:
Francesco e Virginia sono fermi dietro una colonna del portico davanti all'ultima vetrata dell'ufficio postale. Sul vetro si riflette ciò che avviene in piazza e Virginia lancia continuamente occhiate verso la vetrata. Francesco all'inizio è tranquillo e si appoggia alla colonna.
Quando cominciano gli scontri, Francesco si accorge di essere completamente disarmato in quanto era uscito senza il suo solito eskimo. Si trova a fronteggiare un quartetto di fasci su cui spicca la figura di Gipo, rayban e fazzoletto sul viso, che per poco non lo colpisce in testa con una spranga. Virginia gli grida di correre via, verso il tribunale (in direzione opposta all'arrivo dei fascisti) passando per piazza Cavour e Via Garbaldi (strade principali dove è più facile che nessuno avrebbero fatto caso a lui).
Bologna - zone scene 9, 10, 11, 12
Descrizione

Via della Torretta, nei pressi della Ferrovia San Donato.
Sono circa le 21 quando Francesco, Virginia e Gipo attraversano il cavalcavia di Via Libia e scendono su Via della Torretta, seguendo i binari in direzione di Via San Donato.
A sinistra la ferrovia muta, con i suoi tralicci neri; a destra alberacci da marciapiede. E poi le macchine parcheggiate, su entrambi i lati. Un paio di cani randagi seguono i tre a distanza.
Specificità, aneddotica e trivia rilevanti ai fini della scena:
- La strada è sostanzialmente deserta. Una donna anziana porta da mangiare ai gatti, un uomo esce da una pizzeria con il suo sacchetto fumante, un adolescente aspetta l'autobus. Per il resto sembra un posto perfetto per un agguato.
- I cani randagi, abbaiando all'improvviso, salvano Gipo dal primo attacco. Per il resto gli alberi e le macchine parcheggiate saranno nascondigli decisivi per Francesco e gli altri. Alcuni tra gli assalitori fuggiranno poi via scavalcando la transenna che delimita la ferrovia e sparendo oltre i binari.
Casa di Francesco: Piccolo appartamento in una casa stretta di 2 piani. La luce rende le pareti gialle. Poche sedie e un tavolo. Le pareti spoglie a parte lo schienale del letto di Francesco dove padroneggiano volantini e slogan stampati su carta rossa con caratteri grossi e neri che inneggiano alla lotta proletaria. Tonnellate di libri sparsi un po' ovunque e l'eskimo sempre pronto, sullo schienale della sedia, ad essere indossato (vista soprattutto la fuga obbligata da Piazza Minghetti). Nonostante tutto fosse fuori dal proprio posto la casa sembrava in ordine. Non c'era alcun profumo. Né cibo cucinato di recente né caffè o altro. Solo residui dell'odore di erba fumata da poco e un filo di fumo. Sul tavolo qualche briciola di tabacco e pezzetti di carta avanzati per la fabbricazione del filtro. Alcuni volantini e qualche foglio scritto a mano.
Bologna - zona scena 15
Descrizione:

I nostri vorrebbero tagliare per il centro e imbucare la tangenziale direzione Torino, ma le contingenze dell'inseguimento li spingono in Zona della Fiera, nei pressi di Piazza della Costituzione. Periferia Nord Est. Palazzi, alberi, cisterne, laghetti artificiali, archeologia industriale.
[nota: il complesso dei grattacieli risale al 1972]
Specificità, aneddotica e trivia rilevanti ai fini della scena:
- Gli attacchi avverranno a ondate, lungo le strade limitrofe al complesso fieristico, tra nascondigli e ostacoli di varia natura.
Parte significativa possono averla gli anfratti post-industriali e gli androni di cemento sotto i palazzoni popolari.

