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1) covo BR - scene 8, 14, 16
Descrizione: Il covo della colonna bolognese delle BR non ha nulla della catacomba. È un appartamento cui si arriva entrando in un palazzo di costruzione recente, piuttosto borghese, che si trova poco fuori dalle mura.
L’appartamento avrebbe assoluto bisogno di una risistemata. L'intonaco dei muri è scrostato e tutta la mobilia sembra lì da chissà quanto. In soggiorno, giusto un divano, un tavolo sgombro con sopra due posacenere e tre grosse lavagne appoggiate alle pareti. Le imposte restano sempre chiuse.
Il bagno è ridotto male: i rubinetti perdono e i sanitari hanno preso il colore della ruggine.
Una delle due camere da letto è stata trasformata in una specie di ufficio: ci sono due macchine da scrivere, una scassatissima macchina stampatrice e qualche materasso appoggiato ad un muro per tutte le evenienze. E’ricolma di volantini, libri e giornali.
Nell’altra camera, una vecchia cassapanca tiene nascoste le armi.
Nel box ci sono altre vecchie casse di munizioni e armi. Solo una cassa è nuova nuova, grossa, rinforzata e pesante, con lo stencil U.S. ARMY su tutti i lati.
Specificità, aneddotica e trivia rilevanti ai fini della scena:
Tutti qui si comportano per bene. Nessuno deve dare nell'occhio.
Nessuno deve fare rumore, nessuno deve urlare.
2) treno - scene 17, 20, 21, 22
Descrizione:
La stazione di Bologna è piena di tossici e freak.
Il treno è un diretto. I corridoi lunghi e stretti sono popolati dai viaggiatori che cercano la toilette. Alcuni fumano una sigaretta affacciati ai finestrini. Da qualche parte un bambino piange. Valige messe una accanto all'altra sopra le teste dei viaggiatori. Il pavimento pulito ma che sembra comunque sporco. Le cabine da sei posti nei primi vagoni sono abbastanza popolate. Francesco, Gipo e Virginia entrano dalla cima del treno e di siedono in una cabina vuota della seconda carrozza e prima di occuparla verificano che sul vetro non ci sia alcuna prenotazione fino a Torino. Chiudono la porta e tirano la tenda.
Vicino alla porta dei bagni agli estremi di ogni vagone è presente una specie di accetta da pompiere da utilizzare “solo nei casi d'emergenza.”
Specificità, aneddotica e trivia rilevanti ai fini della scena:
- Alcuni dei sedili a molla lungo il corridoio sono rotti. Quello di fronte alla scompartimento di F, G, V ha la molla rovinata e sta sempre abbassato.
- Uno degli scompartimenti si trasforma nel quartier generale temporaneo di Julie, salita dal fondo del treno. Qui monta il suo fucile da guerra le altre armi automatiche. Dal portapacchi gocciola sangue sul sedile. Julie non se ne cura. A scena larga si vedrà il capotreno, sopra il portapacchi, sgozzato e legato come un capretto. Lo scontro avrà luogo nel corridoio del vagone, mentre il treno senza luci passa all'interno di una galleria. Potranno essere usati nella colluttazione: i sedili a molla, i portapacchi esterni, le porte degli scompartimenti, ma si può immaginare anche una fase con le teste dei due tese e ringhianti oltre il finestrino. La propensione alla tortura di Julie porterà la vittima predestinata ad una morte terrificante.
3) appartamento torinese di Morodina - scene 19 e 23
Descrizione: L’ingresso dell’appartamento, che occupa integralmente l'ultimo piano di un palazzo, è un pugno in faccia alla povertà. Due dei 4 lati della stanza formano una vetrata che permette di osservare la città sottostante. Il pavimento è in marmo coperto da tappeti iraniani ed il lusso la fa da padrone. Un lampadario a braccetti ornati da gocce di cristallo illumina la stanza.
Dall’ingresso si passa al vero studio di Morodina, una enorme stanza bianca senza mobili, né suppellettili. Solo quattro grandi quadri bianchi con poche pennellate di nero. Gli unici oggetti nella stanza sono un tavolo, anch'esso bianchissimo, con sopra piante cartografiche e blocchi di appunti e una poltrona beige piuttosto sobria.
Dietro la poltrona c'è una botola che porta a una stanza segreta. Qui si nasconde un mondo paradossalmente opposto a quello adiacente. Ci sono file di frigoriferi arruginiti, strani utensili, un camice appeso ad un gancio, l'armadietto con le sue medicine. Una luce rossastra artificiale conferisce un'atmosfera infernale a tutto l'ambiente.
Specificità, aneddotica e trivia rilevanti ai fini della scena:
- Lo spazio bianco superiore è naturalmente preparato per le azioni illusionistiche di Morodina. Qui può sparire, riapparire e volare. Qui non ha rivali.
- Aprire le finestre sul vuoto della città e penzolar fuori la gente permette di essere molto convincenti.

