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1) università occupata - scene 3 e 4
Descrizione: l'esterno dell'edificio ha i colori e le forme architettoniche tipiche degli edifici bolognesi situati nel centro storico. Un portico accompagna i passanti lungo tutto il marciapiede. Al centro c'è un portone di legno, pesante, con i battenti. Fuori sono appesi lenzuoli con scritte in rosso che ricordano a tutti che la facoltà è occupata.
L'interno tradisce la sua costruzione più antica per i gradini e i corrimano, che sono rimasti sempre gli stessi, oltre che per i grandi androni e i soffitti altissimi.
Ci sono manifesti e striscioni dappertutto, banchetti per la raccolta delle firme, megafoni e volantini, giornali aperti praticamente su ogni tavolo o davanzale. scritte sui muri di ogni genere, da quelle che inneggiano alla rivoluzione, alle sconcezze, all'arte. Nel tardo pomeriggio diventa veramente un gran casino: comizi in tutti gli angoli, gente negli stanzini a chiavare, pardon a fare la rivoluzione sessuale, scambi di erba fumo e roba, volantinaggi, ciclostilaggi, scazzi e discussioni tra compagni. Qualcuno lascia stabilmente i giacigli in giro per il corridoio e le aule e l'andirivieni di gente un po' spenta dall'erba crea un'atmosfera surreale.
Per terra ci sono pezzi di vetro rimasti lì dopo una sassaiola.
Entrando nell'edificio ci si trova di fronte una scala che permette di accedere a tutti i piani. A destra e sinistra un corridoio che consente l'accesso alle aule. Il corridoio è lungo e luminoso. Su uno dei lati ci sono alti finestroni da cui entrano la luce e i suoni del cortile. Gli infissi in rovere sono vecchi e le schegge di smalto che si staccano lo stanno a dimostrare.
Le aule A B stanno sulla sinistra dopo la parte del corridoio coi finestroni, mentre C D E F G H sulla destra. In fondo ci sono i servizi.
Le aule hanno la porta da un lato, la cattedra e la lavagna sul lato della porta ed i banchi di fronte all'entrata.
Il secondo piano è strutturato nella stessa maniera del primo, mentre il terzo ha solo tre aule, col resto dello spazio diviso in stanze più piccole utilizzate come ufficio dai professori.
In tempo di occupazione, tutte le aule del primo piano sono adibite a bivacco o a sede dei collettivi. Al secondo piano più che altro si dorme, si fuma, si legge e si cazzeggia. Le poche aule del terzo piano sono a loro volta occupate ma praticamente non utilizzate dagli studenti.
Le scene in questione riguardano due luoghi specifici; l'aula S, al terzo piano, e l'aula B, al primo, dove si riunisce il collettivo.
L'aula S, in cui si trova Francesco quando sente del complotto, è situata al terzo piano dell'edificio e adiacente e collegata da una porta all'aula T, dove si svolgono normalmente le lezioni di Filosofia del Diritto.
In fondo all'aula S, su una pedana alta poco più di una decina di centimetri, c'è la scrivania. Pulita, senza incisioni o scritte e simboli. Diverse file di banchi col legno martoriato dalla irrefrenabile voglia di scrivere degli studenti che erano stati lì.
Nell'aula B tutti i banchi e tutte le sedie sono ammassati da un lato; la scrivania rimane dove è e tutti seduti per terra.
Quando entra Francesco la stanza è buia e fumosa: si sta proiettando un filmato e i visi non si distinguono bene.
Specificità, aneddotica e trivia rilevanti ai fini della scena:
- Davanti all'aula T, Francesco nota il carrelletto delle pulizie.
- Al collettivo, Francesco non parla pubblicamente di ciò che ha sentito, ma si apparta in un angolo con 4-5 compagni. Gli rimarrà il sospetto che qualcun altro potesse aver sentito.
2) cortile università - scene 5 e 6
Descrizione: L’atmosfera è come all'interno: un sūq. Il cortile, di fatto un ampio chiostro rettangolare, è diviso in due dal vialetto che porta all'ingresso. Le panchine che stanno lungo il vialetto sono all'ombra grazie ai platani. Il vialetto è semidistrutto. Quasi tutti i sanpietrini sono stati lanciati da qualche parte. Alcuni platani sostengono lenzuola dove ci sono scritte inneggianti alla lotta. L'erba è quasi assente a causa del continuo viavai di studenti che ci camminano sopra. In mezzo alla sezione sinistra del cortile c'è il pozzo, coperto con un pietrone. La tettoia che copriva il pozzo e reggeva la carrucola per il secchio era stata rimossa tempo prima e mai reinstallata.
Specificità, aneddotica e trivia rilevanti ai fini della scena:
- Francesco racconta di quanto ha sentito a un membro del collettivo incontrato in cortile, stando seduto sul muretto del pozzo. Preso dall'eccitazione della notizia e dalla foga di doverlo raccontare, non si accorge di Gipo, seduto a fumare una sigaretta alla base del pozzo, dall'altro lato. La scena con Virginia si svolgerà invece nell'angolo di cortile a destra, lato portone esterno.
- Al momento delle scene l'aria è tesa a causa di scontri appena avvenuti nelle strade vicine.
3) ufficio rettore - scene 7 e 18
Descrizione: Il rettorato si trova al primo piano di un palazzo centrale storico di Bologna, scale vecchie e piccole che vengono fatte a 3 a 3 da qualsiasi studente.
L'ufficio del rettore ha un'antisala dove risiede la segretaria. L'antisala ha 4 sedie a muro per l’attesa dei visitatori. Sulla destra delle sedie c'è la porta per entrare dal rettore, a sinistra l'uscita e di fronte una finestra. Quando la segretaria sta seduta alla scrivania si ritrova la finestra sulla destra e la porta d'ingresso di fronte a sinistra.
Lo studio del rettore è una stanza è molto ordinata e pulita. Sui muri, quadri e stampe prive di qualsiasi orientamento politico o sociale: incisioni di panorami bolognesi di inizio secolo, la riproduzione di un quadro di Hopper, la pergamena di un'onorificenza ricevuta in America e una foto del Rettore giovane in divisa da tenente di vascello. Nella libreria, stessa aria: libri famosi o tecnici che, in alcun modo, possano tradire tendenze politiche.
La scrivania è massiccia e imponente: sembra aver visto innumerevoli rettori passarle dietro, conservando intatta la sua lucentezza. Alta, antica, di legno scuro, con un bordo in pelle e al centro un vetro pulitissimo. È sgombra, eccezion fatta per una lampada piuttosto esotica sulla sinistra e il telefono dall'altra parte.


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