Gipo Acquachiara

Scheda Personaggio

Alba di piombo

Scheda Personaggio Definitiva
Note di Produzione: 

Rango: comprimario

È un picchiatore fascista; conosce Francesco superficialmente in quanto avversario politico poi.
Per caso sente la sua storia ed è l’unico a credere ad una cosa così assurda.

Svolgimento: 

Descrizione fisica:
Ventitré anni, un metro e 70, non troppo robusto ma ben definito, asciutto, nervoso.  Pelle chiara e lentigginosa,  capelli castani tirati all'indietro, occhi piccoli e lievemente strabici ma vigili e attenti, che scrutano tutti come se ci fosse sempre un pericolo in agguato. Nel complesso una di quelle facce troppo dure che rimangono subito antipatiche: ha sempre la bocca tirata, ogni tanto gli esce una roba a metà tra un sorriso malriuscito e un ghigno agghiacciante.

Gipo ha sul corpo varie cicatrici di coltello: una profonda che da sotto il mento si perde lungo il collo, una piccola e recente sulla guancia destra, una spaventosa sull’avambraccio destro; sfoggia inoltre segni di fratture sul lato sinistro della fronte.

Porta Ray-Ban neri a goccia ma li toglie di continuo come per osservare meglio le cose, un gilet nero (che non toglie mai) sopra una camicia chiara e stivali texani neri.

 

Biografia (includere come e perché è terribile nello scontro fisico):

Nato da madre polacca e padre italiano, cresce a Bologna.
Il padre, fascista convinto, gli inculca i propri valori.
A sei anni un coetaneo lo deride per tutto un pomeriggio ai giardinetti. Alla fine della giornata Gipo sale sulla sua bicicletta e lo insegue facendo finta di giocare; appena liberi dallo sguardo delle madri, saltando dalla bici prende il bambino per il bavero, lo stende a terra e lo picchia con la pompa della bici fino a ridurlo in fin di vita. Da quella volta ha sviluppato l'abilità di utilizzare al meglio qualunque oggetto gli capiti sotto mano per picchiare i propri avversari.
Tutta la sua infanzia è costellata di piccoli atti vandalici e violenze ad altri bambini, tutto sempre compiuto in solitario. Temuto dai suoi coetanei, presto entra in conflitto coi ragazzi della generazione superiore. I primi tempi Gipo, dieci anni, ne prende tantissime da quei tredici-quattordicenni, ma intanto ne studia abitudini e punti deboli. Un giorno spacca la fronte a uno con un mattone: in risposta ne prende così tante dagli altri da finire all'ospedale e avere incubi per una settimana. Uscito dall'ospedale, prende la catena della bici e il cric della macchina del padre, va ai giardini e ne manda cinque in prognosi.
Gipo frequenta le scuole medie e poi ragioneria: a dodici anni guardando le olimpiadi nota la forza e l’estro dei lottatori di greco romana e si iscrive a una palestra che frequenta per quattro anni.  A 16 anni lascia ragioneria e comincia a lavorare come manovale.
A 18 anni rimane orfano di padre e senza pensarci troppo sale clandestino su una nave diretta a Tunisi e si arruola nella legione straniera. Si fa due anni di addestramento in Algeria e tre di stanza in Indocina. A ventitré anni è già mezzo matto per le violenze subite e inflitte (ha in effetti ammazzato diversa gente). Tornato a stare a casa della madre, viene nuovamente assunto nell'azienda edile in cui lavorava e si aggrega all’ MSI, poco interessato alla politica e molto ai pestaggi.
La piccola azienda cresce e riesce a vincere un appalto per la ristrutturazione di uno stabile attiguo alla facoltà di Filosofia, che Gipo già frequentava saltuariamente per via di certi suoi conoscenti del Fronte della Gioventù.

 

Tratti psicologici:
Gipo è taciturno, suscettibile ed estremamente aggressivo.
Sa di "aver perso un po' la testa" e quindi non lascia nulla al caso. E' metodico e attento. E sempre teso e vigile, ma quando è veramente teso cade in preda a bizzarri tic di occhi e guance. 

Aneddotica e trivia utili ai fini della storia:
La sua solitudine autoprocurata lo spinge spesso a farsi gli affari degli altri, ascoltando qua e là i discorsi altrui.