Augusto Bruni, il Magnifico Rettore

Scheda Personaggio

Scheda Personaggio Definitiva
Note di Produzione: 

Rango: personaggio secondario

Francesco e Gipo decidono di rivolgersi al rettore, ma questi, membro di una loggia massonica deviata, è parte del complotto: dice ai ragazzi che si occuperà lui di avvertire le autorità ma spiffera tutto ai suoi complici.
 

Svolgimento: 

Descrizione fisica:

Classe 1918 (59 anni), solido ma non grasso, estremamente ordinato e pulito; occhi chiari, capelli grigi pettinati con la riga, completo scuro. Indossa sempre un paio di occhiali di quelli che oltre alle lenti fisse montano su un perno una seconda coppia di lenti scure, le quali possono essere sovrapposte alle prime abbassando una levetta.
Formale ma cortese, è sorridente e disponibile con gli studenti, che però in periodo di contestazione ne hanno capito l'indole viscida, tanto che da rettore l'hanno soprannominato "Rettile." Chiaramente il nostro lo manderebbe in miniera, ma non sospetta certo che sia così sporco.

 

Biografia (limitarsi a un paio di righe più quanto può servire alla storia):

Cresciuto nella provincia bolognese da famiglia bene; suo padre era avvocato e lui ne segue le orme: dopo un'infanzia agiata, si iscrive a Giurisprudenza e si laurea a ventitré anni. Durante la seconda guerra mondiale serve come tenente in marina, ambiente dove entra in contatto con la massoneria. Sarà effettivamente iniziato frammassone solo dopo la fine della guerra, quando intraprende la carriera accademica che lo conduce ad ottenere la cattedra di Diritto Internazionale.
E' ossessionato dal complotto comunista e ben presto, grazie ad i contatti stabiliti come visiting professor negli Stati Uniti, si ritrova intrallazzato con Gladio, P2, Rosa dei Venti e tutto quanto prodotto dalla peggior feccia atlantista dell’emisfero occidentale.
Sposa una donna appartenente a una famiglia molto influente. Dal '68 in poi ha preferito tenere un basso profilo, dicendosi addirittura vicino a posizioni "progressiste."
Va da sé che il posto di rettore non lo deve ai meriti guadagnati in campo accademico, bensì ai suoi contatti di loggia e alle amicizie della moglie.
Nel gioco - troppo grosso per lui - narrato dal racconto, Augusto Bruni è poco più di un fantoccio nelle mani di Vladimir Morodina (l'uomo venuto dalla Russia).

 

Tratti psicologici:

Augusto si è sempre caratterizzato per l'ambizione e la poca propensione al rispetto di certe regole del vivere sociale. Appare come un uomo integerrimo ma è subdolo, disonesto, manipolatore; abile a farsi benvolere e a corrompere, fine psicologo, doppiogiochista nato, un vero demonio che si sente un crociato della democrazia occidentale.

 

Altre caratteristiche (gesti, frasi tipiche, modi di fare) e trivia:

Parla forbito, tono di voce suadente.
Ascolta l'opera in ufficio per darsi un tono da esteta.