Vladimir Morodina, l'uomo venuto dalla Russia

Scheda Personaggio

Scheda Personaggio Definitiva
Note di Produzione: 

Rango: personaggio secondario

Note di produzione: Agente KGB, in realtà sul libro paga della CIA di cui controlla un “correntone” deviato, è la mente del piano che prevede la deflagrazione di un’atomica tattica a Mirafiori. Avendo i protagonisti sgominato la colonna bolognese delle BR che questi indirettamente manipolava, deciderà di portare a termine il piano personalmente. Ha due sgherri.

Svolgimento: 

Descrizione fisica:

Uomo di mezza età e di media statura. Ha dei ridicoli baffetti a punta e uno sguardo nero e crudele.  Oltre ai baffi e allo sguardo, una bocca stretta e piccola come l’entrata di una serratura e una fossetta sul mento squadrato sono le sue caratteristiche che saltano più all'occhio. Ama i bei vestiti e,  più in generale, gli accessori di valore: anelli, orologi, ecc.
Fisicamente è dotato di una forza e un'agilità molto superiori a quanto la sua stazza e il suo aspetto lascerebbero sospettare.

 

Biografia (includere poteri particolari, mosse segrete, specialità e quant’altro)

Nasce a San Pietroburgo nel 1925, la famiglia è poverissima. Fin da piccolo, osservando gli stenti della sua gente, si carica di un’odio feroce ma anche di voglia di guadagnare e fare la bella vita. Vladimir si distingue a scuola per la sua intelligenza e per la sua propensione nelle attività fisiche. Quando compie 14 anni, la famiglia viene contattata dai servizi speciali russi per una di quelle offerte che una famiglia di veri proletari non può rifiutare, specie se ha da mantenere altri sei figli. Così Vladimir si ritrova da solo a seguire un addestramento durissimo nel bel mezzo degli studi. A 18 anni è un soldato preparatissimo: conosce tutte le armi da fuoco, è piuttosto abile anche nel corpo a corpo ed esperto di esplosivi. Partecipa alle sue prime missioni segrete e si distingue per il suo fare determinato e la freddezza nell'affrontare le situazioni impreviste. Appena compiuti 21 anni decide di dedicarsi ala carriera nei servizi segreti fino a divenire colonnello del KGB. In quegli anni compie anche studi universitari, durante i quali, grazie a un compagno, rimane affascinato dal mondo dell'illusionismo. La sua gioventù coincide con la progressiva salita al potere di Stalin fino alla spietata dittatura che spezzò la Russia in frammenti di storie sanguinose e dolenti.
A trent'anni lavora presso il Nono Direttorato Centrale, competente sulla  protezione dei leader sovietici (dipartimento di particolare importanza strategica e pertanto oggetto di attenzioni da parte della CIA, con cui intesse i primi contatti superficiali). Durante un lavoro a lungo termine presso l'ambasciata russa in Italia si rende conto che la situazione italiana è molto più ingarbugliata di quanto sembri. La sua curiosità ed intelligenza lo portano a scoprire i legami dei servizi segreti italiani con la CIA. I servizi segreti americani non ci mettono molto a capire di trovarsi di fronte ad un uomo formidabile e trovano il modo di metterlo sul libro paga (la voglia guadagnare ancor più potere e più soldi, ma soprattutto di avere le mani in pasta da entrambe le parti, lo conducono ad accettare di fornire alla CIA le riservate informazioni di cui è in possesso).
Nei suoi ultimi vent'anni di attività riprende a dedicarsi alla sua passione di gioventù, la prestidigitazione e trova il tempo per diventare esperto di illusionismo strategico.  Morodina, in effetti, è (anche) una sorta di Copperfield della guerriglia. E’ in grado di ipnotizzare i suoi avversari, ma anche di librarsi in volo (non è magia, è tecnica) o di dare l'idea di sparire e riapparire altrove. Ovviamente nei luoghi dove vive, e in quelli in cui deve fare qualcosa di importante, mette su tutto l'armamentario necessario per i suoi trucchi.

 

Tratti psicologici:

Intelligentissimo, sicuro di sé, è il vero cattivo della storia, di gran lunga il peggiore, uccide con il sorriso sulle labbra, che ha quasi sempre, perché disprezza beffardamente il mondo intero. Detesta tutti coloro di cui si serve, inclusi Luciano Bertozzi, Julie Gold e Augusto Bruni. Conclude le sue sparate megalomani con una risata raccapricciante, è violentemente razzista, allucinato, prende misteriose pasticche e medicine, forse per non impazzire del tutto.
Pur essendo un esaltato, Vladimir sa essere estremamente razionale. Abilissimo ad anticipare gli avversari senza svelare troppo le sue strategie, è praticamente impossibile coglierlo di sorpresa. Abituato a rispettare solo chi dà gli ordini, si aspetta che chi lavora per lui faccia altrettanto senza fiatare. È abituato ad agire, odia i tempi morti e non tollera assolutamente gli errori.
Non ha praticamente hobby, passioni, interessi: la sua unica passione è capire come portare a termine le missioni senza fallire e senza correre più rischi del necessario.
È sostanzialmente mosso dall’odio; anche se lavora per il nemico è un teorico della supremazia della razza slava e della nazione russa. Il suo vero obiettivo non è instaurare una dittatura in Italia come vorrebbe la CIA, bensì scatenare la guerra termonucleare globale.

 

Trivia:

Da giovane, una sera portò a casa una ragazza (una povera prostituta senza molti ganci) e dopo aver consumato decise che era il momento di verificare se davvero sarebbe stato capace di tutto. La legò e, mantenendola in vita, le tagliò una gamba e la mangiò, spezzettando la carne nella zuppa. Il giorno dopo tagliò l’altra gamba. Ogni pezzo che tagliava finiva nel suo stomaco. Mentre lei agonizzante lo pregava di ucciderla, lui rideva moltissimo. Nei successivi dieci giorni mangiò il resto del cadavere. Da allora, circa una volta ogni due-tre anni, si concede il piacere del cannibalismo.

 

Sgherro 1 (breve descrizione e caratteristiche utili ai fini della storia):

"Epifan," quarantasei anni, uomo di fiducia di Morodina da molti anni, è un vero sicario. Cresciuto in Siberia, vero nome ignoto, addestrato nei corpi speciali dell'esercito sovietico, dice di non aver mai sofferto in vita sua, né moralmente né fisicamente. In effetti una rara malattia nervosa lo rende quasi del tutto immune al dolore fisico.
Alto, allampanato, spalle larghe, occhi piccoli e scuri, naso schiacciato, ha il viso che sembra di cartapesta: la fronte e il mento sono un susseguirsi di increspature e rughe e piccole cicatrici dovute al vaiolo. Non abbandona mai il suo nunchaku d'acciaio ed è un ottimo tiratore. Usa un AK47 modificato che porta sempre con sé smontato in una valigetta, oltre a due pistole, che tiene rispettivamente in una fondina sotto l'ascella e in una fissata alla caviglia. Ha anche una baionetta nella manica della giacca. Non ha ancora conosciuto la sconfitta.
Nonostante la sua proverbiale freddezza riguardo a tutto ciò che lo circonda, quando il capo dà il segnale di morte si entusiasma come un bimbo, arrivando addirittura a sorridere. Epifan è particolarmente gradito a Vladimir per la sua “instancabile brutalità”

 

Sgherro 2 (breve descrizione e caratteristiche utili ai fini della storia):

Sasha Nikichenko, 33 anni portati malissimo, non è felicissimo di lavorare con Vladimir Morodina, di cui ha una paura matta. La sua indole sedentaria e schiva, inoltre, si adatta ben poco a quella del capo. Lui è un ingegnere e non è adatto all'azione. Si trova molto più a suo agio di fronte alle schede perforate di un calcolatore elettronico  o nell'ascolto di qualche buon vinile di jazz. Però ha imparato a scattare agli ordini ed a dire sempre sissignore dopo aver visto la sua preziosa scatoletta di schede perforate volare per la stanza del suo studio.
Il suo fisico da ufficio con la pancetta non si presta all'azione, e i vestiti da impiegato e gli occhiali in osso da topo d'ufficio lo rendono più buffo di quanto non sia già. Però per sbloccare, programmare e attivare la bomba sul momento serve proprio qualcuno con la sua genialità, le sue competenze in elettronica e schede perforate e la sua conoscenza dei codici di sicurezza del nemico.