Rango: personaggi secondari
Note di produzione: Sarebbero dovuti essere gli esecutori materiali del piano. Braccheranno senza successo i protagonisti nella notte. I primi due sono coloro dai quali Francesco scopre del piano.
Capocolonna: Luciano Bertozzi
Gruppo storico: Pino Fazzi, Marino Carpenovic, Silvano Domeniconi, Marcello Pecci
Altri brigatisti che prendono parte all'inseguimento: Garlin Finson, Emanuela Di Stefano, Giulio Di Giacomo
L’assistente di Filosofia del Diritto (breve descrizione e caratteristiche utili ai fini della storia):
Pino Fazzi. Magro, capelli scuri e stempiatura che prende piede, viso stretto e allungato con fronte, occhi e zigomi particolarmente sporgenti. Barbetta a punta, giacca di tweed, Clark's, occhialini tondi, arrogante, pieno di sé, si vanta di essere colto, bastardo con gli studenti soprattutto con quelli poco "sinistri," ha un debole per le belle ragazze e non fa nulla per nasconderlo. E’ un viscido che sbava quando vede Virginia. Si è laureato 5 anni prima con una tesi dedicata al pensiero di Miguel de Unamuno y Jugo. Ottime capacità organizzative e un’intelligenza particolarmente brillante gli hanno permesso di raggiungere un ruolo di maggior prestigio rispetto agli altri due assistenti della stessa cattedra. Quando Francesco Guarnieri arrivò a Bologna, per un po' furono amici e compagni di lotte politiche. Pino non aveva ancora abbracciato la lotta armata, era solo uno dei tanti intellettuali radicali di sinistra profondamente delusi dalla politica del PCI.
E' talmente intelligente da essere vagamente consapevole che il loro piano fa parte di un complotto le cui fila sono rette da ben altre ideologie: benché sospetti di star venendo strumentalizzato, crede che per far trionfare la rivoluzione del proletariato certe alleanze con il parastato nero e massone siano in qualche modo necessarie. Appassionato di armi, possiede due pistole e sa usarle dignitosamente.
L’addetto alle pulizie (breve descrizione e caratteristiche utili ai fini della storia):
Marino Carpenovic e’ un vero e proprio "soldato" delle Br; 120 kg per due metri, forza sovrumana, spacca le teste a mani nude. Quando si incazza diventa completamente rosso, sa maneggiare molto bene bastoni, spranghe e pistole, il suo unico obiettivo nelle Br è la violenza di classe.
Grasso, calvo, devoto, ottuso, preciso nell’eseguire gli ordini, sguardo vacuo e fisso. In buona fede ma in quanto troppo idiota per chiedersi i perché e i per come. Se il capocolonna gli chiedesse di buttarsi in un dirupo, probabilmente lo farebbe. Nelle azioni pericolose (di solito rapine per autofinanziamento) è sempre preoccupato dell’incolumità di Marcellino. Segni particolari: gigantesco, molto peloso, fumatore di mezzi toscani.
Capo colonna (breve descrizione e caratteristiche utili ai fini della storia):
Luciano Bertozzi, 32 anni, operaio tornitore laureato in filosofia, ex sindacalista. Magro da fare impressione, severo e carismatico, fuma sigarette in continuazione, tempie grige, occhi stretti, chiari, sempre arrossati. La pelle delle braccia è screpolata da una dermatite che lo accompagna da adolescente. Ha letto molto ma tutto allineato, padre fucilato dai repubblichini, deluso dal PCI e dal sindacato, passato con convinzione alla lotta armata, nessuno scrupolo, pensa solo secondo logiche a lungo termine, è pronto a tutto.
Brigatista 1 (breve descrizione e caratteristiche utili ai fini della storia):
Silvano Domeniconi ha 28 anni, la barba nera e troppa rabbia repressa per farsi qualche problema sulla totale follia del piano in atto. È qualcosa che va fatto e basta. Cupo, antisociale, non ha mai disdegnato le risse ed è sempre stato un attaccabrighe anche quando non c'era di mezzo la politica. È stato più volte ripreso dal capo per la sua troppa irruenza.
Il dopolavoro è tutto dedicato al piano per rendere Mirafiori il simbolo della schiavitù che scompare. Ha capeggiato il gruppo che ha rubato l'ordigno (il trasferimento della bomba dalla base di Sigonella a quella di Aviano e la fuga di notizie in merito erano ovviamente orchestrate dall'alto). Lavorando come operaio carpentiere si è anche occupato di fissare e occultare la bomba sul camion che la trasporterà a Torino.
Brigatista 2 (breve descrizione e caratteristiche utili ai fini della storia):
Marcellino Pecci detto "coerenza," ventisette anni, ingegnere. È un ragazzo magro, basso, solitario. Ha la riga da una parte e gli occhiali da nerd. Studia la filosofia marxista da quando aveva 15 anni. È un fiume di citazioni. Fornisce continuamente giustificazioni teoriche alle varie operazioni messe in atto. Noioso e petulante, è molto legato all’importanza della coerenza, crede davvero ciecamente al fatto che si possa cambiare il mondo grazie alla lotta armata. "Alzare il tono dello scontro" è il suo motto. È un ingegnare vecchio stile, di quelli che racchiudono anche un filosofo, un elettricista e un esperto di sistemi elettronici.
Brigatista 3 (breve descrizione e caratteristiche utili ai fini della storia):
Giulio Di Giacomo, trent'anni. Viso regolare, labbra sottili, capelli chiari, basette lunghe fino a metà volto, gengive leggermente scurite dall’abuso di fumo e caffè bollente. Non sa sparare, ma è un ottimo guidatore ed è specializzato in inseguimenti e fughe anche a piedi. La sua agilità gli permette di correre a velocità folli e a fare salti mirabolanti. È cresciuto in strada, da piccolo ha fatto ginnastica artistica che ha continuato a coltivare in mezzo di strada facendo il camminatore su corda tesa e altre attività nei circhi di periferia.
Lavora nella stessa fabbrica del capocolonna Bertozzi, come autista dei camion. Sognava di fare il pilota e portare un camion non è certo la realizzazione del suo sogno. Da quando è entrato nelle BR, vive costantemente in tensione e sul chi vive. Il suo compito per ora è tenere occhi e orecchie aperte per segnalare le notizie che girano e tenersi pronto per partire in qualunque momento. Non sospetta ancora quale sia il piano perché il capo non si fida: è davvero troppo agitato.
Brigatista 4 (breve descrizione e caratteristiche utili ai fini della storia):
Garlin Finson è uno studente di lettere incattivito di origini irlandesi, è bravo a porre imboscate e a cogliere alle spalle la vittima. Non partecipa quasi mai a scontri a fuoco faccia faccia ma preferisce nascondersi e attaccare al momento giusto con la sua P38. Non sopporta di vedere tutta quella disparità sociale che rende il povero l'equivalente moderno di un servo. "Una volta lo scambio era vitto e alloggio, adesso uno stipendio da fame."
A 22 anni gli ideali sono ben lontani dal morire. Ha i capelli biondi crespi, la barba incolta e la faccia grassoccia. Vive con Emanuela, la sua ragazza, da poco più di un anno. Tiene sempre in tasca un passamontagna e una torcia elettrica. Poeta di pregio, è autore di mirabili poesie rivoluzionarie.
Brigatista 5 (breve descrizione e caratteristiche utili ai fini della storia):
Emanuela Di Stefano, 24 anni, romana trasferita a Bologna per studio, laureanda in lettere moderne con una tesi sul Futurismo. Bruna, spigliata, carina, intraprendente, minuta e asciutta, pratica arti marziali. Fascista al liceo, è entrata nel gruppo dopo aver conosciuto Garlin. E’ fantasiosa nel vestire e diplomatica nel porsi. Per la capacità di assicurarsi la fiducia di chi le è intorno si presta particolarmente alle operazioni che necessitano di informatori interni

