Reparto Generi Alimentari, Reparto Articoli Sportivi, Reparto Brico

Scheda Locazione

Scheda Locazione Definitiva
Note di Produzione: 

L’Ipermercato è di dimensioni non precisate e ,di conseguenza, lo stesso vale per i singoli reparti. Agli scrittori si lascia la – eventuale – scelta delle dimensioni.

Svolgimento: 

REPARTO GENERI ALIMENTARI

Dal punto di vista estetico, è il più tradizionale dell’intero ipermercato. Qui non ci sono strutture particolari, la direzione ha voluto mantenere un aspetto semplice e ordinato.

Lo spazio è sempre molto grande, per questo all’inizio e ad intervalli regolari lungo ogni corridoio ci sono le indicazioni su cosa si troverà nei corridoi a destra e a sinistra.

Il reparto si sviluppa lungo un solo piano, e date le dimensioni le casse sono presenti in diversi punti: all’entrata e all’uscita del reparto per chi vuole continuare a visitare l’ipermercato anche dopo gli acquisti; in un punto centrale per chi invece vuole raggiungere gli ascensori per i parcheggi presenti in quella zona. Ogni “punto cassa” è costituito da una lunga distesa di dodici casse ..dodici come i componenti dell’ultima cena escluso Gesù. Non c’è tempo per distrarsi spesa e cassa –cassa e uscita - non ci si sbaglia, non ci si perde, così dicono. La realtà è un'altra, la geometria non aiuta. L’ipermercato è labirintico al suo interno.

Così la metropoli del consumo si lascia vivere amabilmente, suggerendo e guidando per mano il cliente intrappolato nel labirinto della scelta, ma lasciandolo anche vagare, un po’ sognante, tra le sue affollate vie.

Vetri colorati sfilano allegramente proponendosi come soluzione al tempo tiranno e alla mancata ispirazione culinaria. Le fantasiose confezioni sono pronte a decorare la cucina meno assortita con golosi lampi di design. Le tonalità che spiccano attraverso la trasparenza, ammaliano, rivelando colori che la natura non sembra possedere ad occhio nudo. Scatole dalle forme semplici e ordinate lasciano appena intravedere, attraverso l’oblò trasparente, le meraviglie e la qualità del contenuto. L’etichetta sostiene con nomi scritti in corsivo da mano sapienti una garanzia di qualità. I prezzi si rincorrono confondendosi nelle lunghe file, da cui spuntano a intervalli regolari, virgole con la parola offerta in giallo fluorescente. I banchi dei prodotti pronti emanano delicati profumi, convincenti quanto quelli di un agriturismo a conduzione familiare, tanto giusti da ricordare quanto vale il tempo risparmiato per godersi la serata. Così come i cesti con le confezioni pronte, per chi ha fretta e non può aspettare il suo turno al bancone. Aromi pungenti si mischiano al soffice profumo del pane appena sfornato e allo zucchero sciolto dei dolci.

L’Italia dei sapori si riunisce in grande famiglia per assaggiare le bontà di luoghi che nessuno ha mai visto, per curare la nostalgia di chi è emigrato in cerca di lavoro.

Il reparto ortofrutticolo è ricco dei più svariati tipi di frutta e ortaggi: frutti esotici, verdura di stagione- Il pavimento sale e pepe si mimetizza perfettamente con le più svariate forme vegetali. Le cassette di frutta e verdura sono sistemate come i giardini pensili di Babilonia. Al centro dieci bilance dove (grande novità dell’ipermercato), invece delle solite babbione con grembiule blu, a pesare sono tre ragazze in abiti succinti.

All’ingresso vi sta una gabbietta con un pappagallo che al passante  che stuzzica di più la sua fantasia blatera A N A N A S, perché la prima volta fu messo lì gli fu dato uno spicchio di ananas. A Marcello inquieta questo animale appollaiato all’ingresso a lui non dice niente usualmente, a Cosimo ogni tanto spiccica qualche strana parola come B E L Z E B U’ e B A R B A G I A N N I che gli erano state insegnate da un bambino.

Nell’angolo bio vanno spesso ad esibire prodotti aziende locali e a volte vi si svolgono delle piccole rappresentazioni di vita agreste.

L’isola-salumeria è a forma di ellissi, ed è divisa per regioni. L’angolo gourmet espone culatello e similari e dalle cinque alle sei del sabato sera c’è la degustazione con accoppiamenti formaggi-salumi e vini

Il corridoio degli alcolici è perennemente affollato di vecchi che comprano vino scadente a buon mercato e c’è sempre qualcuno che non resiste alla tentazione e si attacca a qualche bottiglia di vodka.

Il forno, con il pane, i biscotti, le torte, le pizze; ha alle pareti i classici addobbi delle pizzerie napoletane (tovaglie bianche e rosse a scacchi; foto di Totò e Eduardo che si abbracciano) ed è il trionfo del legno.

La sezione pasta e biscotti è quella più colorata e divertente, ricca di tutte le tipologie di biscotti ‘over all the world’ è un reparto internazionale perciò il preferito di Marcello che si mette a leggere tutte le scritte dei biscotti scandendo le sillabe come ad un corso di inglese: english take away in your supermarket.

La pescheria: invaghiti del caldo dei banconi rosticceria i clienti vagano un po’ a vuoto, per poi essere bruscamente risvegliati dal torpore di camino acceso, dalla fredda brezza che porta l’odore del mare. Su letti di ghiaccio finemente tritato, giacciono inermi gli abitanti dell’acqua brutalmente infilzati da cartellini bianchi con una cifra sbiadita che indica il loro valore. Veloci le massaie si appressano per la scelta della merce più sanguinolenta, la più fresca, quella morta da meno tempo. Nessuno si ferma molto al bancone, così che le commesse sembrano sempre tristi, non parlano mai e si dimenticano di sorridere. Impegnate nella loro lotta contro i tritoni, trattengono il respiro per non essere invase dall’aroma pungente di sangue e sale.

La macelleria si estende come un arco che circonda tutti gli altri reparti. Qui si allineano le grandi vasche della carne. Divise per nomi di animali di cui non vestono più le sembianze, le vaschette di polistirolo e velina colorano di rosso e bianco le grandi vasche. Le etichette riportano con certezza la provenienza di un allevamento. Pezzi di variegate forme di un puzzle che si materializza nel muso rosa di un vitello al pascolo.  La confezione famiglia gran risparmio fa concorrenza al delicato drappeggio del carpaccio, la dura consistenza dell’osso si contrappone ai riccioli del macinato. Cubi rossi ammassati nella loro vaschetta o infilati in lunghi bastoncini di legno con tocchi di verde ad alleggerirne la cubica monotonia. Il magro rosso vermiglio striato di bianche vene, si alterna al rosa chiaro dei suini e a quello ingiallito del pollame, e nella trasparenza della confezione, sembrano emanare l’odore di ciò che sono stati nella precedente vita. C’è carne di tutti i tipi, con una vetrina riservata alle prelibatezze, dal prosciutto di cervo alle bistecche di struzzo e i surrogati per vegetariani.

E’ un reparto profano con tutti i più remoti tipi di carni esposta, carne di prima qualità, contrassegnata da macabri cartelli con il disegno dell’animale macellato e le varie parti disponibili all’acquisto. E’ questo lo scenario ‘macabro’ dove prendono vita tutte le discussioni fra Marcello e Cosimo, fra carne morta, ma di prima qualità. Forse sono proprio le vibrazioni,come dicono che ci sono, dei corpi uccisi violentemente, dei quali è rimasta l’anima impressionata, ad accendere gli animi dei due. 

La macelleria infiamma gli animi dei due guardiani tanto quanto il banco frigo li congela.

Il banco frigo è la parte più inquietante perché è circondata da spazi vuoti e per Marcello ‘luogopatico’ com’è è alquanto fastidioso ritrovarvisi  a fare la guardia, sia per il freddo sia per il senso di agghianciante solitudine che reca con sé questo reparto.

  

REPARTO ARTICOLI SPORTIVI

Questo è un altro reparto davvero immenso. I piani sono tre, e il caos regna sovrano.

L’ultimo piano è riservato alle attrezzature. Ci si muove tra una quantità infinita di macchine per i pesi, panche, cyclette: attrezzi da casa che in pochissimo spazio racchiudono il segreto per un corpo perfetto. Appoggiati sulle panche da pesi o addominali cartellini leggeri come il vento riportano prezzi impedibili e finanziamenti studiati per riprodurre una palestra a domicilio. In fila sopra un tappeto persiano sfilano bici ultraleggere che fendono il vento con una delicata evoluzione del pedale. Bevande dagli strani colori pastello per vincere la sete in modo drastico e integratori con nomi fantasiosi in fluorescenti confezioni, attirano le speranze di veri e finti atleti. E poi ancora sacchi per la boxe, sci, pattini, racchette, tavolini da ping pong, il tutto disposto senza un’apparente logica. L’unica cosa certa è che c’è tutto, e tanto di tutto!

Al primo piano c’è il settore di abbigliamento sportivo. Alla parete attrezzata per accogliere le grucce si alternano inespressivi manichini vestiti nell’ultima comoda tenuta sportiva. Che contraddizione! Loro così immobili sembrano svilire quelle promesse di comodità ed eleganza. Articoli di abbigliamento si mescolano con allegri colori, mentre i loghi fanno bella mostra di se nei punti più strategici. La musica è altissima e piena di bassi, le luci sono forti e spesso fastidiose, ma il settore è talmente pieno di qualsiasi cosa, e i prezzi talmente competitivi, che si è costretti ad andare avanti. La parte delle scarpe da ginnastica è gigantesca e arriva quasi al soffitto, tanto che i venditori per mostrare le scarpe più in alto si servono di strane pertiche con in cima un uncino. Spesso i commessi fanno una piramide con i palloni di vari tipi o con le palline da tennis, tanto che qualche palla rimane sempre disseminata per il reparto e ogni tanto qualcuno ci inciampa. Le cabine camerino optical sono una vera e propria opera da collezione. Con le loro luci fluo blu e rosse le poltrone sacco colore blu, sono qualcosa di strepitosamente kitsch. Il punto di forza del reparto è la presenza, oltre alle marche più note, di un marchio interno, che nel giro di pochi anni si è fatto conoscere per la grande qualità offerta e i prezzi davvero bassi. Sui capi con il simbolo dell’omino accanto alla mezzaluna, che Cosimo e Marcello ben conoscono, si può andare a colpo sicuro.

Al piano terra ci sono le vere attrazioni del reparto, gli anche angoli–intrattenimento: la parete per provare il freeclimbing, un canestro per fare qualche tiro, un minibowling, un simulatore di golf e d’estate, sul terrazzo prospiciente, si fanno esibizioni di beach volley. Il minibowling è fatto da dieci corridoi non molto larghi ma ben disegnati, e si può anche semplicemente guardare gli altri giocare, mentre si fa un aperitivo al bar interno, che è diventato ormai il punto di riferimento dei più giovani. Unica pecca, Marcello non riesce mai a trovare la palla da bowling che fa per lui, e durante le sue partite clandestine di notte, è costretto a giocare con le dita che gli scivolano o che rimangono incastrate.

La notte in cui è stato fatto l’ultimo inventario, con i Supersantos le squadre degli addetti all’inventario hanno dato vita ad una mitica partita di calcio, il cui risultato è stato un pallet di whisky rotti e un paio di lettere di richiamo.

 

REPARTO “BRICO”

Il regno in cui si riscopre la voglia di artigianato, la soluzione alle noiose domeniche in casa di parenti, così come la speranza di un elogio dal coniuge distratto e perché no? Anche antichi sogni di artisti sconfitti dalla routine della vita.

Creatività per esterni: trasformare un metro di terra arida in fiorito giardino con dondolo, gazebo in legno, fontanella e tripudio di fiori odorosi.

Creatività per interni: come cambiare la tua casa, rinnovarla e riempirla di drappi e carta fiorita e oggetti d’arredamento obbligatoriamente etnici.

Il reparto Brico è il preferito di Cosimo che ogni tanto si incanta davanti alle cassette attrezzi sempre più sofisticate. Ciò nonostante, la prima volta che varcò la soglia del reparto, il giorno dopo essere stato assunto, fu anche l’ultima volta che lo fece in pieno giorno: la sua prima reazione fu una risata. Per cinque minuti buoni non riabbassò la testa, poi lo fece ma solo perché cominciava a fargli male. Fino a quel momento non si era reso conto di quanto effettivamente fosse alto il soffitto dell’ipermercato; con le pareti in ferro degli scaffali che gli svettano accanto cominciò a farsene un’idea. I raggi del sole che entravano dalla cupola altissima sopra di lui avevano solo due modi per toccare terra: sottoforma di grossi parallelepipedi di luce tra le decine di monoliti di ferro o come piccolissimi fasci di diversa forma, a seconda del modo in cui riuscivano a farsi strada attraverso la fitta rete di scale e grate dei vari livelli.

Il reparto dei veri uomini è sempre pieno di coppiette che litigano sulla colla per la tappezzeria e di padri che spiegano al figlio annoiato la differenza tra cacciaviti.

L’ambiente ricorda quello dei grandi magazzini per il fai da te americani: come in quelli c’è un atrio principale, molto ampio, che ospita l’esposizione degli articoli principali e fa da accesso ai corridoi di scaffali a cui si accede solo per verificare la presenza della merce, o per cercare cose specifiche; qui di atri ce ne sono tanti, uno per ogni settore, e così di corridoi. Così il reparto è in pratica fatto di viali e viuzze fino allo spiazzo successivo. Gli articoli da esporre sono talmente tanti che in parte trovano posto al secondo o terzo livello, a cui si accede tramite rumorose scale in ferro o enormi ascensori.

L’aspetto di questo reparto è volutamente minimalista, le strutture sono semplici e robuste, è stato chiaramente studiato per far presa su un certo tipo di clientela. A dispetto di questo, la tecnologia è presente più di quanto si immagini.Trovare la cosa che cerchi all’interno del brico, infatti, può diventare un dilemma: per questa ragione i commessi (in realtà quasi introvabili), attraverso dei telecomandi appositi, possono trasmettere il codice del prodotto desiderato ad una centralina che provvederà a prelevarlo dallo scaffale in cui si trova e a trasportarlo alla zona d’acquisto. Per questo, tra un settore e l’altro, guardando in alto lungo i corridoi si può ammirare un sistema di binari che collega le pareti di scaffali tra di loro, e che crea un vero e proprio traffico di merce sopra le teste dei visitatori.

Il cliente intraprendente vaga con sguardo voglioso tra gli scaffali, meditando su quello che deve o può essergli utile. Incerto si lascia convincere dalla lucentezza dell’immmagine sulla latta dello smalto per interni-esterni-qualsiasi materiale-resistente alle intemperie, al tempo, alla suocera- a tutto quello che può minacciare il vostro capolavoro. Perché è questo lo scopo del reparto bricolage: convincere anche il più inetto che può creare un capolavoro, migliore di qualsiasi bene prodotto in serie in una sperduta fabbrica di chissà quale paese. Ovviamente il reparto fornisce sottili spunti subliminali, alternando materiale grezzo con modelli già pronti, da poter acquistare nel caso in cui gli esperimenti di imitazione dell’originale non vadano a buon fine.

Il reparto ha l’odore di legno e carta e le persone che si aggirano tra gli scaffali hanno tutti l’aria concentrata e perplessa allo stesso tempo.

Marcello odia quell’odore di stucco e polvere, di lavoro all’aria aperta e di complicità tra maschi, gli ricorda troppo il padre morto, che era appassinato di bricolage e che lo aiutava a costruirsi da solo i giocattoli. Uno dei classici scherzi di Cosimo, invece, è inseguire Marcello a forbicioni da giardiniere sguainati.

Il settore giardinaggio è un vero e proprio paradiso per i clienti col pollice verde, e nella zona esterna cè una serra di piante poco illuminata ma molto suggestiva. E’ questo il posto preferito di Marcello, dove gli piace andare a fumarsi di nascosto una sigarette, lì fra quelle piante grasse che sua madre comprava sempre e lui odiava.