Tornato a casa Marcello comincia a sentire la voce dell'amico Fabio. Ovunque va sente quella voce dentro la sua testa, ma non in maniera costante, a momenti, come se li vicino ci fosse il suo amico che parla da solo.
Descrizione:
E’ una casa di dimensioni medio-grandi.
Una grande sala su cui si affacciano tre stanze: sopramobili polverosi, centrini ovunque, serviti decorati in vetrinette sempre linde.
Camera di Marcello ha un letto matrimoniale: un tempo era la camera degli ospiti. Oltre al lettone, di quelli con le finiture in ferro battuto e il medaglione in finta madreperla, c’è un tavolinetto coperto da una trina su cui ristanno il portatile di Marcello (usato come un computer fisso) e due posacenere uguali. Completano l’arredamento armadio, comodino, cassettone, tutti relativamente nuovi, comprati quando, una decina di anni fa, si è “trasferito” in quella stanza. Se non puzzasse di sigaretta, la si potrebbe dire una stanza asettica.
Il garage con la stanza attigua è un altro posto dove Marcello passa molto tempo, sia per dedicarsi alla manutenzione della macchina, sia a guardare la TV di sera per non avere la madre d’intorno. Il garage ha una lunga scafflatura metallica, da industria, su cui ci sono tutti gli attrezzi che erano di suo padre, falci, roncole, martelli, cassette piene di cacciavite, pinze e chiodi, un trapano, un decespugliatore. Dall’altro lato tre vecchie biciclette. Nell’altra stanza, collegata al garage da un’apertura priva di porta, un tavolo, un acquaio, una libreria piena di vecchi rotocalchi, il vecchio biliardino (non professionale, ma di quelli da bambino, un po’ rassegati) di Marcello, scatoloni con gli imballi dei vari elettrodomestici comprati negli anni e una porticina che dà su una minuscola cantina, sufficiente solo a contenere uno ziro d’olio e un fusto di vino rosso, prodotti che Marcello prende sfusi, ogni sei mesi, da un agricoltore amico di famiglia.
Specificità, aneddotica e trivia rilevanti ai fini della scena:
Quando Marcello fugge dalle voci passando da camera sua al soggiorno, per ragigungere le scale e andare in garage, la madre lo chiama e il telefono squilla.

