Rango: Protagonista
Vincenzo è un artista di 29 anni di enorme talento, e appare come un uomo meraviglioso sotto ogni punto di vista. Viene da una famiglia piuttosto colta appartenente al cosiddetto ceto medio. Benché non abbia ancora conosciuto il successo, alla fine del Marzo 2007 Vincenzo è sul punto di sfondare in modo clamoroso.
Descrizione fisica
Alto 1,76, occhi verdi, capelli biondi. Non troppo alto, magro ma piuttosto muscoloso e dal volto indefinibile: guardarsi allo specchio è per Vincenzo un compito spossante.
Il suo viso, pieno di particolarità, non può definirsi nè brutto nè bello. Lo guarda – si guarda – ed odia (perché teme) quella faccia così pregna da risultare neutra come l'universo, adatta sia ad essere impressa sulle monete di cento nazioni che ad essere derisa tra i banchi di scuola.
Decidere se Vincenzo sia bello o brutto è davvero una sfida impossibile, il suo intero corpo è un motore spigoloso, incomprensibile da fermo e terribilmente potente quando è in movimento. Spesso Vincenzo si guarda allo specchio per ore, non per vanità, ma semplicemente costretto ad aspettare che quello fuori dallo specchio accetti il potere che quello dentro al vetro ha su di lui, ed ammetta, con fatica quasi irritata, di essere splendido.
Veste con scarpe da ginnastica, jeans, magliette.
Biografia
Vincenzo nasce a Roma nel 1978, secondogenito di una famiglia che si limita ad adorarlo sin dalla nascita, senza mai riuscire a capirlo fino in fondo. La sua storia è quella di un uomo che ha successo quasi ovunque senza desiderarlo particolarmente, né tantomeno darlo a vedere o farlo pesare. Si può quasi dire che Vincenzo sia talvolta irritato dal suo stesso successo. Nessun campo ha infatti mai destato un suo interesse particolare, anche se in ogni ambito ha mostrato di avere così tanto talento per vivere distrattamente di rendita. Portato negli sport, non li ha mai praticati a livello agonistico, portato negli studi, non è mai stato il primo della classe, pur avendo sempre buoni voti studiando pochissimo. Di buona compagnia, non ha mai abusato del suo carisma per rivestire ruoli di leadership.
Ha frequentato il Liceo Scientifico, dove si è distinto particolarmente in fisica e in storia e si è dedicato per qualche tempo sia alla musica che al teatro. All’ultimo anno ha una breve relazione con una professoressa che però finisce prima di essere scoperta, quando lui si diploma. Dopo il Liceo si iscrive alla Facoltà di Storia e si laurea dopo sei anni con 110 e lode. Tra il 2004 e il 2007 lavora in un albergo [vedi Ambiente di Riferimento #2] e frequenta vari ambienti [vedi Ambienti di Riferimento #2-7]. Nessuno sa bene cos'ha intenzione di fare della sua vita, ma lui non ha dubbi sulla sua vocazione di artista.
Carriera Artistica
La carriera artistica di Vincenzo inizia a 16 anni. Ispirato dalle combines di Rauschenberg e dai lavori anni 80 di Dieter Roth, Vincenzo per gioco crea due grosse installazioni nel box auto di casa. Un amico del padre, direttore di un importante museo, un giorno vede per caso le installazioni, capisce che si tratta di lavori rivoluzionari di assoluta genialità, e si impegna molto per promuoverle fino a portarle alla Biennale di Venezia. Le opere riscuoto un notevolissimo successo di critica e di pubblico. Il fatto che l'esordiente Vincenzo Iacono sia solo un ragazzo di 16 anni digiuno di studi artistici fa impazzire i giornali che raccontano a più riprese la sua storia. Per un paio di mesi Vincenzo è famosissimo. I galleristi lo invitano alle mostre, a partecipare a varie iniziative. Ma Vincenzo pensa di non essere ancora pronto per buttarsi nel mercato dell'arte, perciò rifiuta varie commissioni che gli vengono offerte, e in capo a un anno la sua vita è tornata quasi come prima.
Nel corso degli anni, quando qualcuno lo riconosce come “quel” Vincenzo Iacono e gli chiede se ha prodotto altre opere, lui risponde sempre col massimo candore: “No”. Dentro di sé è sicuro che in futuro farà qualcosa di ancora superiore, ma a 29 anni ritiene che il suo percorso formativo non sia ancora giunto a compimento.
“Alfredino” è il nome collettivo di un gruppo di artisti romani usato anche dalla loro rete di artisti e performer affini. Sotto il nome di Alfredino (ripreso dalla storia di Alfredo Rampi, morto nel 1981 intrappolato in un pozzo artesiano, dopo 3 giorni di agonia e 18 ore di diretta televisiva a reti unificate), fra il 2002 e il 2007, vengono realizzati una moltitudine di progetti e provocazioni mediatiche ispirati a una sorta di culture jamming in chiave artistico-performativa.
In una di queste azioni, per esempio, gli Alfredino impiantarono nei tunnel della metropolitana di Roma degli altoparlanti che riproducevano i telegiornali dell'epoca della tragedia e le invocazioni della madre del piccolo Alfredo.
Nell'aprile del 2007, in concomitanza con un deciso spostamento verso la professionalizzazione del gruppo, gli Alfredino decidono di liberarsi dell'ingombrante e provocatorio nome, e optano per il più specificamente artistico “Vincenzo Iacono” (che loro non conoscono di persona), continuando sulla linea dei “giovanissimi” diventati famosi loro malgrado e poi caduti nell'oblio. Espongono in contemporanea in diversi musei europei varie installazioni che riscuotono un notevole successo.
Tuttavia, i mass media scovano il vero Vincenzo e gli attribuiscono la paternità di tutte le opere sia del collettivo “Vincenzo Iacono” che del precedente “Alfredino”. Lui nega appassionatamente, ma ormai sono usciti titoloni del tenore di “IL RITORNO DI VINCENZO IACONO” e nessuno gli crede. Il collettivo “Vincenzo Iacono” tenta disperatamente di attirare su di sé l'attenzione ma viene completamente ignorato.
Inondato di richieste di conferme e di ulteriori produzioni artistiche, Vincenzo decide di uscire veramente allo scoperto per dimostrare che è molto più bravo dei “Vincenzo Iacono” ed è in grado di superare anche le sue due uniche opere giovanili. Contatta così il MACRO (Museo Arte Contemporanea Roma) e si accorda per l'esposizione in Piazza del Popolo della sua nuova, autentica, grandiosa installazione.
Nel giro di una settimana taglia tutti i ponti col mondo esterno e si chiude nel box auto dei genitori (poco distante da casa loro), lavorando freneticamente e ammassando molti ed eterogenei oggetti acquistati o raccolti per strada. L'ultima persona ad averlo visto è la sorella, quando lui passa da casa a prendere delle valige. Scompare nel nulla lasciando come ultima traccia solo degli enigmatici messaggi nei Forum dei Surrealisti [vedi Ambiente di Riferimento #5].
Tratti psicologici
Vincenzo è una persona di indubbia sensibilità, profonda intelligenza e smisurata comprensione. Per descriverlo, si può usare un'ampia scelta di aggettivi opposti, ma nessuna via di mezzo. Nel suo appassionato disinteresse verso le cose (perché non è certo freddo, ma neanche romantico) un osservatore attento può sempre notare una mira che va altrove, e dove non si sa proprio.
Cresciuto come un enfant prodige, non è tuttavia sicuro di sé come molti credono, e spesso si domanda come gli altri possano considerarlo in maniera così positiva. Alle volte gli sembra di recitare la parte del genio, altre la parte dell'insicuro.
Ha un carattere incostante ma piacevole. È un abile conversatore, non solo per la sua dialettica brillante, ma anche per le sue doti innate di ascoltatore. Nonostante comunichi una certa spensieratezza e forse addirittura sregolatezza, non si apre facilmente ed è piuttosto misurato nei suoi slanci.
I genitori sono stati per lui un modello assolutamente standard, avrebbe potuto essere orfano e leggere un manuale a riguardo e le cose non sarebbero cambiate, il suo affetto è più che altro un'alta forma di rispetto. Sotto questo profilo Vincenzo è sempre stato molto indipendente, non tanto razionalmente quanto come mosso da una mano che l'ha sempre fatto approdare in qualche lido accogliente, vuoi per la fortuna, vuoi per le sue capacità.
Trivia
Vincenzo ha davvero visto tutti i film che gli chiedete se ha visto.
Ambienti “di riferimento” di Vincenzo:
1. Famiglia
Il padre di Vincenzo, Roberto Iacono, è un direttore d' orchestra di media fama, la madre Linda ha studiato pedagogia, insegna alle scuole elementari, ama i bambini, e si è pentita vivamente di aver sposato quel “pedante, borioso, egocentrico” di suo marito; però lo ama.
Vincenzo ha una sorella e due fratelli: la maggiore, Susanna, è un ex tossicodipendente, è stata un anno in comunità e adesso è tornata a stare con i genitori. Gli altri fratelli sono più giovani: uno ha studiato fisica con successo, e lavora al CERN di Ginevra; il minore è aspirante architetto, fidanzato da quattro anni con una ragazza di origine finlandese.
2. Lavoro: Receptionist notturno in un albergo
Vincenzo lavora come receptionist notturno di un albergo a tre stelle. Durante il lavoro legge molto, scrive anche molte storie, ma nessuno le ha mai lette realmente; ciononostante tutti sanno che esistono, e tutti ne parlano bene. Grazie a questo lavoro conosce molte persone, fa molti incontri. Lavora dalle 2 del mattino alle 8, dal lunedì al venerdì.
3. Mondo artistico: Centro Sociale “Il Covo”
Vincenzo frequenta il Centro Sociale “Il Covo”, non per particolari interessi politici, ma perché è uno dei pochissimi luoghi in cui sono a disposizione spazi gratuiti di incontro e lavoro per artisti. Là conosce vari personaggi curiosi, squinternati, o semplicemente interessanti.
4. Bisca clandestina all'ippodromo
Vincenzo un giorno andò a un ippodromo di Roma perché era incuriosito dall'ambiente. Fu colpito dall’ansia, dalla paura, dall’euforia, dall’eccitazione, dalla disperazione, dalle urla concitate, dallo spintonare, dall’esultare degli scommettitori. Ma l'interesse durò una giornata: il tempo per Vincenzo di scoprire che all'ippodromo c'era un club di giochi d'azzardo: vi si giocava principalmente a poker, blackjack e backgammon.
A dire il vero, Vincenzo non impazzisce nemmeno per le scommesse, ma a spingerlo a tornare sono l’ambiente fumoso, le facce dei giocatori e i sigari, in perfetto stereotipo americano.
5. Il Corner
Vincenzo frequenta il Corner, un locale fumoso dove suonano musicisti talentuosi e senza futuro commerciale. Il proprietario del locale è Mariano, detto Nello, ed è in confidenza con Vincenzo. Una barista del locale, Alessandra, si è presa una cotta per Vincenzo, lui lo sa bene ma non ne è mai nato nulla, e anzi glissa di fronte ai suoi sguardi insistenti.
5. Forum dei Surrealisti
Internet è uno spasso, le migliori menti le trovi qui. Ognuno è conosciuto col suo nickname, non col suo nome reale. Vincenzo è conosciuto come Iznik.
6. Mercato dell'antiquariato
Spesso Vincenzo fa una capatina al mercato dell’antiquariato, a pochi isolati di distanza da dove vive. Nonostante non si possa permettere acquisti frequenti, gli piace moltissimo girovagare fra le bancarelle, osservare e commentare gli oggetti coi venditori, discutere con gli acquirenti dei loro gusti e delle loro scelte. Non appena guadagnerà di più, certo Vincenzo ha intenzione di spendere qualcosa qui.
L’ultima compera è stata una piccola ceramica in stile Iznik (la città di Nicea, capitale dell'Impero Bizantino tra il 1261 e il 1331).

