Rango: protagonista
Studente di Filosofia presso l’Università di Bologna, attivista di sinistra e protagonista delle contestazioni in corso, ascoltando un colloquio tra un assistente di Filosofia° del Diritto e un addetto alle pulizie, scopre un piano delle BR bolognesi per far esplodere un’atomica tattica a Mirafiori.
Nome e Cognome: Francesco Guarnieri detto Radovan
Descrizione fisica:
Alto, longilineo, capelli neri ricci, occhi neri di taglio orientale, naso aquilino, labbra strette, zigomi in evidenza, poca barba incolta.
Veste con pantaloni a campana, maglioni sformati, eskimo; unica concessione, gli anfibi al posto delle Clark's.
Biografia:
Francesco Guarnieri nasce a Modena nel 1953. Sua madre è una maestra elementare, il padre dirigente delle poste. Il nonno materno, con cui Francesco ha passato l'infanzia e che ha sempre adorato, era partigiano comunista in Yugoslavia sotto il comandante Radovan.
Primogenito (un fratello nato nel '62) Francesco soffre fin da piccolo di terribili emicranie che gli fanno perdere un anno di scuola. Alle medie le emicranie sembrano scomparire. Nel 1967 si iscrive al Liceo classico (dove eccellerà in storia, italiano e latino) e diventa presto un adolescente pieno di interessi: cinema, sport, letteratura (autori preferiti: Pavese, Cassola, Pratolini, Sbarbaro) e soprattutto politica: nonostante faccia solo la prima liceo, nel 1968 è uno dei leader politici della scuola. In seconda liceo ha già deciso che si trasferirà a Bologna e farà filosofia.
Con l’inizio dell’università, la sua vita si fa più intensa, specie politicamente. Finita la stagione delle utopie, si apre il periodo più difficile per l’Italia, quello degli anni di piombo: vedere stato e fascisti inaugurare la stagione delle stragi lo portano a radicalizzarsi sempre di più. La costante tensione cui è sottoposto, anche a causa del suo profondo coinvolgimento emotivo, porta al riemergere delle emicranie.
Pur membro di Lotta Continua, Radovan è più anarchico che comunista, partecipa agli scontri con spranghe, sassi e bottiglie molotov ed è scarsamente interessato agli aspetti più creativi e innovativi del movimento bolognese del '77. E' ben conosciuto in tutti gli ambienti politici di Bologna, e i fascisti riconoscono che si tratta di un avversario pericoloso, sia dal punto di vista fisico (nello scontro non si tira mai indietro e non disdegna le aggressioni a sorpresa) sia da quello della capacità oratoria.
Tratti psicologici:
Sveglio, estroverso, intransigente, aggressivo, utopista.
Orecchio fino, vista acuta, sveltissimo a passare dal pensiero all'azione.
Il culto del nonno, l'indignazione per lo stato borghese e fascista e per un Partito Comunista Italiano lontano dalle lotte e propenso al compromesso si sono tradotti in una passione politica estremamente violenta che lo porta a scontrarsi con chiunque, spesso anche con i propri stessi compagni. Se c'è da parlare è un oratore stupefacente (Virginia si è innamorata di lui sentendolo parlare nel '75 ad un comizio organizzato per le elezioni universitarie), tuattavia preferisce essere fedele allo slogan "antifascismo militante, parole poche mazzate tante."
Altre caratteristiche (gesti, frasi tipiche e modi di fare):
- Si aggiusta sempre con la mano sinistra un ciuffo di ricci indomabile.
- Quando è anche solo appena teso o eccitato, gli si formano sulla fronte tante piccole gocce di sudore.
- Non dice mai "buongiorno" ma "buona giornata."
- Quando lo chiamano da lontano fa sempre finta di non sentire.
- Al momento della storia le emicranie lo tormentano in modo spietato, con ondate brevi e intensissime, più volte al giorno.
- Gira con la chiave inglese sotto l’eskimo, ed è sempre pronto a usarla sulle teste dei fascisti ma eventualmente anche di ciellini, borghesi, sbirri, militanti del PCI, compagni che "non si impegnano abbastanza."
- Non si stanca mai di dire che i docenti della facoltà di filosofia andrebbero incatenati in fabbrica.
- Ha l’abitudine di segnare sulla prima pagina dei suoi libri data e luogo d’acquisto ("E’ per avere sempre memoria di me," dice a Virginia)
Caratteristiche, aneddotica e trivia utili ai fini della storia:
- Il nonno di mestiere faceva il fabbro e così lui ha imparato fin da piccolo ad usare gli attrezzi. Aprire un lucchetto o una serratura per lui è una cosa da nulla. Nella sua scassata Citroen 2cv del '66 ha sempre con sé qualche attrezzo.
- Conosce un posto in montagna dove il nonno ha sepolto le armi dei partigiani.