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HOTMAG.ME cerca nuovi blogger

Ciao Amici di scritture e letture, Vi propongo di cogliere al volo questo appello:
www.hotmag.me il portale di cultura, attualità, viaggi... di Paolo Roversi nato appena una settimana fa sta aprendo una nuova campagna acquisti.
Il numero di blog che compongono il portale è attualmente di 43 e ogni giorno c'è qualcuno che entra. Se siete interessati potete entrare a far parte con un Vostro blog personale nel mondo di Hotmag. E' gratuito ed avrai uno spazio dedicato tutto per Te da gestire postando almeno un blog a settimana.
"Ora l'obiettivo - afferma Roversi - è raggiungere 100 blog attivi e
1000 fan su Facebook: ce la faremo?"
Se vuoi diventare un blogger di www.hotmag.me invia una mail a info@hotmag.me proponendoTi come Nuovo blogger dietro passaparola della Cucciolotti!

grazie per la attenzione e la disponibilità
LuciaCucciolotti

Della Memoria (Storia)

Brothers.

Stiamo da tempo lavorando all'enorme tema del recupero della memoria, particolarmente della storia dell'anarchia, specie di quella dei paesi di lingua spagnola, scegliendo fatti e avvenimenti di cui non è stato pubblicato nulla , per quanto ne sappiamo noi in italiano. Qui sotto ne potete trovare un microscopico frammento che riguarda un avventuriero della specie più nobile: Louis Chabas detto Lulù.

Lulù uscì dal nulla nell' estate del 1943, nessuno seppe mai da dove fosse arrivato. L'unica immagine che ci rimane di lui è una fotografia, dove è ritratto sopra una motocicletta, con il casco di cuoio e una sciarpa di seta bianca al collo, quasi fosse il pilota di un 'Blériot' della prima guerra mondiale. Praticò per nove mesi una vera e propria guerra di 'corsa' in quel mare di colline argillose rappresentato dalle Langhe. Ubiquo, beffardo, irriverente, in tanti erano pronti a giurare di averlo visto  nello stesso momento in paesi distanti tra di loro decine di chilometri o di averlo riconosciuto  vestito ta SS, da prete o da commerciante di bestiame Un giorno, i fascisti scrissero su un muro di Dogliani 'Lulù ti aspettiamo' e lui, di suo pugno vi aggiunse la frase 'Anch'io vi aspetto' e questa fu l'unica bugia che mai disse, perchè lui i fascisti li andava a prendere fin dentro la piazzaforte di Alba. Fu ucciso per sbaglio da una pattuglia di 'giellisti' e riposa in un cimiterino perso tra i boschi di noccioli e le vigne del Barolo, uno di quei cimiteri da dove si entra da un basso cancelletto in ferro battuto e i nomi sulle lapidi sono sempre gli stessi.

Tutto il materiale lo trovate su : www.acracia.splinder.com 'Di anarchici e di anarchia'

A me interessa aprire un dibattito sulla memoria, ragionando su quei fatti e su quelle persone che la storiografia ufficiale ha cancellato, questo perchè, anche se le frasi sono abusate ,' senza comprendere il passato, non puoi capire il presente nè tantomeno cercare di cambiare il futuro' ' un popolo che non conosce il passato è costretto a rivivere sempre la stessa storia,

 

 

"Prime Stesure", rubrica di scrittura

Ciao a tutti,

siamo la redazione di Locals Magazine, una rivista web nata nel nord-est italiano per portare alla luce tutte le piccole realtà creative della "provincia". Ogni primo del mese pubblichiamo una rubrica chiamata "Prime Stesure", dove diamo spazio a racconti brevi di scrittori alle prime armi e non, che vogliano condividere i propri lavori e confrontarsi con la comunità di Locals Magazine, per ricevere consigli e critiche.

http://www.localsmagazine.it/articoli.php?sezione=2

Questo è il link della rubrica. Per chiunque fosse interessato a pubblicare, o semplicemente abbia qualche domanda, scrivete a localsmagazine@gmail.com.

A presto

Redazione di Locals Magazine

Piccolo dettaglio scheda definitiva di Adele Curti

Segnalo un piccolo dettaglio relativo alla scheda di Adele (biografia) che solo adesso ho notato.

Durante il periodo catanese, si fa riferimento alla festa di S.Agata. Questa si svolge ogni anno il tra il 4 e il 5 febbraio. Non a Marzo.

Evidentemente, il passaggio

Verso la fine di marzo del 1943 il padre improvvisamente si aggrava.Durante la Festa di Sant’Agata, rimane colpito da un altro ictus, stavolta assai grave. Dopo un ricovero ospedaliero, viene portato a casa, dove Adele lo assiste e lo accudisce fino alla morte, che avviene in maggio.

non è verosimile.Una possibilità sarebbe:

Nei primi giorni di febbraio del 1943 il padre improvvisamente si aggrava. Durante la Festa di Sant’Agata, rimane colpito da un altro ictus, stavolta assai grave. Dopo un ricovero ospedaliero, viene portato a casa, dove Adele lo assiste e lo accudisce fino alla morte, che avviene in maggio.

oppure:

Verso la fine di gennaio del 1943 il padre improvvisamente si aggrava. Durante la Festa di Sant’Agata, rimane colpito da un altro ictus, stavolta assai grave. Dopo un ricovero ospedaliero, viene portato a casa, dove Adele lo assiste e lo accudisce fino alla morte, che avviene in maggio.

Ciao

screenplay

Problema sulla scheda definitiva L-19

Carissimi,
un piccolo problema: nella scheda L-19 (Monferrato: luogo recupero lanci), cui ho personalmente contribuito, il penultimo capoverso recita:
Aggirato San Pancrazio, senza grandi difficoltà, ma con una certa lentezza, ci si addentra nelle vigne di Barbera che rimangono a sud del paesino onde sdraiarsi in un campo col riparo delle tenebre, aspettando il lancio.
Ebbene, io che pure sono cresciuto in campagna, mi rendo conto di aver scritto una stronzata piuttosto grossa. I filari di viti sono tenuti insieme con il filo di ferro, e così era già ben prima degli anni '40: quindi, fare un recupero lanci in una vigna sarebbe da perfetti imbecilli. Detto questo, siccome la mia ricostruzione dell'area era basata principalmente sull'osservazione morfologica del terreno (il recupero lanci veniva fatto principalmente sugli altipiani, o in alternativa, ove non ce ne fossero stati di liberi e aperti, in valli protette dagli sguardi; e in questo senso la mia scelta era caduta su quella che poi è stata usata per la scheda definitiva), l'indicazione della coltivazione di Barbera era basata semplicemente sulla verosimiglianza, ovvero sul fatto che si tratta di una delle coltivazioni più diffuse in Monferrato, e non su una conoscenza diretta di quell'appezzamento; anche perché, immagino, stiamo puntando sulla verosimiglianza più che sul censimento esatto del territorio italiano (del resto il territorio trattato nel romanzo è talmente ampio, che non possiamo fare un censimento diretto).
Senza stravolgere la scheda direi, quindi, che potremmo modificarla così, facendo riferimento ad altre colture tipiche del Monferrato:
Aggirato San Pancrazio, senza grandi difficoltà, ma con una certa lentezza, ci si addentra negli orti di cardi che rimangono a sud del paesino onde sdraiarsi in un campo col riparo delle tenebre, aspettando il lancio.
Altre coltivazioni tipiche del Monferrato riguardano le nocciole (ma gli alberi in questione hanno chiome molto larghe e quindi lasciano poco spazio per un atterraggio, nonostante le piante siano piantate a una certa distanza) e gli asparagi (ma mi risulta che sia una coltura nata solo in tempi recenti).
Scusate l'errore e buon lavoro.
Ciao,
Giulio

caro straniero...

 

Caro straniero…sconosciuto poi scoperto.
 
Ecco il nuovo protagonista del Festival delle Lettere 2009.
Estraneo alla mia realtà, diverso dagli abitanti della mia terra, lontano dalla mia mente e dal mio cuore: tu, straniero nel mio mondo, ed io straniero nel tuo.
Il diverso ha sempre affascinato l’uomo in quanto nuova realtà da scoprire, ignota e per questo spaventosa ma al tempo stesso profondamente curiosa.
La mente non pone limiti al desiderio di conoscere ma è spesso offuscata, in ogni uomo, dall’idea di essere il parametro di riferimento: Io normale e tu strano, io il bene, il giusto e tu? Straniero da accettare o da combattere?
La storia ha vissuto infinite persecuzioni nate da pregiudizi sui cosiddetti “stranieri”…ma oggi chi può dire di essere straniero in terra altrui?
Il mondo è ormai uno, multietnico e multirazziale: le barriere dello spazio e del tempo sono state abbattute. Viaggiamo ovunque e incontriamo persone nuove ogni giorno, chiacchieriamo via Internet con amici lontani o sconosciuti, studiamo lingue e culture diverse e facciamo cronaca su tutto ciò che accade nell’universo. Tuttavia è necessario domandarsi se ci sentiamo davvero parte di un unico mondo.
Straniero fu, un tempo, il forestiero di altra nazione o paese appartenente ad un popolo nemico, invasore. Oggi lo straniero abita nella nostra terra, nelle nostre scuole, nei nostri uffici, nella nostra stessa casa. Non è più la provenienza a dividerci, ma l’estraneità. 
Donne e uomini, da sempre, si sentono abitanti stranieri di uno stessa terra: venusiane e marziani insieme sullo stesso pianeta. A questo millenario confronto si sommano le innumerevoli diversità che ci rendono unici, ma al tempo stesso ci allontanano: colore della pelle, religione, provenienza, cultura, valori, stato sociale, idee e preferenze… Tutto questo è messo oggi a stretto confronto: vicini di banco, colleghi di lavoro, concittadini, vicini di casa, amici, familiari che sentiamo “diversi da noi”.  
È finito il tempo di salpare in compagnia dei più stretti compagni alla conquista di nuovi mondi: ogni stranezza è stata scoperta ed è ogni giorno più vicina.
Fine della ricerca e inizio del confronto.
È questo il momento di dar spazio alle domande che ci poniamo da tempo, di lasciare che inchiostro e penna diano voce ai nostri pensieri: siamo davvero tutti uguali? Se anche lo siamo, spesso non ci sentiamo forse nemmeno simili.
Ognuno di noi ha uno straniero al quale domandare della sua realtà, al quale spiegare perché lo sentiamo diverso o che siamo finalmente pronti ad accoglierlo nel nostro mondo e ad aprirci al suo.
Battisti cantava: “Dimmi tu chi sei? Di che paese sei? Quanto hai camminato? E cosa hai fatto? Straniero, dove sei arrivato?”…
”Il fumo di quel treno, che era il tuo passato, ora all’orizzonte è già svanito. Resta qui straniero che mi hai trovato…”
I confini che un tempo ci divisero sono ancora visibili all’orizzonte, in un cielo a noi straniero che non riusciamo ancora a guardare con gli stessi occhi.
Un pizzico di paura di scriverti, caro straniero? È il timore di ammettere di esserci sbagliati, di scoprire di essere noi stranieri per gli altri.
Sono questi, tra tanti, gli ingredienti della nuova edizione del Festival delle Lettere: popolo di scrittori, uniti dalla passione per carta e penna, lasciate che i vostri fogli bianchi, i vostri piccoli mondi sotto lo stesso cielo, si trasformino in un'unica realtà, in lettere scritte a stranieri vicini o lontani per capire, spiegare e finalmente provare a superare la diversità.
Anche quest’anno ogni busta racchiuderà nuove storie, esperienze di vita vissuta, confidenze e forti emozioni che solo una lettera può riuscire a contenere.
Caro straniero, chiunque tu sia, preparati a ricevere posta che non ti aspettavi, che potrà emozionarti o indignarti; preparati a leggere parole che hai sempre desiderato o che nessuno ha avuto mai il coraggio di scriverti… 
Per informazioni visita il sito www.festivaledellelettere.it

FESTIVAL DELLE LETTERE-SCRITTURA E TRADIZIONE

Cari amanti della scrittura,

vi annuncio che il 12 ottobre al teatro dal verme di Milano alle h.16 avverrà la premiazione della lettera migliore tra quelle che hanno partecipato alla selezione del Festival delle lettere. Si tratta di un evento unico al quale vi assicuro non si può mancare se si ammette di amare la scrittura! la partecipazione è gratuita e durante l'evento si potrà assistere anche a interventi di artisti del calibro di Vergassola!!! Mi raccomando venite perchè merita! e chissà,l'anno prossimo potreste avere voglia di partecipare in prima persona!

Buon divertimento a tutti!

Antesignani SIC

Per quanto io e sarmigezetusa si vada molto fieri dell'originialità del metodo SIC, dobbiamo riconoscere che qualcuno in passato si era avvicinato a un'idea di scrittura collaborativa simile alla nostra – senza peraltro (per quanto ne so) mai tradurla in pratica.

Ho trovato oggi questo articolo del 2005 (in inglese) in cui si descrive qualcosa di simile alla SIC:

http://www.gearbits.com/archives/2005/10/the_open_source.html

Anche questo, in italiano, è considerabile un "precursore":

http://westwood.fortunecity.com/susileib/148/kung/miki05.htm

Ampliamo la lista via via che ne troviamo. Se ne troviamo.

Poesia Industriale Collettiva

Salve. Mi piacerebbe iniziare un progetto di poesia collettiva. Se poi è davvero il caso di definirlo "Poesia Industriale Collettiva" lo lascio agli esiti di una eventuale discussione. Non stiamo inventando niente di nuovo; i giapponesi del medioevo, con i loro renga (??, Cfr. http://en.wikipedia.org/wiki/Renga), ci avevano già pensato. E come primo tentativo lascerei la cosa in un'ovattata anarchia, senza limiti stilistici, metrici e meno che mai semantici. Solo, proporrei di non caricare troppo sulla lunghezza delle forme poetiche (le poesie lunghe mi stancano... cosa ci sarà mai di così complicato ed enorme, che non possa dirsi in 3 versi?). Forme brevi, allora, non esageriamo, e per ora procediamo - se vi va, se c'è qualcuno a cui interessa - senza neanche ruoli né Direttori artistici. Unica regola che mi sentirei di proporre è quella del salto di paragrafo dopo l'ultimo verso di ogni intervento individuale. Sulle technicalities, su come fare, dove scrivere, vorrei che anche questo emergesse dalla discussione. Ciao mb www.system-error.splinder.com

Scrittura collaborativa

http://www.writeboard.com/

Molto, molto interessante.

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